Covid 19
12 Gennaio 2022
18:49

Il vaccino universale per tutte le varianti Covid mostra risultati promettenti contro Omicron

Il siero sperimentale, ufficialmente chiamato Spike Ferritin Nanoparticle (o SpFN), è sviluppato dai ricercatori dell’esercito americano per proteggere da più ceppi di coronavirus, incluse le varianti di preoccupazione.
A cura di Valeria Aiello
Il vaccino Spike Ferritin Nanoparticle (SpFN) sviluppato dai ricercatori dell’esercito americano / WRAIR
Il vaccino Spike Ferritin Nanoparticle (SpFN) sviluppato dai ricercatori dell’esercito americano / WRAIR
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Un nuovo vaccino universale, ufficialmente chiamato Spike Ferritin Nanoparticle (SpFN), non solo suscita una potente risposta immunitaria, ma può fornire anche un’ampia protezione contro le varianti di preoccupazione di SARS-CoV-2 e altri coronavirus. Lo ha annunciato l’esercito degli Stati Uniti che ha comunicato i primi risultati del siero sviluppato dai ricercatori del Walter Reed Army Institute of Research (WRAIR) come parte della strategia che mira ad affrontare l’attuale pandemia e costituire la prima linea di difesa contro future nuove varianti. I dati includono la protezione contro Omicron ora dominante, un ceppo che sta dimostrando di essere in grado di infettare anche i vaccinati con due o più dosi.

Rispetto ai vaccini finora autorizzati, come quelli di Pfizer e Moderna che utilizzano la tecnologia a mRNA, e i sieri di Astrazeneca  e Johnson& Johnson basati su vettori virali a DNA, la formulazione messa a punto dall’esercito americano adotta un approccio diverso, sfruttando una porzione proteica della proteina Spike del coronavirus per stimolare il sistema immunitario a riconoscere e combattere il patogeno. Questo vaccino possiede inoltre requisiti di conservazione e manipolazione meno restrittivi rispetto alle formulazioni di Pfizer e Moderna e può essere conservato in frigorifero a temperature comprese tra i 2 e gli 8 °C per sei mesi e a temperatura ambiente per massimo un mese.

La rapida emersione di coronavirus umani negli ultimi due decenni e l'aumento delle varianti SARS-CoV-2, inclusa la più recente Omicron, sottolineano la continua necessità di vaccini preventivi di prossima generazione che conferiscano un'ampia protezione contro le malattie causate dai coronavirus –  ha affermato in una nota il dottor Kayvon Modjarrad, Direttore della divisione malattie infettive emergenti presso WRAIR, co-sviluppatore del vaccino a capo della ricerca per SpFN – . La nostra strategia è stata quella di sviluppare una tecnologia di vaccino ‘pan-coronavirus' che potrebbe potenzialmente offrire una protezione sicura, efficace e duratura contro molteplici ceppi e specie di coronavirus.

I primi dati contro Omicron

Il vaccino SpFN, attualmente in sperimentazione clinica per determinare sicurezza ed efficacia, è testato con un regime vaccinale a due dosi, a distanza di 28 giorni, e anche una terza dopo 6 mesi. La fase 1, partita lo scorso aprile, ha arruolato 72 adulti di età compresa tra i 18 e i 55 anni. Sebbene la sperimentazione non sia ristretta alla sola variante Omicron, gli scienziati che lavorano al siero hanno affermato che campioni di sangue dei partecipanti allo studio hanno mostrato risultati promettenti nei test di laboratorio con la nuova variante del coronavirus.

I dati finali della fase 1 sono attesi entro la fine del mese. Una volta che saranno formalmente raccolti, inizieranno gli studi di fase 2 e 3. Finora ci sono pochissime informazioni su quando e come procederanno tali test o se le fasi saranno sovrapposte. Nel frattempo, gli studi preclinici, pubblicati su Science Translational Medicine indicano che il vaccino SpFN protegge i primati non umani dalla malattia causata dal ceppo originale di SARS-CoV-2 e induce risposte anticorpali altamente potenti e neutralizzanti contro le principali varianti di SARS-CoV-2, nonché contro il virus SARS-CoV-1 emerso nel 2002.

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