Piogge estreme in Italia: le Regioni dove aumentano di più, la mappa aggiornata

Le piogge estreme sono aumentate in diverse Regioni italiane negli ultimi 35 anni, con incrementi fino al 30–40% per decennio in alcune aree del Nord e lungo le coste. Lo evidenzia uno studio coordinato dall’Università Statale di Milano e pubblicato su Natural Hazards and Earth System Sciences, che ha analizzato l’evoluzione degli eventi più intensi in Italia tra il 1986 e il 2022.
Lo studio, condotto in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), il Norwegian Meteorological Institute e Ricerca sul Sistema Energetico (RSE S.p.A.), si concentra sugli estremi di precipitazione oraria (Hourly Precipitation Extremes, HPE), una misura degli eventi di pioggia più intensi e concentrati nell’arco di un’ora. Si tratta di fenomeni capaci di scaricare grandi quantità d’acqua in tempi molto brevi, mettendo sotto pressione corsi d’acqua, versanti montani e sistemi di drenaggio urbano.
Utilizzando dati di rianalisi meteorologica ad alta risoluzione, i ricercatori hanno ricostruito come la frequenza di questi eventi sia cambiata nel tempo, individuando aree dove l’aumento risulta più marcato. “I risultati contribuiscono alla comprensione degli effetti del cambiamento climatico sulle precipitazioni estreme in Italia e forniscono informazioni utili per le politiche di protezione civile” spiega Francesco Cavalleri, dottore di ricerca in Scienze Ambientali dell’Università Statale di Milano e primo autore dello studio.
Nel complesso, l’analisi mostra una distribuzione geografica non uniforme: l’incremento degli eventi più intensi si concentra soprattutto tra estate e autunno e in specifiche aree del territorio nazionale. Un segnale coerente con precedenti studi basati su serie pluviometriche osservate in Italia e con quanto riportato anche nei rapporti dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), secondo cui in un’atmosfera più calda le precipitazioni intense tendono a diventare più frequenti e intense.
La mappa delle Regioni dove le piogge estreme aumentano di più
L’aumento delle piogge estreme presenta differenze significative a livello territoriale e stagionale. Nel complesso si osserva un incremento degli eventi lungo gran parte della penisola, ma solo alcune aree mostrano tendenze statisticamente significative.
In estate, gli incrementi più marcati – pari a circa il 20–30% per decennio – interessano diverse regioni alpine e prealpine, in particolare l’arco tra Piemonte e Valle d’Aosta, la Lombardia settentrionale e le Prealpi centrali, oltre ad alcune zone della Calabria.

In autunno, le tendenze significative si concentrano soprattutto sull’Appennino meridionale e lungo varie aree costiere e marine. Tra queste figurano la costa orientale della Liguria, la costa orientale della Sardegna, il Mar Adriatico meridionale e il Mar Ionio, come evidenziato nella figura.

Perché le piogge estreme aumentano in Italia
L’aumento degli eventi estremi di pioggia è legato alla maggiore energia disponibile nell’atmosfera. Come spiegano gli autori, la base fisica di questo processo risiede nella relazione termodinamica di Clausius-Clapeyron, secondo cui un’aria più calda può contenere più vapore acqueo. In presenza di condizioni favorevoli, i sistemi temporaleschi dispongono quindi di più umidità e possono produrre rovesci più abbondanti e concentrati in tempi brevi.
Anche il riscaldamento delle superfici marine contribuisce al fenomeno. L’aumento della temperatura del Mediterraneo, riconosciuto come uno degli hotspot del cambiamento climatico, favorisce una maggiore evaporazione e alimenta masse d’aria umida che, una volta sollevate, possono generare precipitazioni più intense, soprattutto su scala oraria. In questo contesto, l’Italia risulta particolarmente esposta per la sua conformazione geografica, dove l’interazione tra mari caldi, catene montuose e coste ravvicinate può amplificare i fenomeni convettivi.
In questo contesto, il ruolo dei dati ad alta risoluzione diventa centrale. “Un utilizzo più diffuso delle rianalisi meteorologiche è di grande importanza – ha sottolineato Maurizio Maugeri, docente del dipartimento di Scienze e Politiche Ambientali e coordinatore della ricerca per l’Università Statale di Milano – . Ci consente di migliorare la valutazione dei rischi legati a frane, alluvioni e altri fenomeni idrogeologici estremi e di offrire indicazioni utili per rafforzare la resilienza delle infrastrutture di fronte a rovesci intensi e di breve durata”.