Il matrimonio è associato a probabilità minori di sviluppare il cancro: lo studio dell’Università di Miami

Tra i fattori modificabili che possono influenzare il rischio di ammalarsi di tumore, molti hanno anche a che fare con lo stile di vita e in modo indiretto perfino con lo stato civile. Quest'ultimo punto è stato particolarmente evidenziato in un nuovo ampio studio condotto dai ricercatori del Sylvester Comprehensive Cancer Center, della della Miller School of Medicine dell’Università di Miami, e pubblicato sulla rivista Cancer Research Communications.
Lo studio, che ha utilizzato come base di riferimento i dati sanitari di oltre 4 milioni di adulti di età pari o superiore a 30 anni provenienti da 12 stati degli Stati Uniti, ha infatti osservato che lo stato civile, nello specifico essere sposati o no, sembra incidere sulle probabilità di sviluppare un tumore, soprattutto per quanto riguarda i tumori prevenibili, ovvero quelli molto spesso causati da infezioni non trattate, fumo e fattori riproduttivi.
Il legame tra matrimonio e rischio di tumore
Rispetto al legame tra salute e stato civile, era già noto grazie ad altri studi che chi è sposato tende ad avere una diagnosi precoce del cancro e una maggiore sopravvivenza. Questo perché – spiegano i ricercatori – anche se non è una regola fissa, le persone sposate hanno più probabilità di avere una rete di supporto più solida e maggiore stabilità economica, e quindi è più facile in linea di massima che si sottopongano alle visite richieste dai programmi di screening.
I ricercatori dell'Università di Miami volevano però fare un passo in più rispetto a queste conoscenze e capire se e quanto il matrimonio potesse incidere sul rischio di ammalarsi (le coppie conviventi ma non sposate non sono state prese in esame). Per farlo hanno osservato i casi di tumori maligni diagnosticati tra il 2015 e il 2022 nel campione di riferimento e hanno poi calcolato il tasso di diagnosi per ogni tumore considerato nei due gruppi così stabiliti: coloro che non si erano sposati e quelli che lo erano o lo erano stati. Il gruppo degli sposati includeva infatti anche eventualmente vedovi, separati e divorziati.
I risultati dello studio
Sebbene si tratti di uno studio osservazionale, che merita ulteriori ricerche, i risultati sono stati davvero significativi, anche di più di quanto si aspettassero i ricercatori in base alle conoscenze pregresse. Sia gli uomini che le donne nel gruppo degli sposati mostravano un rischio nettamente più basso di ammalarsi di tumore, anche se con qualche differenza tra i due sessi. Gli uomini che non si sono mai sposati avevano circa il 70% di probabilità in più di sviluppare un tumore rispetto agli uomini sposati, mentre tra le donne non sposate la probabilità di ammalarsi era anche maggiore, nello specifico avevano circa l'85% di probabilità in più di ammalarsi rispetto alle donne sposate o comunque con un matrimonio alle spalle.
Inoltre, per entrambi i sessi il tasso di incidenza dei tumori nei gruppi non sposati era maggiore nelle persone con più di 50 anni rispetto ai partecipanti più giovani e i tumori per i quali le probabilità di ammalarsi sono risultate più basse nel gruppo degli sposati erano quelli associati ad abitudini sbagliate, come il fumo o l'alcool, o a infezioni trascurate negli uomini, mentre nelle donne erano quelli associati a fattori riproduttivi, come il tumore dell'endometrio o delle ovaie.
Perché non significa che il matrimonio previene il tumore
È importante però leggere questi risultati nella giusta ottica: lo studio infatti non afferma che sposarsi previene il rischio di cancro, ma che lo stato civile è un fattore importante da considerare quando si valuta il rischio di cancro nelle diverse fasce della popolazione.
Tanto per capire cosa questo significhi, è un po' quello che succede con il livello di istruzione: un livello basso è associato a un rischio maggiore di ammalarsi di diverse condizioni. Secondo i ricercatori infatti questi risultati devono essere utilizzati soprattutto per migliorare le strategie di prevenzione e le pratiche di screening dei singoli tumori in modo tale da tenere in considerazione anche lo stato civile della popolazione.
Inoltre, vale anche la pena specificare che la divisione tra sposati e non sposati, che quindi non tiene conto delle coppie stabili ma non unite in matrimonio, non nasce da una valutazione di merito, ma soltanto da un'esigenza strumentale nell'impostazione di questo primo studio. I ricercatori infatti hanno chiarito di aver escluso questa tipologia di coppia perché rappresentano "un gruppo probabilmente esiguo rispetto alla dimensione del campione", chiarendo tuttavia che anche l'impatto sulla salute di questo status merita di essere approfondito in ulteriori ricerche.