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Influenza suina, primo caso nell’uomo scoperto nel Regno Unito: cosa sappiamo finora

Una persona è risultata infetta da virus H1N2, un ceppo di influenza suina simile ai virus che circolano nei maiali. Il nuovo caso è il primo ad essere rilevato nel Regno Unito e non è geneticamente correlato ai casi precedenti.
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A cura di Valeria Aiello
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Il Regno Unito ha rilevato il primo caso umano di H1N2, un ceppo di influenza suina simile ai virus che circolano nei maiali. Lo ha comunicato l’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (UKHSA), precisando che si tratta di “un singolo caso umano, confermato, di influenza A(H1N2)v, che è il primo di questo ceppo di influenza rilevato in un essere umano nel Regno Unito”.

L’infezione è stata identificata durante un controllo di routine su base nazionale, effettuato dalla autorità sanitarie. Dal 2005, sono stati segnalati cinquanta casi umani di infezione da H1N2 in tutto il mondo ma il virus rilevato nel Regno Unito è risultato geneticamente non correlato ai casi precedenti. L’UKHSA ha formalmente notificato la scoperta all’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Influenza suina nell’uomo, primo caso nel Regno Unito

Sulle base delle prime informazioni, l’infezione rilevata nel Regno Unito è associata a una forma distinta di H1N2, denominata clade 1b.1.1, che è diversa dai recenti casi umani segnalati in altre parti del mondo.

La persona contagiata, di cui non sono state rese note le generalità, era stata visitata da un medico di famiglia nel North Yorkshire il 9 novembre dopo aver manifestato sintomi respiratori. Il virus è stato successivamente identificato tramite il test della reazione a catena della polimerasi (PCR) e il sequenziamento del genoma.

Come è stata contagiata la persona

La persona infettata aveva manifestato un malore lieve che non aveva richiesto il ricovero in ospedale. Attualmente guarita, la persona non risulta che lavorasse a contatto con i maiali, per cui resta da indagare come abbia contratto l’infezione. L’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (UKHSA) sta effettuando il tracciamento dei contatti stretti per prevenire un’ulteriore diffusione del virus. Non è noto in questa fase quanto sia trasmissibile il ceppo o se possano esserci altri casi nel Regno Unito.

L’UKHSA – ha indicato l’Agenzia in una notasta monitorando attentamente la situazione e sta adottando misure per aumentare la sorveglianza nell’ambito dei programmi esistenti che coinvolgono ambulatori medici e ospedali in alcune parti del North Yorkshire”.

Le persone con qualsiasi sintomo respiratorio dovrebbero continuare a seguire le linee guida esistenti; evitare il contatto con altre persone mentre i sintomi persistono, in particolare se le persone con cui entrano in contatto sono anziane o hanno patologie preesistenti”.

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