video suggerito
video suggerito

L’ESA ristabilisce i contatti con il satellite perso da un mese: cosa è successo

L’Agenzia Spaziale Europea ha annunciato di aver ristabilito i contatti con il satellite Coronagraph della missione Proba-3 che crea eclissi artificiali. Dopo settimane di silenzio, il veicolo ha ripreso a trasmettere dati, ma non è ancora chiaro se abbia subito danni.
A cura di Valeria Aiello
0 CONDIVISIONI
I satelliti Coronagraph e Occulter della missione Proba–3 dell’ESA mantengono un allineamento millimetrico per osservare la corona solare tramite eclissi artificiali nello spazio / Credit: ESA
I satelliti Coronagraph e Occulter della missione Proba–3 dell’ESA mantengono un allineamento millimetrico per osservare la corona solare tramite eclissi artificiali nello spazio / Credit: ESA

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è riuscita a ristabilire i contatti con il satellite Coronagraph, uno dei due satelliti che compongono la missione Proba-3. Il Coronagraph era inattivo da metà febbraio, quando un’anomalia ne aveva compromesso il funzionamento e aveva interrotto le comunicazioni con la Terra. Dopo oltre un mese di silenzio, la stazione di terra dell’ESA a Villafranca, in Spagna, ha ricevuto un primo pacchetto di dati di telemetria, cioè informazioni sullo stato del satellite, tra cui temperatura, tensioni e condizioni dei sistemi di bordo.

Ricevere una risposta dal coronografo è una notizia fantastica e un grande sollievo!” ha dichiarato Damien Galano, responsabile della missione Proba-3, in un comunicato ufficiale diffuso dall’ESA. “Da quando il problema è stato rilevato un mese fa, il team di missione, gli operatori e i nostri partner industriali hanno lavorato instancabilmente per recuperare la sonda”.

Il satellite è ora in modalità sicura e stabile, mentre il team sta eseguendo verifiche per capire se l’anomalia abbia causato danni permanenti. Il pannello solare è tornato a essere orientato verso il Sole, permettendo di alimentare l’elettronica essenziale e ricaricare la batteria. Dopo settimane nello spazio, esposto a temperature estremamente rigide, il veicolo ha bisogno di tempo per riportare i sistemi in condizioni operative prima che possano essere intraprese ulteriori azioni.

Cosa è successo al satellite della missione che crea eclissi artificiali

Il Coronagraph opera insieme a un secondo satellite, l’Occulter, nell’ambito della missione Proba-3. I due veicoli orbitano attorno alla Terra a una distanza di circa 150 metri l’uno dall’altro, mantenendo un allineamento con precisione millimetrica. L’Occulter blocca la luce diretta del Sole, creando eclissi artificiali che consentono al Coronagraph di studiare la corona solare.

L’anomalia che ha colpito il Coronagraph “ha portato alla progressiva perdita di assetto (orientamento del veicolo spaziale) e ha impedito il suo previsto ingresso in modalità di sicurezzaaveva spiegato l’ESA. Con l’orientamento compromesso, anche il pannello solare che alimenta l’elettronica di bordo non era più rivolto verso il Sole. Questo ha portato a una riduzione dell’energia disponibile fino all’interruzione delle comunicazioni con la Terra.

Secondo le prime analisi del team di missione, all’origine del problema ci sarebbe stata una combinazione molto rara di eventi durante una manovra di routine eseguita a metà febbraio. In pratica, una funzione del software sarebbe rimasta bloccata mentre stava coordinando diverse operazioni interne: una sorta di “semaforo” digitale che regola l’accesso alle risorse e che non è più riuscito a sbloccarsi. Questo avrebbe impedito al sistema di completare correttamente la manovra, portando alla perdita progressiva del controllo dell’assetto, fino allo spegnimento delle comunicazioni.

Ora che il pannello solare è nuovamente orientato verso il Sole, il contatto è stato ristabilito e il satellite si trova in modalità sicura. “Dopo un mese trascorso nello spazio ed esposti a temperature estremamente rigide, i sistemi di bordo necessitano di tempo per riscaldarsi prima di poter intraprendere qualsiasi azione importante” si legge nell’aggiornamento dell’ESA. Gli operatori della missione stanno ora valutando come riavvicinare in sicurezza l’Occulter al Coronagraph per facilitare la diagnosi del problema e forniranno aggiornamenti non appena saranno disponibili nuove informazioni.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views