Il record di temperatura più alta del mondo potrebbe essere sbagliato: un nuovo studio rivede i 56,7 °C

Per 112 anni la Death Valley è stata accreditata del record di temperatura dell’aria più alta mai misurata: 56,7 °C (134 °F), registrati a Furnace Creek, nel Greenland Ranch, il 10 luglio 1913. Un nuovo studio, pubblicato sul Bulletin of the American Meteorological Society, conclude però che quel valore è probabilmente sovrastimato e propone di rivedere lo status del record.
La ricerca, guidata dal meteorologo Roy W. Spencer dell’Universita dell’Alabama a Huntsville, insieme al climatologo John R. Christy e il cacciatore di tempeste William T. Reid, ha analizzato i dati di luglio provenienti da stazioni entro i 250 km dal Greenland Ranch tra il 1923 e il 2024. Correggendo i dati per la differenza di altitudine e confrontando i massimi mensili, il team stima che la temperatura plausibile a Greenland Ranch quel 10 luglio 1913 fosse di circa 120 °F (48,9 °C), non 134 °F (56,7 °C). In base a queste evidenze, gli autori raccomandano di valutare la revoca dello status di record mondiale.
“Io, insieme a molti meteorologi e climatologi, sono sempre stato scettico nei confronti del record mondiale della Death Valley” scrive Roy Spencer, sottolineando che l’analisi quantitativa era fino ad ora carente e che il nuovo studio fornisce quell’analisi.
La rilevanza della revisione è particolarmente significativa: da un lato riguarda l’accuratezza storica e la qualità dei record meteorologici; dall’altro ha implicazioni per come confrontiamo eventi estremi nel tempo in un contesto di cambiamento climatico. La richiesta di rivedere il record non significa che la Death Valley non sia fra i luoghi più caldi della Terra, ma che il singolo valore di 56,7 °C potrebbe non riflettere una misura conforme agli standard di osservazione.
Lo studio che rivede il record di 56,7 °C nella Death Valley
Nello studio, intitolato Death Valley Illusion: Evidence Against the 134 °F World Record, gli autori calcolano un intervallo di lapse rates (cali di temperatura con l’altitudine) basato su 102 anni di dati estivi (1923–2024). Confrontando la differenza tra le massime osservate alle stazioni più elevate e la media (aggiustata per quota), gli autori ricostruiscono quale sarebbe stata la temperatura probabile al Greenland Ranch nelle prime settimane di luglio 1913. Questo approccio statistico-meteorologico porta alla stima media di 120 ± 2 °F (intorno ai 48,9 °C) per il 10 luglio 1913.
Gli autori segnalano inoltre che le prime due settimane di luglio 1913 appaiono “falsamente calde” rispetto al comportamento climatologico osservato nelle stazioni circostanti e che altri anni mostrano anomalie simili. Sulla base di ricostruzioni storiche e documenti d’archivio, il team ritiene plausibile che alcune misurazioni iniziali del rifugio strumentato a Greenland Ranch fossero state sostituite o integrate con valori presi da termometri non standard, ad esempio quelli collocati sulla veranda del ranch.
Come e perché il valore potrebbe essere stato registrato
Nel 1911 il Weather Bureau installò un rifugio strumentato al Greenland Ranch. Documentazione fotografica e resoconti storici indicano però che il caposquadra del ranch, Oscar Denton, potrebbe aver spostato l’apparecchiatura o sostituito letture con termometri usati sulla veranda — una posizione più calda rispetto al sito strumentato e non conforme agli standard. La veranda, con doppio tetto e vicino a superfici nude, avrebbe potuto generare letture localmente più alte rispetto al rifugio correttamente posizionato.

Roy Spencer, in un post nel suo blog, osserva che “la causa più probabile è che le misurazioni riportate dal caposquadra del ranch siano state registrate in modo non accademico”, e che è sorprendente che un controllo quantitativo non sia stato fatto prima, dato che i principi meteorologici per verificare questi record sono consolidati da decenni. Questa combinazione di anomalie statistiche e prove storiche è al centro della raccomandazione degli autori di riconsiderare il record.