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Cambiamenti climatici

La riduzione delle emissioni tossiche di zolfo sta aggravando la crisi climatica: com’è possibile

Potrebbe sembrare un controsenso, ma il virtuoso abbattimento delle emissioni tossiche di zolfo – molto pericolose per l’uomo e l’ambiente – sta favorendo il riscaldamento globale e le sue drammatiche conseguenze. Ecco per quale ragione.
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A cura di Andrea Centini
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Cambiamenti climatici

La drastica riduzione delle emissioni di anidride solforosa o disossido di zolfo (SO2) del traffico navale avvenuta negli ultimi anni potrebbe determinare una sorta di shock termico nell'Oceano Atlantico settentrionale, aumentando sensibilmente la temperatura marina e catalizzando le drammatiche conseguenze del riscaldamento globale. A lanciare l'allarme in una serie di “cinguettii” su Twitter il climatologo e imprenditore sociale Leon Simons, specializzato proprio nella ricerca sulle emissioni di questo pericoloso inquinante e dei suoi effetti sul cambiamento climatico e sull'irraggiamento. Ma cosa c'entra la riduzione di un gas tossico col peggioramento della crisi climatica? Procediamo con ordine.

L'anidride solforosa, come spiegato dall'ARPA Valle d'Aosta, è innanzitutto un inquinante primario che si presenta come “un gas incolore, dall’odore acre e pungente, molto solubile in acqua”. È un composto chimico molto tossico, che permane per giorni in atmosfera e può essere trasportato a grandi distanze dagli agenti atmosferici. È un potente irritante per gli occhi e per le vie aeree, dove può introdursi anche grazie alla solubilità in acqua; una volta inalato può scatenare gravi malattie respiratorie alla stregua dell'edema polmonare e può portare alla morte se l'esposizione è prolungata. È inoltre tra i principali catalizzatori delle famigerate piogge acide, che hanno effetti catastrofici sugli ecosistemi e in particolar modo sulla vegetazione. Non c'è da stupirsi che nel corso degli ultimi decenni, in particolar modo a partire dagli anni '80, c'è stato un drastico calo delle emissioni di SO2, grazie all'utilizzo di combustibili con concentrazioni di SO2 sempre inferiori. I dati di Our World in Data mostrano un vero e proprio crollo delle emissioni europee e nordamericane, con significativi benefici sulla qualità dell'aria e dunque sulla salute pubblica e del pianeta. Dal 2010 ad oggi sugli oceani sono diminuite dell'80 percento, come spiegato da Leon Simons.

Eppure questo gas così tossico e dannoso, rilasciato principalmente da centrali termoelettriche, impianti di riscaldamento e mezzi di trasporto con motori diesel, offre un forte scudo contro i cambiamenti climatici. La ragione è semplice: quando il diossido di azoto si accumula in atmosfera, crea un sottile strato che riflette la luce solare, impedendo a tutta la radiazione di giungere sulla superficie e riscaldarla. In altri termini, l'inquinamento da SO2 ha un potere raffreddante sulla Terra. Questo effetto è risultato particolarmente significativo sul Mare del Nord e sull'Oceano Atlantico settentrionale fino al 2020, quando è entrato in vigore il nuovo regolamento marittimo IMO2020, come spiegato dal dottor Simons. In pratica, con questa norma – divenuta operativa dal 1 gennaio di quell'anno – si è deciso di ridurre a livello internazionale la concentrazione massima di zolfo nei carburanti delle navi, facendola passare dal 3,5 percento allo 0,5 percento. Poiché l'Atlantico settentrionale e il Mare del Nord sono tra le masse d'acqua con più traffico navale al mondo, questa riduzione così significativa ha impedito la formazione dello strato “protettivo” (ma ribadiamo, estremamente tossico) di SO2.

Di fatto è aumentata sensibilmente la radiazione solare assorbita dall'acqua marina, un fenomeno che può avere molteplici conseguenze negative. Oltre a catalizzare il riscaldamento della superficie oceanica e della temperatura atmosferica globale, favorisce lo scioglimento dei ghiacci – e di conseguenza l'innalzamento del livello del mare – e lo scatenarsi di fenomeni atmosferici sempre più violenti e frequenti. I famigerati uragani o cicloni, per fare un esempio, sono “figli” dell'acqua marina calda. Insomma, la buona azione di aver ridotto drasticamente un inquinante così dannoso dall'atmosfera sta peggiorando la crisi climatica, portandoci dalla padella alla brace, letteralmente. Non è chiaro se questo processo abbia anche un ruolo sul misterioso e drammatico incremento della temperatura della superficie marina registrato a partire da marzo di quest'anno, ma è evidente che l'eliminazione dello strato di SO2 equivale ad abbattere un prezioso scudo raffreddante alla Terra, in grado di contrastare gli effetti catastrofici del cambiamento climatico. È un tema estremamente complesso e delicato che richiederà studi approfonditi.

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