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Covid 19

Quali sono le “varianti Scarabeo” del Covid e perché si chiamano così

Si tratta di una serie di nuove sottovarianti di Omicron, tra cui BQ.1, BQ.1.1, la cui prevalenza sta crescendo velocemente in diversi Paesi. Meno diffusa XBB, dominante a Singapore.
A cura di Valeria Aiello
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Una serie di sottovarianti di Omicron, tra cui BQ.1 e BQ.1.1, note anche come Cerberus stanno rapidamente guadagnando terreno e potrebbero presto causare una nuova, significativa, ondata di Covid, spazzando via la variante Omicron BA.5 che finora ha dominato le infezioni a livello globale. Negli Stati Uniti, dove le nuove versioni virali sono state soprannominate “Scrabble variants” (varianti Scarabeo), le infezioni legate alle varianti BQ.1 e BQ.1.1 rappresentano attualmente il 27% dei casi. La loro circolazione è stata confermata anche nel Regno Unito, dove si contano oltre 700 casi di BQ.1, e in almeno altri cinque Paesi europei, inclusa l’Italia. Meno diffusa, invece, un’altra “variante Scarabeo”, nota come XBB o Gryphon, cui non è legato un numero significativo di casi negli USA, così come nel Regno Unito, mentre è particolarmente trasmessa a Singapore, dove attualmente è il ceppo dominante. Ma perché queste nuove sottovarianti sono state battezzate con il nome di uno dei più famosi giochi da tavolo? E cosa sappiamo di loro?

Le “varianti Scarabeo” che preoccupano gli esperti

Negli Stati Uniti, dove una serie di nuove sottovarianti – derivate da Omicron BA.2, BA.4 e BA.5 – è attualmente responsabile della maggior parte dei nuovi casi di Covid nel Paese, il dottor Peter Hotez, direttore del Center for Vaccine Development presso il Texas Children’s Hospital di Houston, ha spiegato alla CNN di aver iniziato a chiamare molte di queste nuove versioni virali come “varianti Scarabeo” perché nel loro nome contengono lettere come X e Q che, nel popolare gioco da tavolo, assicurano punteggi più elevati. Le due nuove sottovarianti BQ.1 e BQ.1.1, che in questa fase sembrano essere più comuni negli Stati Uniti ma, che come detto, sono state identificate anche nel Regno Unito e anche in diversi Paesi europei, si sono rapidamente diffuse negli Oltreoceano, dove la loro prevalenza è quasi raddoppiata ogni settimana. Negli Usa, le nuove “Scrabble variants” rappresentano più di 1 caso su 4 nuove infezioni: secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC), BQ.1 rappresenta circa il 14% dei nuovi casi di Covid; BQ.1.1 il 13%, BA.4.6 un altro 10%, mentre BF.7 il 7,5%.

Anche se nessuna di queste sottovarianti è attualmente considerata come variante di preoccupazione, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha classificato BQ.1 come variante di interesse, per le preliminari evidenze circa la sua maggiore capacità di fuga immunitaria, ovvero l’abilità del virus nell’eludere la risposta immunitaria derivata una precedente infezione o vaccinazione.

BQ.1 e BQ.1.1, in particolare, sono entrambe discendenti della variante BA.5, e presentano una serie di mutazioni della proteina Spike – la proteina sulla superficie di SARS-CoV-2 che consente al virus di legare e infettare le nostre cellule – note per essere associate a un’ampia evasione immunitaria. Diverso è invece il caso di XBB, una variante ibrida nata dalla ricombinazione di due sottovarianti Omicron BA.2 – BA.2.10.1 e BA.2.75: nonostante primi studi suggeriscano una sua spiccata capacità nell’eludere il riconoscimento da parte degli anticorpi, XBB sembra si stia diffondendo meno velocemente negli Usa, così come nel Regno Unito e in Europa, probabilmente perché meno trasmissibile dei virus della famiglia BQ.1. I primi dati sembrano infatti suggerire che a BQ.1.1 siano stati sufficienti appena 19 giorni per crescere di otto volte, passando da 5 sequenze a 200 sequenze depositate.

Ad ogni modo, in una dichiarazione rilasciata giovedì, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha affermato che le famiglie più mutate delle sottovarianti in aumento, XBB e BQ.1, non sono sufficientemente diverse da Omicron per essere considerate nuove varianti di preoccupazione. Per ora, almeno, tutti i casi di BQ.1 o XBB registrati nel mondo si stanno pertanto aggiungendo al totale di casi di Omicron.

E anche se a livello globale, i casi legati a queste nuove sottovarianti rappresentano ancora una piccola percentuale, in alcuni Paesi i numeri stanno aumentando a un ritmo che confermerebbe la loro maggiore trasmissibilità rispetto ad altre varianti di circolazione. “La più grande preoccupazione che stiamo osservando da questi primi dati è che queste varianti stanno iniziando a causare un leggero aumento delle infezioni – ha affermato The Independent il virologo inglese Lawrence Young dell’Università di Warwick – . In un certo senso, c'era da aspettarselo, ma dimostra che non siamo ancora fuori pericolo con questo virus, purtroppo”.

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