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Influenza K, 803mila casi nell’ultima settimana, l’ISS avverte: “Presto per parlare di calo”

Il nuovo rapporto RespiVirNet dell’ISS sull’influenza in Italia segnala 803mila infezioni respiratorie nella settimana di Capodanno. Incidenza in calo rispetto alla settimana precedente, ma dati da interpretare con cautela.
A cura di Valeria Aiello
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L’influenza K — legata alla variante K del virus influenzale A(H3N2) — continua a circolare in modo intenso in Italia, anche se i nuovi dati del rapporto RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) indicano una lieve flessione delle infezioni. Tra 29 dicembre e 4 gennaio, sono stati infatti stimate circa 803mila nuove infezioni acute (ARI) in Italia contro le circa 820mila della settimana precedente, portando il totale stagionale a circa 7,5 milioni di casi.

L’incidenza complessiva nella comunità è pari a 14,1 casi ogni 1.000 assistiti, in diminuzione rispetto ai 14,5 del periodo compreso tra il 22 e il 28 dicembre. Un segnale che suggerisce un possibile rallentamento, ma che — avverte l’Istituto Superiore di Sanità — va interpretato con prudenza.

La flessione nella curva che vediamo in queste settimane sembra essere più evidente di quella degli anni scorsi nello stesso periodo” spiegano gli esperti ISS del Dipartimento di Malattie Infettive – . Bisognerà attendere il prossimo bollettino per capire se continuerà l’andamento discendente o se i casi torneranno a salire”.

Incidenza delle infezioni respiratorie acute (ARI) nella stagione 2025–2026 e confronto con le sindromi simil–influenzali delle stagioni precedenti / Credit: RespiVirNet/Sorveglianza epidemiologica
Incidenza delle infezioni respiratorie acute (ARI) nella stagione 2025–2026 e confronto con le sindromi simil–influenzali delle stagioni precedenti / Credit: RespiVirNet/Sorveglianza epidemiologica

Secondo l’ISS, infatti, i dati della settimana di Capodanno potrebbero non riflettere la reale incidenza e circolazione dei virus influenzali, a causa di una possibile riduzione delle visite mediche e delle segnalazioni durante il periodo festivo.

L’ISS ricorda inoltre che il recente passaggio dalla definizione di sindrome simil-influenzale (ILI) a quella più ampia di infezione respiratoria acuta (ARI) rende più complesso il confronto diretto con le stagioni precedenti e con le soglie storiche di intensità. Il cambiamento si è reso necessario per adeguare la sorveglianza al contesto attuale, in cui virus diversi dall’influenza contribuiscono in modo significativo al carico di malattia respiratoria.

La definizione ARI, basata sull’insorgenza improvvisa di uno o più sintomi respiratori, consente infatti di intercettare meglio la circolazione di un ampio spettro di virus e di rendere i dati più confrontabili a livello internazionale, pur limitando il paragone con le stagioni passate.

I dati del nuovo rapporto RespiVirNet dell’ISS

L’impatto dell’influenza resta particolarmente elevato tra i più piccoli: la fascia 0-4 anni registra l’incidenza più alta, con circa 37 casi ogni 1.000 assistiti, confermando il ruolo centrale dell’età pediatrica nella diffusione stagionale.

Dal punto di vista geografico, l’intensità dell’epidemia risulta:

  • molto alta in Campania,
  • alta in Sicilia e Marche,
  • media in Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Abruzzo, Puglia e Umbria,
  • bassa nelle altre Regioni.

Nella settimana 2026-01, il tasso di positività per influenza è pari al 17% nella comunità, mentre sale al 40,5% nel flusso ospedaliero, indicando una maggiore concentrazione dei casi più severi tra i pazienti ricoverati.

Per quanto riguarda la caratterizzazione virologica, sia nella comunità sia in ambito ospedaliero prevalgono nettamente i virus A(H3N2). Le analisi di sequenziamento confermano che, tra i ceppi A(H3N2) attualmente circolanti in Italia, il sottoclade K è nettamente predominante (influenza K).

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