video suggerito
video suggerito

Qualcosa “pulsa” all’interno della Terra, spaccando l’Africa in due

Si tratta di un pennacchio del mantello che pulsa sotto l’Etiopia: la frattura si estende più rapidamente verso il Mar Rosso, segnando la nascita di un nuovo oceano. Ecco cosa hanno scoperto gli scienziati.
A cura di Valeria Aiello
0 CONDIVISIONI
Flussi di lava che fuoriescono dal vulcano Erta Ale ad Afar, in Etiopia. Nel riquadro, la regione africana della tripla giunzione di Afar, dove convergono tre fratture tettoniche / Credit: Derek Keir/wikipedia
Flussi di lava che fuoriescono dal vulcano Erta Ale ad Afar, in Etiopia. Nel riquadro, la regione africana della tripla giunzione di Afar, dove convergono tre fratture tettoniche / Credit: Derek Keir/wikipedia

Gli scienziati hanno rilevato qualcosa che “pulsa” verso l’alto nelle profondità della Terra, spaccando l’Africa in due: si tratta di un pennacchio del mantello, una colonna di roccia fusa che risale dal mantello terrestre sotto l’Etiopia, nella regione di Afar, dove convergono le fratture che separano i margini di tre placche tettoniche (somala, nubiana e araba). In corrispondenza di questa tripla giunzione, nella Rift dell’Africa Orientale (East African Rift, EAR), gli scienziati hanno trovato le prove di pulsazioni ascendenti di materiale caldo da un singolo pennacchio del mantello, che stanno gradualmente lacerando il continente e formando un nuovo oceano.

Abbiamo scoperto che il mantello sotto Afar non è uniforme o stazionario: pulsa, e queste pulsazioni hanno firme chimiche distinte” ha affermato l’autrice principale della ricerca, la dottoressa Emma Watson, che ha condotto l’indagine presso l’Università di Southampton, nel Regno Unito e ora lavora presso l'Università di Swansea – . Queste pulsazioni di mantello vengono incanalate dalle placche nelle spaccature del sistema di rift sovrastante, chiarendo l’interazione tra risalita e la dinamica delle placche sovrastanti”.

Le caratteristiche di questa risalita sono state dettagliate in uno studio appena pubblicato su Nature Geoscience.

Un pennacchio pulsante sta spezzando l’Africa in due

Sotto l’Africa, nella regione di Afar, in Etiopia, un pennacchio del mantello pulsa, producendo ondate di roccia fusa in risalita dalle profondità della Terra: queste pulsazioni stanno gradualmente lacerando il continente, portando alla nascita di un nuovo oceano. I geologi sospettavano da tempo che in questa regione di tripla giunzione di fratture tettoniche si trovasse una risalita di materiale caldo dal mantello, ma finora si sapeva poco della sua struttura e della sua influenza sulla disgregazione del continente.

Per comprendere meglio questo processo, i ricercatori hanno raccolto 130 campioni di roccia vulcanica nella regione di Afar e nella Rift Valley etiope, analizzandone la composizione e confrontandola con dati e modelli esistenti, per dedurre dettagli su profondità e caratteristiche della risalita. Dai risultati è emerso che al di sotto della regione di Afar si trova un unico pennacchio asimmetrico, con bande chimiche distinte che si ripetono lungo tutto il sistema di rift, come codici a barre geologici.

“La striatura chimica ci suggerisce che il pennacchio pulsa, come un battito cardiaco – ha precisato il professor Tom Gernon del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Southampton e co-autore dello studio – . La spaziatura di questi pattern varia a seconda delle condizioni tettoniche in ciascun braccio di rift, indicando che le pulsazioni sembrano comportarsi in modo diverso a seconda dello spessore della placca e della velocità con cui si separa ”.

In particolare, i ricercatori hanno rilevato che nelle fratture che si espandono più rapidamente, come quella della dorsale del Mar Rosso, le pulsazioni viaggiano in modo più efficiente e regolare. “Ciò suggerisce che un flusso di mantello canalizzato più rapido si verifica dove i tassi di rifting sono più elevati e la placca è più sottile, favorendo il flusso di risalita verso la Rift Valley del Mar Rosso, che si estende più rapidamente” hanno osservato gli autori dello studio.

In pratica, l’evoluzione del materiale in risalita dal mantello profondo è intimamente legata al moto delle placche sovrastanti. “Le risalite possono fluire sotto la base delle placche tettoniche e contribuire a concentrare l'attività vulcanica dove la placca tettonica è più sottile – ha aggiunto il dottor Derek Keir, professore associato di Scienze della Terra presso l’Università di Southampton l’Università di Firenze e coautore dello studio – . Questo fenomeno ha profonde implicazioni sul modo in cui interpretiamo il vulcanismo superficiale, l'attività sismica e il processo di disgregazione dei continenti”.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views