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Il mistero delle tartarughe morte sotto il ghiaccio in Canada: cosa hanno scoperto gli scienziati

Uno studio sulle tartarughe geografiche (Graptemys geographica) ricostruisce cosa è successo in un lago dell’Ontario, dove 142 esemplari — circa il 10% della popolazione — sono stati trovati morti sotto il ghiaccio durante lo svernamento.
A cura di Valeria Aiello
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Una tartaruga geografica (Graptemys geographica), specie diffusa nei laghi e nei fiumi del Nord America. Uno studio ha documentato un evento di mortalità di massa in una popolazione del lago Opinicon, in Ontario. Credit: Wikimedia Commons / Gatorfan252525 – CC BY–SA 4.0.
Una tartaruga geografica (Graptemys geographica), specie diffusa nei laghi e nei fiumi del Nord America. Uno studio ha documentato un evento di mortalità di massa in una popolazione del lago Opinicon, in Ontario. Credit: Wikimedia Commons / Gatorfan252525 – CC BY–SA 4.0.

Le tartarughe geografiche (Graptemys geographica) che trascorrono l’inverno sotto il ghiaccio dei laghi nordamericani sono normalmente al riparo dai predatori. Durante lo svernamento restano sul fondo dell’acqua, spesso negli stessi siti anno dopo anno. Ma nella primavera del 2022, in un lago dell’Ontario, qualcosa non ha funzionato come previsto: decine di tartarughe sono state trovate morte sotto il ghiaccio.

Il caso, documentato in uno studio sulla rivista Canadian Journal of Zoology, riguarda un raro evento di mortalità di massa in una popolazione del lago Opinicon. I ricercatori hanno recuperato 142 carcasse, pari a circa il 10% della popolazione locale. A osservare per primo il fenomeno è stato il biologo Grégory Bulté, professore associato alla Carleton University, che da oltre vent’anni monitora le tartarughe del lago. Durante i controlli dopo lo scioglimento del ghiaccio si è imbattuto in alcune carcasse sul fondo dell’acqua, con il carapace frantumato e parti del corpo mancanti. “All’inizio avevo paura” ha raccontato Bulté al National Geographic. “Continui a raccoglierle e ti chiedi: quando finirà tutto questo?”.

Tartarughe geografiche (Graptemys geographica) recuperate nel lago Opinicon, in Ontario, durante l’evento di mortalità osservato nel 2022. Le immagini mostrano carcasse con carapace danneggiato e un gruppo di tartarughe svernanti sotto il ghiaccio. Crediti: Bulté et al. Canadian Journal of Zoology.
Tartarughe geografiche (Graptemys geographica) recuperate nel lago Opinicon, in Ontario, durante l’evento di mortalità osservato nel 2022. Le immagini mostrano carcasse con carapace danneggiato e un gruppo di tartarughe svernanti sotto il ghiaccio. Crediti: Bulté et al. Canadian Journal of Zoology.

Nel giro di poco tempo il conteggio è salito fino a 142 esemplari, tutti recuperati nello stesso sito di svernamento — un evento che i ricercatori non avevano mai osservato prima in questa popolazione.

Cosa è successo sotto il ghiaccio

Lo studio suggerisce che la causa più probabile dell’evento di mortalità di massa sia stata la predazione della lontra canadese (Lontra canadensis), l’unico animale del lago abbastanza forte da rompere il guscio di una tartaruga.

Normalmente la copertura di ghiaccio protegge gli animali durante lo svernamento. Ma se si formano aperture nel ghiaccio, le lontre possono immergersi e raggiungere le tartarughe sul fondo. “È come un buffet a volontà per lontre affamate” ha spiegato Bulté.

Gli autori hanno analizzato anche i dati raccolti nel lago tra il 2003 e il 2022, periodo in cui sono state marcate 1875 tartarughe. I risultati mostrano che quasi il 60% degli individui aveva utilizzato almeno una volta proprio il sito di svernamento in cui si è verificato l’evento di mortalità.

In media, le tartarughe hanno trascorso circa il 38% degli inverni nello stesso punto del lago, segno di una forte fedeltà a questi siti. Questo comportamento può però trasformarsi in una vulnerabilità: se un predatore scopre il luogo in cui gli animali si concentrano durante l’inverno, può trovare molte prede nello stesso punto.

L’analisi delle carcasse ha inoltre mostrato che gli individui più piccoli e i maschi erano più esposti alla predazione. Tra le 142 tartarughe recuperate, 105 erano maschi, mentre nessuna femmina adulta è stata trovata tra le vittime. Nella specie le femmine sono molto più grandi e possiedono carapaci più robusti, più difficili da rompere.

Secondo i ricercatori, questo episodio mostra come comportamento e condizioni ambientali possano predisporre alcune specie a eventi di mortalità di massa e a possibili trappole ecologiche. Proteggere i siti di svernamento e ridurre le pressioni umane che possono facilitare la predazione invernale potrebbe quindi essere importante per la conservazione di alcune popolazioni di tartarughe.

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