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La sonda russa Luna-25 si è schiantata sul satellite

L’Agenzia spaziale russa (ROSCOMOS) ha confermato su Telgram di aver perso i contatti con la sonda Luna-25, che si è schiantata sulla regolite lunare. Avrebbe dovuto cercare ghiaccio d’acqua nei pressi del Polo Sud della Luna. La distruzione della sonda comporta un danno di immagine e scientifico per la Russia.
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A cura di Andrea Centini
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La sonda russa Luna-25 nello spazio. Credit: Roscomos / screenshot RussianSpaceWeb.com
La sonda russa Luna-25 nello spazio. Credit: Roscomos / screenshot RussianSpaceWeb.com

La sonda russa Luna-25, conosciuta anche come Luna-Glob, si è schiantata contro la superficie del satellite della Terra. Lo ha confermato su Telgram la ROSCOMOS, l'agenzia spaziale russa. Già dalla tarda serata di sabato 19 agosto (ora italiana), come riportato da Space.com, erano iniziate a circolare notizie di problemi significativi con la sonda in orbita attorno alla Luna, durante l'esecuzione dell'orbita finale che avrebbe permesso al lander di atterrare al Polo Sud del satellite (tra il 21 e il 23 agosto). “Durante l'operazione, a bordo della sonda automatica si è verificata una situazione di emergenza, che non ha consentito di eseguire la manovra secondo i parametri specificati”, aveva scritto la ROSCOMOS, aggiungendo che il team di ingegneri era al lavoro per analizzare la situazione. Evidentemente essa era già critica e Luna-25 ha finito per schiantarsi contro la regolite lunare. Si ipotizza un problema con l'accensione dei propulsori, che avrebbe impedito di eseguire correttamente le manovre di inserimento e infine ha determinato lo schianto.

“La missione Luna-Glob (#Luna25) si è conclusa con una collisione sulla superficie lunare, conferma ROSCOMOS. La conclusione è stata confermata dopo tentativi falliti di comunicare con il veicolo spaziale”, ha chiosato sul social network di Elon Musk X (ex Twitter) il dottor Anatoly Zak, curatore del portale in inglese “RussianSpaceWeb.com”, dedicato al programma spaziale russo. Lo schianto della sonda rappresenta un colpo significativo per la Russia, per la sua immagine di superpotenza spaziale e la programmazione delle prossime missioni . A seguito dell'invasione dell'Ucraina, del resto, Mosca ha dovuto affrontare diversi problemi in questo specifico settore. Le sanzioni dei Paesi occidentali hanno infatti impedito l'importazione di preziosa tecnologia aerospaziale, inoltre è stata bloccata la stretta collaborazione con l'Agenzia Spaziale Europea (ESA), che avrebbe giocato un ruolo anche nella missione Luna-25, posticipata di un paio di anni proprio a seguito della guerra scatenata da Putin. L'ESA avrebbe dovuto testare sulla sonda russa la propria telecamera di navigazione Pilot-D, progettata per supportare la sonda a eseguire un atterraggio morbido e preciso sulla regolite lunare.

Non va naturalmente dimenticato il danno scientifico legato allo schianto della sonda, che era stata lanciata verso il satellite venerdì 11 agosto dal cosmodromo di Vostochny (Russia Orientale, oblast dell'Amur) alle 01:10 ora italiana, grazie a un razzo lanciatore Soyuz-2. L’allunaggio era atteso tra il 21 e il 23 agosto (in base al sito prescelto) nella regione circumpolare meridionale del satellite della Terra, con l'obiettivo di andare a caccia di ghiaccio d'acqua. La zona di allunaggio privilegiata si trovava nei pressi del cratere Boguslawsky, ma gli ingegneri russi avevano approntato dei siti di riserva, non distanti dai crateri Manzini e Pentland A. Se tutto fosse andato secondo i piani, il lander avrebbe studiato la composizione della regolite lunare per circa un anno. Il ghiaccio d'acqua è considerato una delle risorse più preziose sulla Luna perché grazie ad esso, in futuro, si potranno alimentare sia le colonie umane sia i razzi in partenza verso altre destinazioni nel cuore del Sistema Solare (e magari oltre), con Marte come attuale obiettivo principale.

La Russia non inviava una sonda sulla Luna da quasi mezzo secolo e lo schianto di Luna-25 è una battuta d'arresto significativa; va comunque tenuto in conto che l'allunaggio non è una manovra facile e le probabilità di fallimento sono sempre contemplate. Sono stati diversi gli insuccessi di missioni lunari, anche in tempi recenti. Ad aprile 2023, ad esempio, si sono persi i contatti con la sonda giapponese privata Hakuto-R, mentre ad aprile del 2019 è fallita la missione privata israeliana Beresheet.

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