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Quanti passi proteggono la salute del cuore? Gli esperti: “Non conta farli ogni giorno”

Uno studio dei ricercatori di Harvard e del Massachusetts General Brigham sfata il mito dei 10.000 passi al giorno: dopo i 60 anni, anche 4.000 passi due giorni a settimana sono associati a benefici per la salute del cuore.
A cura di Valeria Aiello
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Camminare anche solo alcuni giorni a settimana può contribuire alla salute del cuore: secondo lo studio conta soprattutto il volume complessivo di passi, più che la regolarità quotidiana / Photo: iStock
Camminare anche solo alcuni giorni a settimana può contribuire alla salute del cuore: secondo lo studio conta soprattutto il volume complessivo di passi, più che la regolarità quotidiana / Photo: iStock

Raggiungere una soglia di passi ogni giorno non è necessariamente ciò che fa la differenza per la salute del cuore. O almeno, non nel modo in cui spesso si interpreta l’obiettivo dei 10.000 passi quotidiani, diventato un riferimento comune nella cultura del benessere ma non pensato per adattarsi alle differenze individuali. Dopo i 60 anni, in particolare, fare almeno 4.000 passi due giorni a settimana è associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari rispetto a chi non raggiunge mai questa soglia

È quanto emerge da una nuova ricerca condotta dai ricercatori di Harvard University e del Massachusetts General Brigham, che ha analizzato la relazione tra attività fisica e salute cardiovascolare in oltre 13.500 donne seguite nel tempo dal Women’s Health Study (WHS). I risultati, pubblicati in uno studio sul British Journal of Sports Medicine, suggeriscono che conta soprattutto il volume complessivo di passi, piuttosto che il numero di giorni alla settimana in cui si raggiunge una determinata soglia.

Questo significa che non esiste un unico schema ‘giusto’ per muoversi: ciò che conta è la quantità complessiva di attività svolta nel tempo” spiega la professoressa I-Min Lee, epidemiologa del Massachusetts General Brigham e della Harvard T.H. Chan School of Public Health e autore principale dello studio.

Secondo i ricercatori, raggiungere almeno 4.000 passi uno o due giorni a settimana è associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari rispetto a chi non raggiunge mai questa soglia, con benefici ulteriori all’aumentare del volume di passi nel corso della settimana. Questo quadro suggerisce che anche un’attività non quotidiana, purché totale sufficiente nel corso della settimana, può contribuire alla salute del cuore.

Il valore di questo approccio emerge anche alla luce delle linee guida internazionali sull’attività fisica, che non parlano di un numero fisso di passi ma di tempo di attività settimanale. Ad esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda che gli adulti svolgano almeno 150 di attività fisica di intensità moderata, o 75 minuti di attività vigorosa, ogni settimana, sottolineando chequalsiasi attività è meglio di nessuna” e che incrementi progressivi dell’attività portano benefici reali per la salute.

Bastano 4.000 passi due volte la settimana per proteggere il cuore: cosa mostra lo studio

Lo studio si basa su un’analisi prospettica di lungo periodo, progettata per valutare come diversi livelli di attività fisica si associno alla salute cardiovascolare nel tempo. Le partecipanti hanno indossato accelerometri per misurare con precisione il numero di passi compiuti in una settimana, mentre eventi cardiovascolari e altri esiti di salute sono stati monitorati nei dieci anni successivi.

I dati mostrano che fare almeno 4.000 passi uno o due giorni a settimana era associato a un minor rischio di malattie cardiovascolari rispetto a chi non raggiungeva mai questa soglia. In particolare, il rischio risultava inferiore del 27% tra chi raggiungeva i 4.000 passi almeno una o due volte alla settimana.

Benefici ulteriori emergevano tra le partecipanti che raggiungevano la stessa soglia in tre o più giorni, mentre per conteggi di passi più elevati l’effetto tendeva a stabilizzarsi. “Con l’aumentare del numero di passi, i benefici crescono fino a un punto in cui la riduzione del rischio non aumenta ulteriormente” spiegano gli autori, indicando che oltre una certa soglia l’impatto aggiuntivo diventa meno marcato.

Un altro elemento centrale dello studio è che la distribuzione dei passi nel corso della settimana non sembra determinante. Le donne che accumulavano un volume totale simile di passi, sia con attività costante sia concentrando il movimento in pochi giorni, mostravano benefici comparabili per la salute cardiovascolare.

Cosa significano i risultati e le implicazioni per le linee guida future

Secondo gli autori, questi risultati possono aiutare a ripensare il modo in cui l’attività fisica viene raccomandata, soprattutto nelle fasce d’età più avanzate. L’enfasi su obiettivi rigidi e quotidiani, come i 10.000 passi al giorno, potrebbe infatti scoraggiare chi parte da livelli di attività molto bassi.

Spero che i nostri risultati incoraggino l’inclusione di parametri basati sul conteggio dei passi nelle future linee guida sull’attività fisica” afferma Rikuta Hamaya, docente presso il Brigham and Women's Hospital e la Harvard TH Chan School of Public Health e prima firma dello studio. “Se riuscissimo a promuovere anche solo 4.000 passi una o due volte alla settimana, potremmo ottenere benefici rilevanti su larga scala”.

Le indicazioni attuali dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non fissano obiettivi in termini di passi giornalieri, ma definiscono livelli minimi di attività fisica settimanale, lasciando ampio margine alle modalità con cui raggiungerli. In questo quadro, i risultati dello studio contribuiscono a rendere più concreti e misurabili questi obiettivi, suggerendo che anche volumi di movimento relativamente contenuti possono avere un impatto rilevante sulla salute cardiovascolare.

Il nostro obiettivo è fornire indicazioni che le persone possano davvero seguire” conclude Lee. “Anche piccoli aumenti dell’attività fisica, se sostenibili nel tempo, possono contribuire in modo significativo alla salute del cuore”.

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