Influenza, ISS: quasi 10 milioni di casi in Italia, contagi in calo ma ancora alti in due Regioni

Dall’inizio della stagione influenzale, in Italia sfioriamo i 10 milioni di casi. È il bilancio aggiornato diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), sulla base dei nuovi dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet. La buona notizia è che il picco dell’epidemia risulta ormai superato e che nell’ultima settimana di monitoraggio (19-25 gennaio 2026) sono stati stimati circa 621mila nuovi casi, con un’incidenza in calo nella popolazione generale, pari a 11,3 casi per 1.000 assistiti.
L’andamento non è però omogeneo: i contagi restano più sostenuti per i bambini tra 0-4 anni, con un’incidenza di 40 casi per 1.000 assistiti, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente. Sul piano territoriale, in due Regioni – Basilicata e Campania – la circolazione dei virus respiratori si mantiene su livelli ancora molto elevati.
A dettagliare il quadro è lo stesso Istituto Superiore di Sanità. “L’intensità dell’epidemia è molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna e bassa in tutte le altre Regioni e Province autonome, ad eccezione della Liguria, dove è tornata a livello basale” precisa l’ISS in una nota collegata all’ultimo rapporto RespiVirNet.
Quasi 10 milioni di casi da inizio stagione: positività e virus in circolazione
Il bilancio della stagione influenzale in Italia attualmente sfiora i 10 milioni di casi, pari a circa 9,8 milioni stimati dall’inizio della sorveglianza. Un dato che può essere letto alla luce delle informazioni più recenti sull’andamento settimanale, sui livelli di positività e sulle caratteristiche dei virus respiratori attualmente in circolazione.

Nella settimana 2026-04, nella comunità il tasso di positività per l’influenza è pari al 26,6%, mentre nel flusso ospedaliero si attesta al 24,3%, confermandosi tra i più elevati tra i virus respiratori monitorati. Accanto ai virus influenzali, valori rilevanti di positività sono stati osservati anche per virus respiratorio sinciziale (RSV) e rhinovirus, mentre risultano più contenuti quelli associati a SARS-CoV-2 e agli altri patogeni respiratori.
Sul piano della caratterizzazione virologica, tra i virus influenzali continua a emergere una netta prevalenza del tipo A, che rappresenta la quasi totalità dei ceppi identificati. All’interno di questi, il sottotipo A(H3N2) risulta predominante e, tra i ceppi attualmente in circolazione, il subclade K (variante K) si conferma largamente dominante in Italia, in continuità con quanto osservato dall’inizio sorveglianza.
Situazione dell’influenza in Italia: incidenza ancora alta in due Regioni
Nonostante il calo osservato a livello nazionale, la diffusione dell’influenza e delle altre infezioni respiratorie resta disomogenea tra le diverse Regioni. In particolare, nella settimana 2026-04 (19–25 gennaio 2026) i dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’ISS mostrano:
- Incidenza molto alta in Basilicata (21,94 casi per 1.000 assistiti) e Campania (20,67 casi per 1.000 assistiti);
- Incidenza media in Puglia (17,28 casi per 1.000 assistiti), Sardegna (15,61 casi per 1.000 assistiti) e Molise (8,18 casi per 1.000 assistiti);
- Incidenza bassa nella maggior parte delle altre Regioni;
- Livello basale in Liguria (6,89 casi per 1.000 assistiti).

Per valutare l’intensità dell’epidemia, il sistema RespiVirNet utilizza il Moving Epidemic Method (MEM), un modello sviluppato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e basato sul confronto con le serie storiche delle sindromi simil-influenzali. In base a questo metodo, l’incidenza viene classificata in cinque livelli: basale (fino a 7,22 casi per 1.000 assistiti), bassa (fino a 13,35), media (fino a 17,43), alta (fino a 19,61) e molto alta (oltre 19,61 casi per 1.000 assistiti).