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24 Gennaio 2023
18:10

Orologio dell’Apocalisse, mancano solo 90 secondi a mezzanotte: mai così vicini all’autodistruzione

L’Orologio dell’Apocalisse è stato aggiornato: siamo a un passo dall’olocausto nucleare e dall’autodistruzione. Mancano solo 90 secondi. Non eravamo mai stati così vicini alla catastrofe.
A cura di Andrea Centini
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Siamo a un passo dall'autodistruzione. Le lancette dell'Orologio dell'Apocalisse sono infatti state spostate ad appena 90 secondi alla mezzanotte, con un balzo di 10 secondi in avanti rispetto al 2022 e al 2021. Da quando questo simbolo della nostra stupidità e scarsa lungimiranza è stato concepito, nel lontano 1947, mai ci eravamo avvicinati così tanto al baratro, rappresentato dall'olocausto nucleare ma anche dalla sistematica distruzione dell'ambiente e di tutto ciò che è vitale per noi e gli altri esseri viventi, ad esempio attraverso i cambiamenti climatici.

A incidere profondamente sulla scelta degli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists, che gestiscono il “Doomsday Clock” sin dalla sua nascita, vi è stata indubbiamente la guerra in Ucraina, con le continue minacce sull'uso di armi atomiche e sul potenziale scoppio della Terza Guerra Mondiale. Minacce riecheggiate anche in questi ultimissimi giorni, con particolare riferimento alla consegna dei carriarmati tedeschi Leopard all'esercito ucraino.

Ma come specificato dal comitato di esperti, fra i quali figurano anche una decina di Premi Nobel, non è solo l'invasione della Russia ad aver avvicinato le lancette alla mezzanotte, che simboleggiano appunto l'autodistruzione dell'umanità. Vi sono anche il rischio che non venga rinnovato l'accordo tra USA e Russia sulla proliferazione delle armi atomiche (il trattato New START che scadrà nel 2026); le crescenti capacità nucleari della Cina; i test missilistici nordcoreani; l'arricchimento dell'uranio da parte dell'Iran; e l'accumulo di atomiche da parte dell'India. Ma oltre alle armi e alla guerra ci sono molte altre questioni a preoccupare gli esperti.

In primo piano ci sono sempre i cambiamenti climatici, considerati la principale e più urgente minaccia alla sopravvivenza della nostra specie, tanto che alcuni esperti ipotizzano la fine della civiltà umana già entro una trentina d'anni. Non manca l'incubo di ulteriori pandemie come e peggiori di quella di COVID-19, che stiamo ancora vivendo a più di tre anni dalla scoperta dei primi casi di infezione da coronavirus SARS-CoV-2 a Wuhan, in Cina, dove tutto ha iniziato. La distruzione dell'ambiente naturale e il riscaldamento globale non fanno altro che avvicinarci a ulteriori agenti patogeni, che potranno compiere agevolmente lo spillover (il salto di specie) dagli incolpevoli serbatoi animali all'uomo.

Lo Science and Security Board del Bulletin of the Atomic Scientists punta il dito anche contro la disinformazione dilagante, con fake news di stato impacchettate ad arte per fare propaganda e screditare i Paesi rivali, promuovendo altresì ideologie violente e autoritarie che minano i più basilari diritti civili e di libertà. Anche di stampa. Con la diffusione dei social network il lavoro degli “avvelenatori di pozzi” è del resto diventato sempre più agevole, essendo in grado di raggiungere un numero enorme di persone e di influenzarne le idee. Non c'è da stupirsi che la disinformazione sia sempre più spesso citata in associazione all'orologio dell'Apocalisse, così come le tecnologie emergenti alla stregua delle intelligenze artificiali, con esiti potenzialmente catastrofici.

“Stiamo vivendo in un momento di pericolo senza precedenti e il tempo dell'orologio dell'apocalisse riflette quella realtà. 90 secondi a mezzanotte è il valore più vicino che l'orologio sia mai stato impostato a mezzanotte, ed è una decisione che i nostri esperti non prendono alla leggera. Il governo degli Stati Uniti, i suoi alleati della NATO e l'Ucraina hanno una moltitudine di canali di dialogo; esortiamo i leader a esplorarli tutti al massimo delle loro capacità per riportare indietro l'orologio”, ha dichiarato in un comunicato stampa Rachel Bronson, presidente e amministratrice delegata del Bulletin of the Atomic Scientists. “Il Doomsday Clock sta suonando un allarme per l'intera umanità. Siamo sull'orlo di un precipizio. Ma i nostri leader non stanno agendo con la velocità e la scala sufficienti per garantire un pianeta pacifico e vivibile. Dal taglio delle emissioni di carbonio al rafforzamento dei trattati sul controllo degli armamenti e agli investimenti nella preparazione alla pandemia, sappiamo cosa bisogna fare. La scienza è chiara, ma manca la volontà politica. Questo deve cambiare nel 2023 se vogliamo evitare la catastrofe. Stiamo affrontando molteplici crisi esistenziali. I leader hanno bisogno di una mentalità di crisi”, gli ha fatto eco Mary Robinson, ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani.

L'orologio dell'Apocalisse fu progettato dal pittore Martyl Langsdorf e nacque dall'idea di scienziati coinvolti nel Progetto Manhattan, il programma di ricerca sulle bombe nucleari avviato durante la Seconda Guerra Mondiale, che portò allo sgancio di due devastanti ordigni su Hiroshima e Nagasaki. Oggi è diventato “un simbolo internazionale della vulnerabilità del mondo alla catastrofe causata da armi nucleari, cambiamenti climatici e tecnologie dirompenti”. E le sue lancette si avvicinano sempre più pericolosamente alla mezzanotte.

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