17 Novembre 2022
19:46

Il telescopio spaziale James Webb potrebbe aver scoperto la galassia più lontana mai conosciuta

Denominata GLASS-z12, potrebbe contenere la luce stellare più distante mai osservata, battendo il record finora detenuto dalla galassia GN-z11, che esisteva 400 milioni di anni dopo il Big Bang.
A cura di Valeria Aiello

Il telescopio spaziale James Webb continua a stupire con nuove incredibili immagini dallo spazio profondo, mostrandoci un universo molto più ricco di quanto abbiano fatto tutti gli altri osservatori spaziali utilizzati finora. Ultime, in ordine di tempo, sono le immagini di due galassie primitive che si trovano nelle regioni esterne del gigantesco ammasso Abell 2744, di cui una potrebbe contenere la luce stellare più lontana mai conosciuta.

Queste galassie esistevano rispettivamente circa 450 e 350 milioni di anni dopo il Big Bang, anche se future misurazioni spettroscopiche contribuiranno a confermare le prime stime dei ricercatori. Se così fosse, la galassia esistita 450 milioni di anni dopo il Big Bang, denominata GLASS-z12, batterebbe l’attuale detentrice del record, la galassia GN-z11, che esisteva 400 milioni di anni dopo il Big Bang, identificata nel 2016 dal telescopio spaziale Hubble.

Le attuali stime della distanza di queste due galassie si basano sulla misurazione dei colori all’infrarosso nell'ambito del Programma scientifico di rilascio anticipato GLASS-James Webb Space Telescope. “Le valutazioni spettroscopiche che seguiranno – precisa la NASA in una nota – forniranno una verifica indipendente di queste misurazioni”.

Lo studio di queste due galassie potrebbe cambiare radicalmente ciò che sappiamo delle primissime stelle. La loro vicinanza nel tempo al Big Bang, che si è verificato 13,8 miliardi di anni fa, rappresenta “un nuovo capitolo dell’astronomia – ha affermato Paola Santini, co-autrice di uno dei due documenti di ricerca pubblicati sull’Astrophysical Journal Letters, in cui gli studiosi, guidati da Marco Castellano dell’Istituto nazionale di Astrofisica di Roma, hanno dettagliato le nuove osservazioni – . È come uno scavo archeologico e all’improvviso trovi una città perduta o qualcosa che non conoscevi. È semplicemente sbalorditivo”.

La loro eccezionale luminosità, in particolare, sembrerebbe suggerire una popolazione stellare particolarmente priva di elementi pesanti, che potrebbe contenere alcune stelle straordinariamente luminose, note come stelle di Popolazione III. “Solo gli spettri del telescopio Webb lo diranno” ha aggiunto Adriano Fontana, secondo autore dello studio e membro del team GLASS-James Webb Space Telescope.

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