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Il mistero del teschio di Petralona divide gli scienziati: non è un uomo moderno né un Neanderthal

Il teschio di Petralona, ritrovato in Grecia nel 1960, presenta caratteristiche che non appartengono né all’Homo Sapiens né ai Neanderthal: un nuovo studio sembra ora aver risolto l’incognita della sua datazione, indicando un’età di 300.000 anni.
A cura di Valeria Aiello
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Il teschio di Petralona, ritrovato nel 1960 attaccato alla parete di una grotta a 50 chilometri da Salonicco, in Grecia / Credit: Wikipedia
Il teschio di Petralona, ritrovato nel 1960 attaccato alla parete di una grotta a 50 chilometri da Salonicco, in Grecia / Credit: Wikipedia

Il teschio ritrovato nella grotta di Petralona, in Grecia, apparentemente attaccato alle pareti di una piccola camera, divide gli scienziati fin dalla sua scoperta, nel 1960. Il suo mistero ruota attorno a due intriganti incognite che, da allora, hanno reso impossibile una sua classificazione in un gruppo di ominidi noto. La prima riguarda l’aspetto del cranio, quasi completo, che presenta caratteristiche che non appartengono né all’uomo moderno (Homo Sapiens) né ai Neanderthal. Ci sono poi i dubbi sulla sua datazione, che nei decenni è rimasta difficile da circoscrivere, con stime che spaziavano dai 170.000 ai 700.000 anni fa.

Un nuovo studio sembra però aver risolto quest’ultimo enigma, attribuendo al teschio di Petralona un’età di 300.000 anni, il che ha ristretto notevolmente la collocazione di questo fossile nell’evoluzione umana europea. I dettagli dell’analisi, condotta dall’Institut de Paléontologie Humaine di Parigi sulla stalagmite che sporge dal cranio, sono stati pubblicati sul Journal of Human Evolution.

Il mistero del teschio di Petralona, chi era l’ominide né Sapiens né Neanderthal

Il teschio di Petralona, ritrovato in una grotta greca della penisola Calcidica, a circa 50 km da Salonicco, apparteneva a un ominide vissuto nell’Europa del Pleistocene, insieme ai Neanderthal, ma che molto probabilmente faceva parte di un gruppo umano diverso, chiamato Homo heidelbergensis.

A confermalo sono i risultati dell’analisi dell’Institut de Paléontologie Humaine di Parigi condotte con la tecnica della datazione della serie dell’uranio sulla stalagmite (calcite) cresciuta sul cranio dell’uomo di Petralona, che supportano la sua inclusione in questo gruppo di ominidi, ora suggerita non solo dalla stretta somiglianza morfologica con il cranio dell’uomo di Broken Hill, un ominide della specie Homo heidelbergensis ritrovato a Kabwe, in Zambia, ma anche dalla sua contemporaneità approssimativa.

Secondo il coautore dello studio, Chris Stringer, paleoantropologo del Natural History Museum di Londra, il cranio di Petralona era quasi certamente maschile, date le dimensioni e la robustezza del fossile, mentre la moderata usura dei denti indicherebbe che apparteneva a un giovane adulto.

Il cranio di Petralona è esposto nel Museo archeologico di Salonicco / Wikipedia
Il cranio di Petralona è esposto nel Museo archeologico di Salonicco / Wikipedia

Quando venne scoperto, nel 1960, da un abitante del posto, Christos Sariannidis, il cranio di Petralona era apparentemente cementato alla parete di una piccola camera della grotta, chiamata Mausoleo: solo in seguito si scoprì che si era attaccato alla parete con la progressiva formazione della calcite, lo stesso minerale che si è gradualmente accumulato anche sul cranio, che è stato poi rimosso durante un processo di pulitura prima del suo trasferimento al Museo archeologico di Salonicco, dove è attualmente esposto.

I nostri risultati sulla calcite del cranio attribuiscono un'età di 286.000 ± 9.000 anni al cranio di Petralona, con un’età minima di 277.000 anni – hanno precisato gli autori dello studio – . Secondo questa ipotesi e da un punto di vista morfologico, l’ominide di Petralona fa parte di un gruppo distinto e più primitivo rispetto a H. sapiens e Neanderthal […] supportando la tesi secondo cui gli ominini affini a H. heidelbergensis sensu lato persistessero in Europa durante il tardo Pleistocene medio, insieme a una linea evolutiva neandertaliana”.

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