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Quasi 1000 uccelli morti dopo lo schianto contro un edificio, scienziati: “Attirati dalle luci”

In una sola notte quasi mille uccelli migratori sono morti schiantandosi contro un edificio con ampie vetrate e illuminato. Secondo gli esperti le luci delle città sono vere e proprie “trappole ecologiche” per i volatili ed è opportuno prendere misure per evitare simili tragedie. Solo negli USA 1 miliardo di uccelli perde la vita ogni anno in incidenti di questo tipo.
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A cura di Andrea Centini
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Gli uccelli morti dopo l'impatto con l'edificio. Credit: Field Museum / Lauren Nassef
Gli uccelli morti dopo l'impatto con l'edificio. Credit: Field Museum / Lauren Nassef

Nella notte tra il 4 e il 5 ottobre di quest'anno quasi mille uccelli migratori sono morti dopo essersi schiantati contro le vetrate di un grande centro congressi a Chicago (Stati Uniti), il McCormick Place Lakeside Center. Come evidenziato dal Field Museum, decine di specie diverse (33) sono state coinvolte in questo drammatico incidente, uno dei peggiori di questo genere, ma sono stati soprattutto due piccoli passeriformi dello stesso genere ad aver avuto il maggior numero di vittime: la dendroica groppone giallo (Setophaga coronata) e la dendroica delle palme (Setophaga palmarum), conosciuta anche come usignolo delle palme.

Le vetrate, il plexiglass e altre superfici trasparenti su edifici e infrastrutture rappresentano una vera e propria trappola mortale per gli uccelli, tanto che secondo lo studio “Bird–building collisions in the United States: Estimates of annual mortality and species vulnerability” dello Smithsonian Conservation Biology Institute e dello U.S. Fish and Wildlife Service nei soli Stati Uniti, ogni anno, a causa dell'impatto contro di esse perdono la vita oltre un miliardo di uccelli. Il fenomeno è diffuso in tutto il mondo e per arginare il problema non è insolito vedere su vetrate e simili – come i pannelli fonoassorbenti lungo le autostrade – sagome di uccelli neri o altri disegni, che servono proprio a ridurre il rischio di questi incidenti.

Secondo un nuovo studio pubblicato su Nature Communications da scienziati del Dipartimento di Pesca, Fauna Selvatica e della Biologia della Conservazione dell'Università Statale del Colorado, tuttavia, il problema principale è rappresentato dalle città in sé, che a causa delle luci artificiali attirano un grandissimo numeri di uccelli durante i periodi migratori. Gli scienziati, utilizzando i dati raccolti dai radar meteorologici – oltre 10 milioni di osservazioni – per mappare la densità dei volatili durante le migrazioni, hanno determinato che l'inquinamento luminoso rappresentava il principale fattore predittivo per la sosta di questi animali. In parole semplici, le luci artificiali li attraggono verso gli ambienti urbani, generalmente ostili per le loro necessità di rifornimento durante viaggi così impegnativi, talvolta anche di migliaia di chilometri durante i quali perdono oltre metà della loro massa corporea. Risorse scarse, habitat naturale limitato (i parchi cittadini spesso non basta per tutti), gatti e collisioni con gli edifici, in particolar modo quelli illuminati di notte e con ampie vetrate, sono tutte minacce alla loro sopravvivenza.

“Le città pongono molteplici rischi per gli uccelli migratori. Offrono anche risorse affinché gli uccelli stanchi possano riposarsi e fare rifornimento. Il nostro studio è degno di nota in quanto combina big data – e molta elaborazione – provenienti dalla rete radar di sorveglianza meteorologica con big data provenienti da più sensori spaziali per affrontare domande chiave riguardanti l’influenza delle aree urbane sulla migrazione degli uccelli”, ha dichiarato in un comunicato stampa il professor Geoff Henebry, coautore dello studio e docente di geografia presso la Michigan State University. L'inquinamento luminoso delle città va considerato come una vera e propria trappola ecologica per gli uccelli, come spiegato dal professor Kyle Horton, coordinatore dello studio.

Gli scienziati spiegano che, soprattutto durante i periodi di migrazione, sarebbe opportuno non solo applicare le sagome di cui sopra (anche a forma di griglia, per evidenziare la presenza di un ostacolo), ma anche abbassare l'illuminazione e utilizzare per essa tonalità meno attrattive, come il rosso, l'arancione e il giallo (il blu e il bianco hanno invece l'effetto opposto). Nel 2016, ad esempio, la Federal Aviation Administration ha iniziato a richiedere alle torri di controllo di utilizzare luci rosse lampeggianti, come spiegato dagli autori dello studio; ciò ha ridotto immediatamente e sensibilmente il numero di collisioni degli uccelli. La speranza dei ricercatori è che adottando le opportune misure non si verifichino più casi drammatici come quello del McCormick Place Lakeside Center, che ha strappato 960 vite in una sola notte. I dettagli della ricerca “Artificial light at night is a top predictor of bird migration stopover density” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Nature Communications.

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