Lo stress dei genitori può aumentare il rischio di obesità nei bambini: lo studio di Yale

L'obesità infantile è un'emergenza sanitaria mondiale, nonché un fenomeno in costante crescita. Secondo la Società Italiana di Pediatria, in 40 anni (dal 1975 al 2016) il numero di bambini e adolescenti con obesità è aumentato di oltre dieci volte. Secondo i dati Unicef più recenti, oggi sono 188 milioni i bambini e gli adolescenti con obesità in tutto il mondo.
Dato l'impatto sulla salute, a breve e a lungo termine, di questa condizione, è fondamentale intervenire sulla prevenzione dell'obesità. Ma questo non significa soltanto lavorare sull'educazione alimentare e sull'esercizio fisico. Nello specifico, uno studio dell'Università di Yale ha di recente suggerito che oltre a questi due fattori chiave ce ne sarebbe un terzo su cui intervenire per prevenire il rischio di obesità infantile: lo stress dei genitori.
Il ruolo dei genitori sul peso dei bambini
Come ha spiegato la psicologa Rajita Sinha, alla guida dello studio, già precedenti studi avevano mostrato come i figli di genitori obesi avessero un rischio maggiore di sviluppare l'obesità già nella prima infanzia. Inoltre, era già emerso come i genitori stressati fossero più inclini ad abitudini alimentari poco sane, come ordinare spesso dai fast food, e come queste abitudini di riflesso potessero plasmare anche il comportamento alimentare dei più piccoli.
Ma finora esperti e ricercatori nell'ambito dell'alimentazione infantile si erano concentrati sul correggere il risultato di questo circolo vizioso, ovvero le abitudini alimentari dei bambini. Questo studio invece, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Pediatrics, ha voluto cambiare la prospettiva con cui guardare al problema. I ricercatori volevano infatti capire se e come migliorare lo stress dei genitori avrebbe potuto incidere sul comportamento alimentare dei figli, bambini o adolescenti, e quindi anche sul loro peso.
Lo studio sui genitori
Per verificarlo hanno assegnato randomicamente 114 genitori con bambini tra i 2 e i 5 anni in sovrappeso o con obesità a due gruppi di affiancamento con esperti, entrambi della durata di 12 settimane. A entrambi i gruppi sono state fornite indicazioni su alimentazione sana e attività fisica, ma solo i genitori di un gruppo sono stati inseriti in un programma specifico di gestione dello stress.
Per tutta la durata dello studio i ricercatori hanno monitorato lo stress dei genitori e il peso dei bambini, che è stato poi controllato anche dopo tre mesi dalla fine del trattamento. Sono stati confrontati anche i comportamenti positivi dei genitori nel rapporto con i figli prima e dopo lo studio così come le loro abitudini alimentari.
I risultati
Mettendo insieme tutti questi dati, i ricercatori hanno visto che solo nel gruppo di genitori sottoposto al programma di gestione dello stress erano migliorati non solo i livelli dello stress ma anche i comportamenti nei confronti dei figli, e parallelamente le abitudini alimentari dei figli. Ma i risultati più significativi sono stati registrati dopo il periodo di follow up di tre mesi dalla fine dell'affiancamento: mentre i bambini del genitori che avevano migliorato i loro livelli di stress non hanno mostrati nessun aumento di peso, ma anzi un miglioramento nelle abitudini alimentari, i figli dei genitori inseriti nell'altro gruppo – che quindi non avevano migliorato la gestione dello stress – hanno mostrato significativi aumenti di peso, con un rischio sei volte maggiore di passare dalla condizione di sovrappeso a quella di obesità.
Questi risultati suggeriscono – ha spiegato la dottoressa Sinha – che integrare uno stile di vita sano, sia per quanto riguarda l'alimentazione che l'attività fisica, con strategie di autoregolazione dello stress potrebbero aiutare ulteriormente i genitori a proteggere i loro bambini dal rischio di sovrappeso e obesità, e quindi delle molteplici condizioni di salute a essa associate, come diabete di tipo 2 e malattie cardiovascolari.