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Perché i tumori al cervello si asportano da svegli e come avviene l’operazione

L’intervento chirurgico da svegli (awake surgey) è una procedura che si svolge in anestesia locale, con il paziente sveglio e cosciente, utilizzata per trattare alcune condizioni neurologiche, inclusi i tumori al cervello e l’epilessia, quando l’area interessata è vicina a regioni cerebrali che controllano funzioni come la vista, il movimento o la parola.
A cura di Valeria Aiello
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Gli interventi al cervello, per trattare alcune condizioni neurologiche, inclusi i tumori cerebrali e l’epilessia, possono essere eseguiti da svegli, con il paziente appunto sveglio e cosciente durante l’operazione. Questo tipo di procedura, chiamata chirurgia cerebrale da svegli (awake surgey), si svolge in anestesia locale e permette di intervenire sul cervello avvalendosi del cosiddetto mappaggio corticale, una vera e propria mappa che identifica le aree cerebrali coinvolte nelle funzioni nobili del linguaggio, della motilità e della sensibilità.

La chirurgia cerebrale da svegli è infatti una procedura che viene eseguita quando tumori o malformazioni vascolari cerebrali da asportare sono localizzati vicino ad aree del cervello che controllano funzioni come la vista, il movimento o la parola, consentendo al chirurgo di sapere esattamente dove si trovano tali aree e preservarle. Chiaramente, pensare a un intervento al cervello da svegli è spaventoso, ma la possibilità di essere vigili e coscienti durante questo tipo di procedura è una parte essenziale dell’operazione. Vediamo perché.

Cos’è la chirurgia cerebrale da svegli e come funziona

La chirurgia cerebrale da svegli (awake brain surgey) è una procedura neurochirurgica che si svolge in anestesia locale, con il paziente sveglio e cosciente, utilizzata per trattare specifiche condizioni, come i tumori al cervello e l’epilessia, quando l’area interessata è vicina a regioni cerebrali che controllano funzioni come la vista, il movimento o la parola.

L’intervento di chirurgia cerebrale con paziente sveglio permette di sapere esattamente dove sono localizzate le diverse funzioni cerebrali attraverso il mappaggio corticale (brain mapping), consentendo di preservare le aree coinvolte nelle funzioni di linguaggio, motilità e sensoriali e minimizzare così il rischio chirurgico.

Durante l’interventospiegano gli specialisti -, il neurochirurgo sottopone il paziente a domande e chiede l’esecuzione di movimenti semplici e complessi, così da monitorare il funzionamento delle aree eloquenti (le aree del cervello deputate al controllo di vista, movimento e/o parola) durante la resezione chirurgica”. Le risposte ricevute e i movimenti eseguiti durante il monitoraggio di queste aree fanno sì che durante l’asportazione si riduca, in maniera considerevole, il rischio di danni alle aree funzionali del cervello.

Quando è necessario l’intervento di chirurgia cerebrale con paziente sveglio

La chirurgia cerebrale con paziente sveglio viene utilizzata quando la condizione neurologica da trattare, come un tumore al cervello o una malformazione cerebrale, si trova vicino ad aree del cervello che svolgono funzioni nobili del linguaggio, della motilità e sensoriali. La procedura “permette il trattamento di tumori e malformazioni vascolari cerebrali, come gliomi, angiomi cavernosi e Metastasi Cerebrali, ma anche di patologie neurologiche come epilessia del lobo temporale, displasia corticale focale, polimicrogiria” indicano gli specialisti.

Prima dell’intervento, al paziente viene fatta un’anestesia locale. Nella parte centrale dell’intervento chirurgico (quella in cui viene asportato il tumore o la malformazione) il paziente rimane sveglio, così da poterne monitorare lo stato neurologico nel modo più accurato possibile”.

Quali sono i vantaggi e i rischi della procedura

La awake brain surgey, la chirurgia cerebrale da svegli, consente di monitorare costantemente la funzione delle aree del cervello che controllano funzioni come il movimento, il linguaggio e della sensibilità, permettendo al chirurgo di preservarle durante l’operazione.

Le persone che hanno tumori al cervello o centri convulsivi (focolai epilettici) vicino al tessuto cerebrale funzionale, le cui condizioni una volta erano ritenute inoperabili, possono prendere in considerazione un intervento chirurgico al cervello da svegli per ridurre le complicanze e il rischio di danni al tessuto cerebrale funzionaleevidenzia la statunitense Mayo Clinic, uno dei più importanti centri di neurologia e neurochirurgia al mondo  – . La chirurgia cerebrale in stato di veglia può aiutare a ridurre in modo sicuro le dimensioni dei tumori cerebrali in crescita, prolungando e migliorando la qualità della vita”.

Come con qualsiasi intervento chirurgico, anche la chirurgia cerebrale con paziente sveglio presenta potenziali rischi e complicazioni, come sanguinamento, gonfiore cerebrale, infezioni, danno cerebrale e morte. Altre complicazioni chirurgiche possono includere problemi nella visione, convulsioni, debolezza muscolare e problemi di memoria e pensiero.

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