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Perché oggi il cielo è giallo e quali possono essere i rischi per la salute

Dalla mattina di oggi, mercoledì 27 marzo, il cielo in diverse città del Sud è diventato giallo. Si tratta di un fenomeno che abbiamo già visto: il vento di scirocco porta la sabbia del Sahara verso l’Italia.
A cura di Valerio Berra
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Il cielo si è tinto di giallo, quasi ocra. Una coltre che avvolge tutto, creando uno scenario ai limiti della fantascienza. Non preoccupatevi, non siete in qualche paradosso del Problema dei tre corpi. Si tratta di un fenomeno abbastanza frequente che in Italia avviene tra le 2 e le 3 volte ogni anno. Tutto parte dall’Africa. Nello specifico dal deserto del Sahara. La sabbia che aleggia attorno al Sud e che trasforma il cielo in una patina color ocra viene proprio da qui. È il vento di scirocco a portarla verso l’Italia. Le foto arrivano da Napoli, ma anche da Palermo e da altre città del Sud.

Al momento le polveri si possono vedere bene al Sud. Centro e Nord non sono ancora state toccate da queste fenomeno. Come possiamo vedere nel portale Windy.com, i venti arrivano dall’Africa e si spingono verso il Nord Europa. Non ci sono piattaforme per definire con esattezza la concentrazione di polveri del Sahara nell’aria. Possiamo però sfruttare un altro valore.

Questo materiale sospeso nell’aria alza i livelli di particolato registrati nell’atmosfera. Filtrando i risultati con i dati sul Pm 2,5 quindi è possibile come ci sia tutta una corrente ricca di polvere che parte dall’Africa e arriva fino al Sud Italia e al Mar Adriatico.

Guardando il cielo è legittimo chiedersi quali possono essere i rischi per la salute. Il primo consiglio è quello di tenere le finestre chiuse finche la nube di polvere non passa. Nelle prossime ore infatti le polveri si depositeranno o verranno sospinte dal vento. Sui social si leggono anche consigli sull’uso delle mascherine. La soluzione non è così semplice. Le mascherine infatti possono essere un buon modo di filtrare il particolato che si trova nell’aria ma bisogna stare attenti al modello. Lo pneumologo Francesco Tursi a Fanpage.it, non tutti i modelli sono adatti a filtrare l’inquinamento:

“Come ci ha insegnato il Covid-19, sono soprattutto i soggetti sensibili a dovere prestare più attenzione come i soggetti asmatici o i malati cronici. Questi possono contrarre facilmente nuove infezioni che potrebbero evolvere in sintomatologie più gravi, ad esempio forme di bronchiti”.

Se volete dotarvi di una protezione in più per l’ambiente, controllate prima di tutto che la vostra mascherina abbia il marchio EN149. È una certificazione europea che dimostra come la mascherina sia a norma. Una volta verificato questo il modello migliore per filtrare il particolato sono le FFP2. Ultimo consiglio: non tirate fuori vecchie mascherine rimaste sepolte dopo il Covid, prendetene una nuova.

WINDY.COM | La mappa con la distribuzione del PM 2,5
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