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Covid 19

Il New York Times rilancia una teoria sulle origini del Covid: il ruolo del laboratorio a Wuhan

Nella sua sezione dedicata alle opinioni il New York Times ha pubblicato l’intervento di Alina Chan, una biologa molecolare che da anni si occupa delle origini del Sars-CoV-2. Secondo Chan le indagini condotte fino a questo momento hanno sottovalutato uno scenario.
A cura di Valerio Berra
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Il 3 giugno il New York Times ha ospitato nella sua sezione Opinioni un intervento scritto da Alina Chan, biologa molecolare che ha lavorato al Broad Institute del Mio e di Harvard. Due università che giusto in questi giorni sono state classificate al primo e al quarto posto tra gli atenei più prestigiosi del mondo. Da tempo Chan si occupa di delle origini del Covid-19, già nel novembre del 2021 aveva già scritto Viral: The Search for the Origin of Covid-19.

Il punto di Chan è chiaro e, lo specifichiamo subito, è anche in contrasto con una serie di indagini condotte negli scorsi anni da enti ufficiali. Secondo la scienziata le origini della pandemia che ha travolto il mondo tra il 2020 e il 2021 provocando oltre 25 milioni di morti sono da cercare in un laboratorio di ricerca di Wuhan che si occupa di virus.

Una teoria comparsa più volte negli ultimi anni. Secondo Chan potrebbe essere l’incidente più costoso nella storia della scienza. Il laboratorio al centro di queste teorie è sempre L'Istituto di virologia di Wuhan: un istituto di ricerca sulla virologia gestito dall'Accademia cinese delle scienze.

Quali sono le tesi di Alina Chan

Secondo Chan nelle precedenti epidemie di virus che appartengono alla tipologia dei Coronavirus è stato sempre possibile riuscire a dimostrare l’origine. Sono stati trovati animali infetti, ci sono stati casi noti di esposizioni tra gli esseri umani e gli animali vivi e ancora negli animali erano stati trovati delle varianti ancestrali di questo virus.

Non solo. Per Chan il vero problema sono le condizioni di biosicurezza con cui gli scienziati di Wuhan stavano lavorando ai virus. Degli standard che secondo la scienziata non sono paragonabili a quelli adottati negli Stati Uniti. Alla fine della sua analisi Chan non offre certezze. Anzi. Spiega che non ci sono evidenze sull’origine del Sars-CoV-2 né in un senso, quello dell’origine animale, né in un altro, quello dell’origine in laboratorio con conseguente contaminazione esterna. Dice Chan:

“Sebbene diversi scenari sulle origini naturali restino plausibili e sebbene non sappiamo ancora abbastanza su tutta la ricerca sui virus condotta presso l’istituto di Wuhan dal team del dottor Shi e da altri ricercatori, un incidente di laboratorio è la spiegazione più prudente di come è iniziata la pandemia”.

Le analisi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità

Come anticipato, la teoria di Alina Chan si scontra con i report ufficiali sull’origine del Covid. Almeno quelli usciti fino ad ora. Nel marzo del 2021 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva bollato come “estremamente improbabile” la possibilità che il virus responsabile del Covid-19 arrivasse da un laboratorio di Wuhan.

L’origine più probabile identificata in questo report era il passaggio dal pipistrello all’uomo con un serbatoio di mezzo rappresentato da un altro animale. Una teoria poi confermata da uno studio pubblicato su Science da un team di scienziati guidati dal The Scripps Research Institute e dall'Università dell'Arizona di Tucson.

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