Mantenere il peso dopo i farmaci per dimagrire: una nuova pillola punta a risolvere il problema

Mantenere la perdita di peso dopo aver interrotto i farmaci per dimagrire è una delle criticità più discusse nella gestione dell’obesità. Sempre più evidenze suggeriscono che, dopo il calo iniziale, una parte del peso perso possa essere recuperata con la sospensione della terapia. Ed è proprio su questo nodo che si concentra una nuova sperimentazione clinica, che sta testando una pillola per mantenere il peso nel tempo. Il trattamento in fase di studio, chiamato ARD-201, punta infatti ad affrontare il problema del mantenimento del peso dopo la sospensione dei trattamenti basati sugli agonisti del recettore GLP-1, come la semaglutide (Ozempic e Wegovy). Sviluppato dall’azienda farmaceutica Aardvark Therapeutics, è attualmente in fase 2 di sperimentazione clinica, condotta in sei centri di ricerca negli Stati Uniti, per valutarne il potenziale ruolo nella regolazione dell’appetito una volta interrotta l’assunzione dei farmaci dimagranti.
Uno dei centri coinvolti è la George Mason University, a Fairfax, in Virginia, dove il trial è in corso su adulti che in precedenza avevano perso peso con terapie dimagranti a base di GLP-1, poi sospese. L’obiettivo è monitorare nel tempo l’eventuale recupero di peso e confrontarlo con i dati già disponibili sui pattern tipici osservati dopo la sospensione di queste terapie.
Come spiegato dal professor Lawrence Cheskin, ricercatore sull’obesità e responsabile del centro coinvolto nello studio, il farmaco non è pensato per favorire un ulteriore calo ponderale, ma per intervenire nella fase successiva: “Non porterà a una perdita di peso significativa da solo. La questione è se possa aiutare le persone a mantenere il peso forma”.
Se i risultati della fase 2 dovessero rivelarsi promettenti, potranno fornire indicazioni utili per studi più ampi e controllati, necessari per valutare in modo più rigoroso efficacia e sicurezza nel lungo periodo.
Come funziona ARD-201, la nuova pillola per mantenere la perdita di peso
ARD-201 è progettato per agire con un meccanismo diverso rispetto ai farmaci dimagranti attualmente più diffusi. A differenza degli agonisti del GLP-1, che agiscono mimando un ormone intestinale (il peptide-1 simile al glucagone) che regola la glicemia e l’appetito, questo trattamento orale interviene sui recettori intestinali del gusto amaro (TAS2R), senza tuttavia generare una reale percezione di sapore amaro.
Questo meccanismo innesca il rilascio locale di ormoni – come la colecistochinina e lo stesso GLP-1 – che attivano segnali lungo l’asse intestino-cervello coinvolti nella regolazione della sazietà, contribuendo così a ridurre l’assunzione di cibo. “È quasi un istinto di sopravvivenza: quando qualcosa ha un sapore amaro, il corpo presume che possa esserci una tossina e tende a evitarlo” ha precisato il professor Cheskin.
Dal punto di vista farmacologico, ARD-201 è una combinazione a dose fissa di ARD-101 – il composto principale, progettato per agire su questi recettori intestinali – e di un inibitore dell’enzima DPP-4, responsabile della degradazione di ormoni come il GLP-1. L’associazione dei due componenti è pensata per sostenere più a lungo i segnali di sazietà e supportare il mantenimento del peso nel tempo.
Il farmaco è attualmente oggetto del trial clinico di fase 2 denominato POWER (Prevention Of WEight Regain), che coinvolge adulti che hanno già perso peso con terapie a base di GLP-1 e ne hanno interrotto l’uso. Lo studio è in aperto (open-label) e prevede il monitoraggio del peso nel tempo, con l’obiettivo di valutare se il trattamento possa limitare il recupero ponderale rispetto ai dati già disponibili sui pazienti dopo la sospensione di questi farmaci. La valutazione è prevista nell’arco di 24 settimane, con un’analisi intermedia a 12 settimane.