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Cambiamenti climatici

Perché questo caldo è più grave di quello che pensiamo, il climatologo: “Effetti anche sul nostro corpo”

Anche se siamo soltanto a giugno, le temperature, reali e percepite, sono ben oltre la media e preannunciano un’estate particolarmente calda. A Fanpage il Prof. Massimiliano Fazzini, climatologo e biologo, spiega perché il caldo di questi giorni è indice di una situazione critica da più punti di vista.
Intervista a Prof. Massimiliano Fazzini
Climatologo e geologo della Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea)
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Per questo weekend, il Ministero della Salute ha diramato l'allerta massima (livello 3) per l'intensa ondata di caldo che sta interessando gran parte del Paese, con 21 città da bollino rosso, da Nord a Sud. Allerta di livello tre significa che l'esposizione prolungata al caldo può avere effetti anche gravi sul nostro corpo, con rischi soprattutto per anziani, persone fragili e bambini.

D'altronde, il caldo record è ormai una costante di questo giugno, con temperature, sia reali che percepite, ben oltre la media del mese. Le ondate di calore ci sono sempre state, è vero, ma per effetto della crisi climatica stanno cambiando volto, sono più intense e durature e non più picchi isolati. Secondo l'osservatorio Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Unione europea, il Mar Mediterraneo ha superato di 5 °C la media climatologica di inizio giugno.

Fanpage.it ha chiesto al Prof. Massimiliano Fazzini, climatologo e geologo della Società Italiana di Geologia Ambientale (Sigea), come interpretare questo caldo in un quadro più ampio.

Siamo solo a giugno, eppure fa caldissimo. Cosa significa?

Quello che stiamo vivendo è un caldo anomalo sia per temperature reali, cioè quelle che misuriamo con il termometro, sia dal punto di vista delle temperature percepite, cioè quelle che il nostro corpo mediamente avverte. Per quanto riguarda le temperature reali, siamo mediamente dai 5 °C agli 8 °C sopra la media per questo periodo. Mentre per quanto riguarda quelle percepite, siamo già in una situazione che viene definita di forte sofferenza o media sofferenza (in base alle classificazioni adottate) per il corpo umano.

Cosa significa media o forte sofferenza per il corpo umano?

Per il nostro corpo è come se ci fossero 40-42°C e questo può avere una serie di effetti. Ad esempio, significa che non si può lavorare all'aperto per più di 30 minuti consecutivi nelle ore più calde, oppure che per le persone con più di 65 anni o con condizioni di salute cagionevoli è sconsigliata la vita all'aperto nelle ore centrali della giornata. Ma le conseguenze riguardano tutti.

Cosa succede al nostro corpo?

C'è un ramo della climatologia che si occupa di questo: la bioclimatologia. Io me ne occupo spesso e secondo me l'aspetto più preoccupante è che un po' ovunque, fatta eccezione per la montagna, le temperature minime non scendono mai sotto i 20 °C. Questo significa che viviamo notti tropicali e, a meno che non si accenda l'aria condizionata, questo impedisce al corpo di riposare a sufficienza, causando un ulteriore stato di stress. Le condizioni biochimiche sono critiche e siamo solo al 27 giugno, ci attendono ancora i due mesi per definizione più caldi dell'estate.

Qual è il collegamento con il cambiamento climatico?

Con il cambiamento climatico in atto è cambiata anche la tipologia di circolazione atmosferica alle medie latitudini: una volta in estate l'Italia era dominata dall'anticiclone delle Azzorre o oceanico, quello che si estendeva dall'Oceano Atlantico fino a noi. Portava sì temperature elevate, ma relativamente elevate, perché la massa d'aria che arrivava dall'Oceano non era poi così calda. Avevamo infatti temperature 4-5 °C mediamente più basse e anche se c'erano picchi di caldo, erano isolati e molto brevi. Oggi invece rappresentano la normalità.

Poi cos'è successo?

Per effetto del riscaldamento climatico, l'anticiclone oceanico è stato sostituito dall'anticiclone africano, ovvero quello che dalla parte più settentrionale si gonfia verso nord creando una specie di bolla che porta l'aria dall'Africa settentrionale fino a noi. È come se vivessimo un'estate nordafricana.

E quali effetti ha avuto sulle temperature?

Ha fatto aumentare sia le temperature reali che quelle percepite perché quest'aria che originariamente è molto asciutta, man mano che passa sopra il Mar Mediterraneo, si carica di molta umidità, così il caldo che in origine è torrido e secco diventa molto umido. Per questo motivo, le temperature percepite sono molto più elevate di una volta.

Come sono cambiate le estati negli ultimi anni?

Se analizziamo le temperature medie dell'estate degli ultimi 50 anni, le temperature estive medie sull'Italia sono aumentate di più di due gradi e anche se potrebbe non sembrare, da un punto di vista climatico si tratta di un aumento molto importante. Ecco, in questo contesto, le ultime due estati sono state le più calde non solo degli ultimi 50 anni, ma degli ultimi due secoli.

E questa che stiamo vivendo adesso come si preannuncia?

Certo, ancora mancano più di due mesi, ma considerato questo giugno particolarmente caldo, secondo i modelli climatici a luglio e agosto dovremmo raggiungere temperature superiori di altri due gradi rispetto ai due registrati negli ultimi 50 anni. Certo, si tratta pur sempre di una previsione, i conti veri li faremo a settembre, ma se le nostre previsioni sono giuste significa che siamo di fronte a una delle cinque estati più calde degli ultimi 200 anni.

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?

Rispetto al cambiamento climatico giocano un ruolo tantissime variabili. Non solo le emissioni di gas serra, anche l'uso del suolo, la cementificazione, l'abbattimento delle aree boschive. Sono davvero tante. Un punto però è abbastanza certo: la situazione è davvero critica. Il fenomeno del riscaldamento degli oceani, che si sono scaldati in modo davvero importante e a lungo, implica che prima o poi questo calore dovrà essere ceduto di nuovo.

Cosa significa?

Abbiamo costruito un modello climatico secondo cui, seppure per assurdo oggi chiudessimo tutte le fonti di emissioni di gas serra o di calore, per altre otto, nove anni la Terra continuerebbe a scaldarsi perché l'oceano è talmente caldo che dovrà gradualmente cedere quel calore e il bilancio energetico continuerebbe a essere positivo. Per questo motivo ognuno nel suo piccolo deve fare qualcosa per ridurre il riscaldamento terrestre: può sembrare una goccia nell'oceano, ma se lo facciamo tutti può davvero fare la differenza.

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