“Sono morto per 40 minuti, quando mi sono svegliato ero un’altra persona”: la storia di Patrick

È successo a molti di vivere un momento decisivo, un evento spartiacque, che segna in modo inevitabile il prima e il dopo nella vita di una persona. A Patrick Charnley, uno scrittore inglese di Bristol di 44 anni, quel momento è arrivato nel 2021, in piena pandemia.
Era una sera come tante, Patrick era sul divano a mangiare patatine dopo l'ennesima giornata piena di impegni e di lavoro, quando un improvviso malore gli ha fermato il cuore. Nessun battito per 40 minuti. Oggi Patrick sta meglio, ma la sua vita non è mai più stata la stessa. Eppure, nonostante i segni indelebili che quell'evento ha lasciato sulla sua salute, non tornerebbe mai indietro a prima di quella sera.
La storia di Patrick
La sera in cui la sua vita è cambiata per sempre – ha raccontato Patrick a diversi giornali inglesi – era a casa con sua moglie e i loro due bambini. Mentre era seduto tranquillo sul divano, ha avuto un improvviso malore ed è svenuto. Fortunatamente sua moglie ha iniziato subito la rianimazione cardiopolmonare, mentre i bambini sono corsi a chiamare aiuto. Quando sono arrivati i soccorsi, Patrick era ancora senza battito e nemmeno i tentativi di rianimarlo con il defibrillatore sembravano funzionare. Finalmente, dopo essere stato di fatto clinicamente morto per 40 minuti, il suo cuore ha ripreso a battere.
Dopo una settimana di coma, Patrick si è svegliato, ma non ha impiegato molto a capire che nulla sarebbe tornato più come prima. Quell'evento, dovuto a una condizione ereditaria, gli aveva procurato una grave lesione cerebrale con effetti sulla vista, la memoria e le capacità cognitive. Soprattutto i problemi con la vista hanno rappresentato un capitolo molto difficile: quando si è svegliato Patrick non vedeva assolutamente nulla. Solo dopo diverso tempo avrebbe recuperato la vista, ma solo parzialmente.
La vita dopo il coma
Patrick ha raccontato alla BBC che durante il periodo di assoluta cecità ha avuto spesso delle allucinazioni, alcune inquietanti e spaventose, altre che invece lo hanno lasciato senza parola per la bellezza. In realtà si tratta di un fenomeno noto in medicina: si chiama sindrome di Charles Bonnet, una condizione che colpisce soprattutto gli anziani con disturbi visivi, in cui il cervello, non ricevendo più input dalla vista, colma questo vuoto di informazioni generando in automatico nuove immagini. Oltre ai problemi alla vista, Patrick ha dovuto affrontare diverse operazioni, tra cui un intervento a cuore aperto, e un lungo percorso di riabilitazione.
La vera consapevolezza che la sua vita non sarebbe mai più tornata come prima l'ha avuta – ha raccontato – quando è tornato a casa. Non ha più le stesse energie di un tempo e la lesione cerebrale ha avuto un impatto sulle sue funzioni cognitive che dura tuttora. Tra i vari effetti, Patrick ha sviluppato una condizione nota come "apatia patologica". Non è depresso, ma vive come se nulla lo preoccupasse. Grazie ai farmaci e alla psicoterapia è riuscito però a recuperare la motivazione. Oggi fa lo scrittore e ha uno stile di vita completamente diverso. Molto meno intenso e frenetico. Inoltre, ha sempre bisogno della moglie per avere un aiuto nello svolgimento di molte attività quotidiane. "Vivo come se fossi davvero molto, molto vecchio".
"Non tornerei mai indietro"
Eppure, nonostante le tante difficoltà, in questa nuova vita Patrick dice di aver scoperto una felicità che forse non aveva mai provato prima. "La cosa più importante per me è sempre stata la mia famiglia, ma ora posso dedicarmi molto di più ad essa", ha raccontato. Ad esempio è felice di essere a casa quando i figli tornano da scuola e di non dover correre sempre da un posto all'altro.
"Tante persone si sentono così come se fossero troppo impegnate per vivere", ha aggiunto. È come se questa lentezza obbligata gli avesse regalato un nuovo modo di guardare la vita. "Oggi vivo lentamente, non per scelta, ma perché sono obbligato. Ma lo apprezzo molto, riesco a vedere la bellezza nelle cose molto più di prima. La mia vita oggi è molto più ricca. Non tornerei mai indietro".