La nuova ossessione dei bambini per la skincare non è un gioco: i rischi della cosmeticoressia

Fino a qualche tempo fa le feste di compleanno delle bambine erano per lo più a tema principesse Disney, oggi per divertirsi le bambine fanno la skincare. Questa è solo l'ennesima conseguenza di un trend ormai in atto da tempo che sta coinvolgendo sempre più bambini, anche piccolissimi, con rischi per il loro benessere psicologico presente e futuro. I social sono pieni di video di baby influencer che usano maschere, creme, sieri per il viso, imitando in tutto e per tutto la gestualità e le espressioni di beauty creator.
Non si tratta di casi isolati ma di un fenomeno sistemico su cui i riflettori si sono accesi già più di un anno fa, quando per individuarlo è stato coniato il termine "Sephora Kids", con riferimento ai video andati virali che mostravano orde di bambini invadere negozi del noto brand beauty. Per indicare i rischi del fenomeno, non solo sulla salute della pelle, ma anche e soprattutto a livello psicologico, è stato perfino coniato un termine ad hoc: "cosmeticoressia".
Cos'è la cosmeticoressia
La parola "cosmeticoressia" è chiaramente un calco dal termine "ortoressia", ovvero quel disturbo del comportamento alimentare che causa un'ossessione verso il cibo sano così forte da manifestarsi con un'attenzione maniacale per qualsiasi dettaglio riguardi la propria alimentazione. Allo stesso modo la "cosmeticoressia" viene definita come l'ossessione dei minori verso la cura della propria belle, che li spinge ad applicare prodotti specifici non adatti a una pelle così giovane, con il rischio di andare incontro a possibili effetti collaterali.
I dermatologi stessi sottolineano la pericolosità di questo fenomeno: un approfondimento dell'IDI (Istituto Dermopatico dell'Immacolata) spiega che "l'applicazione di prodotti formulati per la pelle adulta – in particolare cosmetici con attivi esfolianti, antiage o fortemente profumati – può favorire fenomeni irritativi, alterazioni della barriera cutanea e reazioni allergiche".
I rischi per il benessere dei bambini
Ma i rischi riguardano anche e soprattutto il benessere psicologico di questi bambini, quasi sempre bambine, che fin da piccole sviluppano un rapporto di attenzione maniacale verso l'aspetto del proprio corpo, che diventa per loro qualcosa da curare e quindi da aggiustare, correggere, tenere sotto controllo.
Anche se chi prova a giustificarlo sostiene che in realtà in questo modo i più piccoli imparano a prendersi cura di se stessi, si tratta di preoccupazioni che nella mente di un bambino non dovrebbero in nessun modo trovare posto, con il rischio che crescendo possano sviluppare anche disturbi rispetto al rapporto con il proprio corpo.
Gli sforzi per limitare il fenomeno
Per cercare di arginare il fenomeno in California un deputato democratico ha anche presentato una proposta di legge per vietare la vendita di prodotti per la cura della pelle anti-age a bambini e preadolescenti. Nel comunicato stampa del suo ufficio la proposta viene motivata alla luce dei possibili effetti dannosi che alcuni ingredienti sviluppati per contrastare le rughe potrebbero avere sulle pelli giovanissimi, ma soprattutto con la necessità di proteggere i bambini da una buona fetta dell'industria cosmetica che sfrutta l'interesse dei piccoli, pur sapendo che quei prodotti sono destinati ad altre fasce anagrafiche.
Anche in Italia la consapevolezza su questo tema e quindi anche la soglia di attenzione sta crescendo sempre di più: proprio oggi, 27 marzo, l' Antitrust ha annunciato due istruttorie nei confronti di Sephora, Benefit e LVMH Profumi e Cosmetici Italia "per possibili pratiche commerciali scorrette relative all’uso precoce di cosmetici per adulti da parte di bambini e adolescenti (anche di età inferiore a 10/12 anni), favorendo acquisti compulsivi di maschere viso, sieri e creme anti-age"-
Le responsabilità dell'industria cosmetica
Eppure, nonostante l'attenzione dell'opinione pubblica sul tema, solo una parte dell'industria cosmetica si sta adoperando per aggiustare il tiro e correggere questa pericolosa deriva del successo della skincare. A fronte di pochi brand che si stanno dotando di una comunicazione più consapevole e attenta, ce ne sono ancora diversi che continuano a guardare ai bambini come potenziali consumatori.
Uno dei casi più discussi di recente è una linea di prodotti skincare pensata proprio per i bambini con tanto di maschere per la pelle a forma di animaletti. A livello di marketing è stata infatti presentata come un'occasione di condivisione tra genitori e figli, ma secondo le critiche la realtà dietro questo modello di business è chiara: infatilizzare prodotti destinati agli adulti con l'obiettivo consapevole di attrarre un target pericolosamente giovane.
Ovviamente tutto questo è alimentato dai social, nello specifico da Tik Tok, e si ricollega direttamente con il dibattito sui rischi legati alla presenza dei minori su queste piattaforme. Per definizione i bambini imitano quello che fanno gli adulti, poco conta se li guardano attraverso uno schermo. L'algoritmo, favorendo in modo totalizzante contenuti sullo stesso tema, fa il resto: così quello che nasce come un gioco rischia di trasformarsi in un'ossessione forse non così innocua come potrebbe sembrare.
Cosmeticoressia, la nuova ossessione dei bambini per la skincare: perché può compromettere la costruzione di un rapporto sano col corpo