Le zanzare pungono gli esseri umani da quasi 2 milioni di anni: lo suggerisce uno studio su Scientific Reports

Le zanzare avrebbero iniziato a pungere gli umani circa 2 milioni di anni fa, quando nel Sud-est asiatico arrivarono i nostri antichi antenati, come l’Homo erectus, tra i primi ominini a diffondersi fuori dall’Africa. È quanto suggerisce un nuovo studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, che ha ricostruito l’origine evolutiva della preferenza per il sangue umano in alcune zanzare del gruppo Anopheles leucosphyrus, tra i principali vettori della malaria. Analizzando il DNA di 40 esemplari appartenenti a 11 diverse specie del gruppo Leucosphyrus, raccolti tra il 1992 e il 2020 nel Sud-est asiatico, i ricercatori sono risaliti alla storia evolutiva di queste zanzare. I risultati indicano che la loro attrazione per il sangue umano – nota come antropofilia – si sarebbe evoluta all’inizio del Pleistocene, probabilmente nel Sundaland, un’antica massa continentale che comprendeva l’attuale penisola malese, il Borneo, Sumatra e Giava.
Secondo gli autori, questo cambiamento evolutivo potrebbe essere stato favorito dall’arrivo e dalla diffusione degli ominini nella regione. “Le nostre scoperte indicano che i primi esseri umani non solo dovevano essere presenti nel Sundaland in quel periodo, ma che erano presenti anche in numero considerevole” ha spiegato Catherine Walton, docente di Scienze della Terra e dell’Ambiente presso l’Università di Manchester e autrice senior dello studio. “Questo rappresenta una prova importante, al di là dei reperti fossili, per comprendere la colonizzazione degli ominini nel Sud-est dell’Asia insulare”.
Gli scienziati ritengono che le antiche zanzare del gruppo Leucosphyrus si nutrissero soprattutto di primati non umani che vivevano tra le chiome delle foreste pluviali del Sundaland durante il Pliocene, tra circa 5,3 e 3,6 milioni di anni fa. In seguito, i cambiamenti climatici tra la fine del Pliocene e l’inizio del Pleistocene – con foreste meno dense e ambienti più secchi – avrebbero però favorito le zanzare con un comportamento alimentare più flessibile, capaci di nutrirsi sia dei primati che vivevano sugli alberi sia degli animali presenti a terra.
Questo adattamento potrebbe aver rappresentato il passaggio evolutivo che ha portato alcune specie a pungere sempre più spesso gli umani. “Poiché diverse specie del gruppo Leucosphyrus sono efficienti vettori della malaria, comprendere l’origine di questa preferenza potrebbe aiutare anche a migliorare le strategie di controllo delle malattie trasmesse dalle zanzare” hanno osservato i ricercatori. “Allo stesso tempo, questi risultati forniscono anche una prova indipendente, al di là dei reperti fossili, della presenza precoce degli ominini nel Sud-est asiatico”.