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Perché il prezzo delle banane è destinato ad aumentare

Le banane in Italia costano circa 2,80 euro al chilo ma rischiano di diventare sempre più care a causa di una malattia fungina che sta spazzando via intere piantagioni. La varietà Cavendish, la più diffusa al mondo, è tra le più minacciate.
A cura di Valeria Aiello
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Le banane sono destinate a diventare sempre più care a causa della malattia di Panama, un’infezione causata dal Fusarium tropical race 4 (TR4), un fungo che uccide i banani ostruendo il sistema vascolare delle piante. Inizialmente identificata in Australia, la malattia si è spostata dall’Asia all’Africa e ora anche al Sud America, dove sta spazzando via intere piantagioni. La malattia, avvertono gli esperti, rischia di far aumentare i prezzi delle banane, in particolare della varietà Cavendish, la più diffusa nei mercati globali. Il problema si aggiunge agli impatti del cambiamento climatico, nonché all’aumento dei costi dei fertilizzanti, dell’energia e dei trasporti che minacciano la sostenibilità dell’industria delle banane.

Cos’è il Fusarium TR4, il fungo che minaccia le banane

Il Fusarium Tropical Race (TR4) è un ceppo del fungo Fusarium oxysporum f. sp cubense, un patogeno che causa un’infezione fungina nei banani, chiamata la malattia di Panama e nota anche come Fusarium wilt. Da quando è stato scoperta, più di vent’anni fa, l’infezione si è diffusa dall’Australia all’Asia e all’Africa, fino al Sud America, rappresentando una seria minaccia per l’attuale produzione globale di banane.

Questo fungo infetta la maggior parte delle varietà di banane, incluse la Cavendish, la più diffusa nei mercati globali, e generalmente non dà segni di infezione fino a quando i banani non affrontano un periodo di stress ambientale. “I sintomi dell’infezione si manifestano quando le condizioni sono troppo umide o troppo secche, o troppo calde o troppo fredde, oppure quando emergono i caschi di banane: fino ad allora le piante sembrano sane, per poi mostrare improvvisamente ingiallimento delle foglieindicano gli esperti.

L’infezione ostruisce il sistema vascolare dei banani. “Essenzialmente, fa morire la pianta di fame, bloccando i tessuti deputati al trasporto dell’acqua, quindi i sintomi iniziali sono solitamente l’ingiallimento delle foglie, che poi appassiscono e collassano, formando una sorta di gonna attorno alla pianta”.

Ciò che preoccupa di più è che, una volta che una pianta contrae l’infezione, è molto difficile liberarsi del fungo, in quanto le spore di questo patogeno sono estremamente resistenti (possono sopravvivere nel terreno fino a 30-40 anni) e si diffondo facilmente, attraverso l’acqua, attrezzature contaminate e forti venti. Per i produttori di banane Cavendish, l’infezione significa la perdita dell’intera piantagione, come già accaduto per un’altra popolare varietà di banane, la Gros Michel che, nella prima metà del Novecento, venne attaccata da un precedente ceppo del Fusarium, il Tropical Race 1 (TR1): quell’epidemia decimò completamente le piantagioni, costringendo i produttori a cercare nuove varietà. La Cavendish divenne così la principale banana d’esportazione (10 miliardi di dollari l’anno, secondo la FAO), sostituendo la Gros Michel perché immune al TR1. A distanza di quasi un secolo, la storia sembra ripetersi, aggravata dall’impatto del cambiamento climatico.

Senza un aumento significativo dell’offerta, avvertono gli esperti, ci saranno aumenti dei prezzi, che rischiano di rimanere relativamente alti nei prossimi anni. Una questione che l’industria delle banane affronta in questi giorni a Roma, in occasione del World Banana Forum del 12 e 13 marzo, la conferenza globale promossa dalla FAO che vede i principali operatori del settore al lavoro per raggiungere il consenso sulle migliori pratiche di produzione e commercio sostenibili.

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