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7 Settembre 2022
11:29

Il misterioso “ragno cosmico” della nebulosa Tarantola catturato dal telescopio spaziale James Webb

Nelle nuove sorprendenti immagini della NASA sono ben visibili i filamenti polverosi che ricordano le zampe di un ragno peloso.
A cura di Valeria Aiello
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L’immagine della regione di formazione stellare della Nebulosa Tarantola catturata dalla NIRCam (Near–Infrared Camera) del telescopio spaziale James Webb / NASA
L’immagine della regione di formazione stellare della Nebulosa Tarantola catturata dalla NIRCam (Near–Infrared Camera) del telescopio spaziale James Webb / NASA

Nella Grande Nube di Magellano, la più estesa galassia satellite della Via Lattea, c’è una regione di formazione stellare chiamata 30 Doradus o, più comunemente, Nebulosa Tarantola, tra le preferite dagli astronomi che studiano come nascono le stelle. Il telescopio spaziale James Webb della NASA ha ora fornito nuove sorprendenti immagini di questo vivaio cosmico e dei suoi filamenti polverosi che ricordano le zampe di ragno peloso, rivelando per la prima volta caratteristiche finora rimaste avvolte nel mistero.

Il ragno cosmico catturato dalla NASA

La Nebulosa Tarantola ha una composizione molto primitiva, poco inquinata dagli elementi pesanti che compongono il nostro pianeta, e si trova a 161.000 anni luce di distanza dalla Terra. Ospita le stelle più calde e massicce conosciute, il cui studio – vista la sua vicinanza relativa – permette di osservare le modalità attraverso cui si sono formate senza dover guardare così lontano nell’universo.

Pertanto, gli astronomi hanno puntato tre degli strumenti a infrarossi del telescopio spaziale James Webb (la telecamera NIRCam, lo spettrografo NIRSpec e la fotocamera MIRI) in questa regione dello spazio, catturando sia le giovani stelle, sia galassie di fondo lontane, nonché la struttura dettagliata e la composizione del gas e della polvere della nebulosa.

Vista con la telecamera NIRCam, fa notare la NASA, la regione assomiglia alla casa di una tarantola scavatrice, foderata con la sua seta. “La cavità della nebulosa centrata nell’immagine della NIRCam è stata svuotata dalle radiazioni di un ammasso di giovani stelle massicce, che brillano di un azzurro pallido nell’immagine. Solo le aree circostanti più dense della nebulosa resistono all'erosione dei potenti venti stellari, formando pilastri che sembrano puntare all’indietro verso l'ammasso. Questi pilastri contengono protostelle in formazione, che alla fine emergeranno dai loro bozzoli polverosi e modelleranno la nebulosa”.

Tale fenomeno, in particolare, è stato osservato con lo spettrografo NIRSpec su una stella molto giovane. “Ha mostrato che la stella stava appena iniziando ad emergere dal suo pilastro e manteneva ancora una nuvola di polvere isolante attorno a sé – precisa l’Agenzia spaziale americana – . Senza gli spettri ad alta risoluzione di Webb alle lunghezze d’onda dell'infrarosso, questo episodio di formazione stellare in azione non sarebbe stato rivelato”.

Tuttavia, quando visualizzata nelle lunghezze dell’infrarosso più lunghe del Mid-infrared Instrument (MIRI), la regione di formazione stellare assume un aspetto diverso. “Le stelle calde svaniscono e il gas più freddo e la polvere brillano –  aggiunge la NASA – . All’interno delle nubi stellari, i punti luminosi indicano protostelle incorporate, che stanno ancora guadagnando massa”.

L’area circostante l’ammasso stellare centrale della Nebulosa Tarantola catturata dal Mid–Infrared Instrument (MIRI) del telescopio spaziale James Webb / NASA
L’area circostante l’ammasso stellare centrale della Nebulosa Tarantola catturata dal Mid–Infrared Instrument (MIRI) del telescopio spaziale James Webb / NASA

Questo perché, mentre le lunghezze d’onda più corte della luce vengono assorbite o disperse dai granelli di polvere nella nebulosa e quindi non raggiungono mai il telescopio James Webb, le lunghezze d’onda del medio infrarosso più lunghe penetrano nella polvere, rivelando un ambiente cosmico mai visto prima d’ora.

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