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Cambiamenti climatici

La Grande Barriera Corallina vicina al settimo sbiancamento di massa: cosa significa

A causa delle temperature marine anomale diverse aree della Grande Barriera Corallina in Australia stanno andando incontro al fenomeno di sbiancamento. Cosa significa e perché i coralli rischiamo di morire a causa della crisi climatica.
A cura di Andrea Centini
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La Grande Barriera Corallina in Australia, uno degli ecosistemi più ricchi di biodiversità al mondo, potrebbe essere colpita dal settimo grande evento di sbiancamento di massa a causa della crisi climatica in corso. Recenti ricognizioni in elicottero condotte dagli esperti della Great Barrier Reef Marine Park Authority hanno infatti rilevato uno sbiancamento significativo soprattutto nell'area meridionale, dove 27 barriere costiere e 21 a largo (Gruppo Keppel e Gruppo Capricorn-Bunker) evidenziano segni del fenomeno. Ma ci sono segnalazioni lungo oltre 1.000 chilometri dell'enorme struttura naturale che si estende innanzi alla costa del Queensland. Il rischio, come indicato, è che sia in corso il settimo evento di massa dopo quelli verificatisi nel 1998, 2002, 2016, 2017, 2020 e 2022.

Ma cos'è esattamente lo sbiancamento (bleaching) dei coralli? Si tratta di un fenomeno che si determina quando la temperatura media dell'acqua marina supera di circa 2 °C quella a cui sono abituati a vivere questi animali, che vivono in simbiosi con alghe unicellulari chiamate zooxantelle. Questi organismi non solo sono responsabili dei meravigliosi colori della barriera corallina, ma forniscono anche il prezioso nutrimento ai coralli attraverso la fotosintesi. Quando il caldo anomalo perdura per settimane i coralli sono spinti a espellere le alghe, sbiancandosi di conseguenza. Alcune specie di corallo emettono fluorescenza. Se la temperatura rientra nei valori normali in tempi rapidi le alghe rientrano e i coralli possono tornare a nutrirsi, ma se lo stress termico dura troppo a lungo possono letteralmente di fame, trasformando le barriere in vaste distese di scheletri bianchi.

Le osservazioni con elicotteri e piccoli velivoli sono fondamentali per capire l'estensione dei fenomeni di sbiancamento; dopo le ricognizioni in elicottero condotte nei giorni scorsi gli scienziati australiani sorvoleranno con piccoli aerei la Grande Barriera Corallina – che si estende per 2.300 chilometri – per tutta la sua interezza e condurranno anche spedizioni subacquee, per capire l'effettiva portata e la gravità del fenomeno. I dati confermeranno o meno il settimo episodio di sbiancamento di massa. Come indicato dal Guardian, secondo Richard Leck del WWF Australia la barriera corallina sarebbe sull'orlo di questo evento, mentre per l’Australian Marine Conservation Society si dovranno attendere le prossime settimane per capire effettivamente come stanno le cose. Ciò che è certo è che la Grande Barriera Corallina rischia di estinguersi entro la fine del secolo, perché queste ondate ripetute di calore anomalo ne abbattono la resilienza impedendo ai coralli di riprendersi.

Gli ultimi rilevi della Reef Authority indicano che lo stress termico continua ad accumularsi e che in tutto il Parco Marino e la temperatura superficiale del mare è superiore alla media di 0-2 °C, rientrando dunque nel range di rischio. “Le anomalie più elevate si trovano nella regione centrale vicino alla costa e le anomalie più basse si trovano nella regione settentrionale vicino alla costa”, spiegano gli esperti. Preoccupa particolarmente l'area che va da Airlie Beach al confine sud della barriera, dove il caldo anomalo è andato avanti per 9-11 settimane contro le 7 di quella settentrionale. Come indicato, più dura l'ondata di calore peggiori sono gli effetti dello sbiancamento sui coralli. Solo dopo le indagini più approfondite sarà possibile capire l'effettiva gravità del fenomeno in corso.

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