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Strage di Capodanno a Crans-Montana in Svizzera

Incendio di Crans-Montana, come funzionano le candele da cui partivano le fontane di scintille

Dalle prime ricostruzioni sembra che l’incendio di Crans-Montana, dove hanno perso la vita almeno 47 persone, sia partito dalle scintille delle candele nelle bottiglie di spumante. Si tratta di un particolare tipo di candela pirotecnica ormai molto comune.
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Tra le ipotesi sulle cause che avrebbero potuto innescare l'incendio nel locale Le Costellation a Crans-Montana, in Svizzera, dove hanno perso la vita almeno 47 persone, c'è quella secondo cui tutto sarebbe partito dalle scintille delle candele nelle bottiglie di spumante, che avrebbero dato fuoco al controsoffitto del locale.

Per il momento si tratta solo di ipotesi, in quanto solo le indagini potranno stabilire con certezza la vera dinamica, ma la velocità con cui le fiamme hanno devastato il locale ha portato alcuni a ipotizzare l'effetto flashover. In questo approfondimento su Fanpage.it abbiamo spiegato cos'è e perché è considerato un fenomeno molto pericoloso.

Anche se non è ancora possibile stabilire un rapporto causa-effetto certo, dato il ruolo che potrebbero aver svolto nella dinamica dell'incendio, vediamo come sono fatte le candele luminose, anche note come candele flambé, candele fontana o candele pirotecniche, ormai usate sempre più spesso al posto delle classiche candeline in cera.

Cosa sono le candele fontana

Le candele fontana luminose sono candele a forma di cilindro, leggermente più grandi di quelle classiche in cera. Nei locali, soprattutto nelle discoteche, è ormai pratica comune usarle come decorazione quando vengono portate le bottiglie di spumante ma sempre più spesso vengono usate anche a casa, sulle torte di compleanno. In vendita se ne trovano di diversi tipi, ma alcuni sono specificamente indicate per l'uso all'aperto e non sono quindi adatte ai luoghi chiusi.

La loro caratteristica, come dice il nome, è proprio quella di emettere, una volta accese, delle scintille luminose, simili a quelle delle stelline di Capodanno o alle fontane pirotecniche. Questo effetto dura qualche decina di secondi, ma in genere non di più di un minuto.

Come funzionano

L'effetto "pirotecnico" di queste particolari candele è dovuto alla presenza al loro interno di un mix di polveri metalliche, come alluminio, ferro o magnesio, e di ossidanti chimici, che servono alla polvere pirotecnica per produrre le tipiche scintille. Alcune tipologie potrebbero contenere al loro interno anche altri metalli aggiunti per dare un colore specifico ai giochi di luce della "fontana", come il bario, il rame o il calcio. In sostanza funzionano alle stregua di quei bastoncini che nell'uso comune tutti chiamiamo stelline di Capodanno.

Un articolo della McGill University dedicato al funzionamento delle stelle scintillanti, spiega come le scintille che vediamo non sono altro che le particelle metalliche che bruciano. La combustione, resa possibile dalla presenza dell'ossigeno, innesca infatti una reazione chimica che produce ossidi metallici. Le scintille che vediamo vengono prodotte proprio durante l'ossidazione delle polveri metalliche.

Le regole per il loro utilizzo

Anche se in commercio ce ne sono molte idonee all'uso interno, molte altre ne raccomandano l'uso all'aperto. In ogni caso, anche per quelle adatte agli spazi chiusi, è sempre fondamentale rispettare le indicazioni presenti sulla confezione e mettere in atto tutte le precauzioni necessarie. Ad esempio, anche se si tratta di una candela espressamente adatta agli interni, non va comunque accesa in ambienti troppo ristretti o vicino a superfici che potrebbero scaldarsi o infiammarsi, come il legno.

È altrettanto importante poggiare le candele su materiali non infiammabili e tenerle lontane da oggetti che potrebbero prendere fuoco, accenderle con il bastoncino apposito (se presente nella confezione) o comunque non avvicinarsi troppo alla candela e non tenerla in mano. Anche una volta che l'effetto pirotecnico si è concluso, è importante aspettare che la candela si raffreddi del tutto prima di gettarla via.

Inoltre, come ha spiegato a Repubblica Tiziano Pagliaroli, professore di Fluidodinamica dell'Università Niccolò Cusano, da un progetto di ricerca da lui guidato è emerso che queste candele, bruciando, rischiano di rilasciare sulle superfici di torte e dolci le particelle ricche di metalli, residuo della combustione, che potrebbero rappresentare un rischio per la salute.

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