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Influenza, ISS: quasi 10 milioni di casi in Italia, contagi in calo ma ancora alti in due Regioni

Secondo i nuovi dati RespiVirNet dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), dall’inizio della stagione influenzale i casi in Italia sfiorano i 10 milioni. Incidenza in calo, ma ancora alta in due Regioni.
A cura di Valeria Aiello
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La stagione influenzale in Italia ha raggiunto quasi 10 milioni di casi dall’inizio della sorveglianza, secondo i dati dell’ISS / Photo: iStock
La stagione influenzale in Italia ha raggiunto quasi 10 milioni di casi dall’inizio della sorveglianza, secondo i dati dell’ISS / Photo: iStock

Dall’inizio della stagione influenzale, in Italia sfioriamo i 10 milioni di casi. È il bilancio aggiornato diffuso dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), sulla base dei nuovi dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet. La buona notizia è che il picco dell’epidemia risulta ormai superato e che nell’ultima settimana di monitoraggio (19-25 gennaio 2026) sono stati stimati circa 621mila nuovi casi, con un’incidenza in calo nella popolazione generale, pari a 11,3 casi per 1.000 assistiti.

L’andamento non è però omogeneo: i contagi restano più sostenuti per i bambini tra 0-4 anni, con un’incidenza di 40 casi per 1.000 assistiti, in ulteriore aumento rispetto alla settimana precedente. Sul piano territoriale, in due Regioni – Basilicata e Campania – la circolazione dei virus respiratori si mantiene su livelli ancora molto elevati.

A dettagliare il quadro è lo stesso Istituto Superiore di Sanità. “L’intensità dell’epidemia è molto alta in Basilicata e Campania, media in Molise, Puglia e Sardegna e bassa in tutte le altre Regioni e Province autonome, ad eccezione della Liguria, dove è tornata a livello basale” precisa l’ISS in una nota collegata all’ultimo rapporto RespiVirNet.

Quasi 10 milioni di casi da inizio stagione: positività e virus in circolazione

Il bilancio della stagione influenzale in Italia attualmente sfiora i 10 milioni di casi, pari a circa 9,8 milioni stimati dall’inizio della sorveglianza. Un dato che può essere letto alla luce delle informazioni più recenti sull’andamento settimanale, sui livelli di positività e sulle caratteristiche dei virus respiratori attualmente in circolazione.

Positività ai principali virus respiratori nella comunità: l’influenza resta predominante nella stagione 2025–2026. Fonte: RespiVirNet (ISS), Sorveglianza Virologica
Positività ai principali virus respiratori nella comunità: l’influenza resta predominante nella stagione 2025–2026. Fonte: RespiVirNet (ISS), Sorveglianza Virologica

Nella settimana 2026-04, nella comunità il tasso di positività per l’influenza è pari al 26,6%, mentre nel flusso ospedaliero si attesta al 24,3%, confermandosi tra i più elevati tra i virus respiratori monitorati. Accanto ai virus influenzali, valori rilevanti di positività sono stati osservati anche per virus respiratorio sinciziale (RSV) e rhinovirus, mentre risultano più contenuti quelli associati a SARS-CoV-2 e agli altri patogeni respiratori.

Sul piano della caratterizzazione virologica, tra i virus influenzali continua a emergere una netta prevalenza del tipo A, che rappresenta la quasi totalità dei ceppi identificati. All’interno di questi, il sottotipo A(H3N2) risulta predominante e, tra i ceppi attualmente in circolazione, il subclade K (variante K) si conferma largamente dominante in Italia, in continuità con quanto osservato dall’inizio sorveglianza.

Situazione dell’influenza in Italia: incidenza ancora alta in due Regioni

Nonostante il calo osservato a livello nazionale, la diffusione dell’influenza e delle altre infezioni respiratorie resta disomogenea tra le diverse Regioni. In particolare, nella settimana 2026-04 (19–25 gennaio 2026) i dati del sistema di sorveglianza RespiVirNet dell’ISS mostrano:

  • Incidenza molto alta in Basilicata (21,94 casi per 1.000 assistiti) e Campania (20,67 casi per 1.000 assistiti);
  • Incidenza media in Puglia (17,28 casi per 1.000 assistiti), Sardegna (15,61 casi per 1.000 assistiti) e Molise (8,18 casi per 1.000 assistiti);
  • Incidenza bassa nella maggior parte delle altre Regioni;
  • Livello basale in Liguria (6,89 casi per 1.000 assistiti).
Infezioni respiratorie acute (ARI) in Italia. Dati aggiornati alla settimana 2026–04, dal 19 gennaio al 25 gennaio 2026 / Fonte: RespivirNet (ISS), Sorveglianza Epidemiologica
Infezioni respiratorie acute (ARI) in Italia. Dati aggiornati alla settimana 2026–04, dal 19 gennaio al 25 gennaio 2026 / Fonte: RespivirNet (ISS), Sorveglianza Epidemiologica

Per valutare l’intensità dell’epidemia, il sistema RespiVirNet utilizza il Moving Epidemic Method (MEM), un modello sviluppato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie e basato sul confronto con le serie storiche delle sindromi simil-influenzali. In base a questo metodo, l’incidenza viene classificata in cinque livelli: basale (fino a 7,22 casi per 1.000 assistiti), bassa (fino a 13,35), media (fino a 17,43), alta (fino a 19,61) e molto alta (oltre 19,61 casi per 1.000 assistiti).

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