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Il Giappone propone il Luna Ring: l’infrastruttura attorno alla Luna che conquista social e innovatori green

Un progetto sviluppato in Giappone dalla Shimizu Corporation immagina la Luna non solo come obiettivo di esplorazione, ma come infrastruttura energetica per la Terra: un anello di pannelli solari attorno all’equatore lunare per catturare energia e trasmetterla al nostro pianeta.
A cura di Valeria Aiello
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L’immagine IA del Luna Ring che circola sui social, una rappresentazione visiva del concept di infrastruttura energetica lunare sviluppato in Giappone dalla Shimizu Corporation.
L’immagine IA del Luna Ring che circola sui social, una rappresentazione visiva del concept di infrastruttura energetica lunare sviluppato in Giappone dalla Shimizu Corporation.

Il Luna Ring, l’infrastruttura solare attorno alla Luna pensata per catturare energia e trasmetterla alla Terra, affascina social e pionieri dell’energia pulita. Negli ultimi giorni, l’idea è tornata al centro dell’attenzione, alimentata da immagini suggestive e discussioni che richiamano l’ingegneria spaziale, la sostenibilità e l’energia del futuro. Alla base del progetto c’è una proposta di ingegneria su larga scala sviluppata in Giappone dalla Shimizu Corporation, che immagina la Luna non solo come obiettivo di esplorazione, ma come possibile infrastruttura energetica per la Terra.

A rilanciare il dibattito anche voci influenti dell’innovazione globale, come Kimberly Washington, imprenditrice e figura di riferimento su temi che uniscono spazio, tecnologia ed energia pulita. “Stiamo entrando in un’era in cui lo spazio non è più solo esplorazione, ma sta diventando un’infrastruttura fondamentale per l’umanità” scrive in un post su Linkedin.

Ma cos’è davvero il Luna Ring e da dove nasce questa visione che oggi torna a far discutere?

Cos’è il Luna Ring, come funziona e perché affascina i social

Il Luna Ring è una proposta concettuale di ingegneria su larga scala della Shimizu Corporation, che prevede la costruzione di una cintura di celle solari lunga circa 11.000 chilometri lungo l’equatore lunare. Secondo il concept originario, presentato all’inizio degli anni 2010 e discusso anche in ambito NASA attraverso il programma di ricerca SSERVI, il Lunar Ring prevedrebbe una fascia larga fino a 400 chilometri — realizzata anche utilizzando materiali ricavati dal suolo lunare — ricoperta di pannelli solari e collegata a stazioni di trasmissione a microonde e laser.

L’energia prodotta verrebbe poi inviata verso la Terra, garantendo una produzione continua, non influenzata da nuvole o condizioni atmosferiche. L’obiettivo teorico sarebbe quello di raggiungere una capacità di trasmissione dell’ordine di 13.000 terawatt, sulla base delle stime presentate nel concept.

L’audace visione della Shimizu Corporation è tornata virale online, accompagnata da immagini generate dall’IA che raffigurano il Lunar Ring come se fosse un anello lunare orbitante prossimo alla realizzazione, una rappresentazione che si discosta dal concept originale.

Tra i profili che stanno riaccendendo la conversazione, c’è appunto quello di Kimberly Washington, co-fondatrice e ceo di Deep Space Biology, una società che collega dati di biologia spaziale e ricerca terrestre per innovazioni in salute e tecnologia. Nel suo post, Washington interpreta il Lunar Ring come simbolo di un cambiamento più ampio nel modo di pensare il ruolo dello spazio.“Pur essendo ancora un’idea concettuale, il Luna Ring riflette qualcosa di più profondo: stiamo entrando in un’era in cui lo spazio non è più solo esplorazione, ma sta diventando un’infrastruttura fondamentale per l’umanità. Idee come questa spingono a ripensare il rapporto tra tecnologia spaziale, infrastrutture planetarie e futuro dei sistemi energetici globali”.

Anche se il Luna Ring non è un progetto in corso, il suo ritorno nei dibattiti online riflette una tendenza sempre più evidente: lo spazio come estensione naturale delle infrastrutture terrestri. Quella che più di un decennio fa appariva come una visione pionieristica oggi dialoga con un contesto molto diverso, in cui programmi di esplorazione lunare, incluso il programma Artemis della NASA, puntano a una presenza umana stabile sulla Luna, aprendo la strada non solo a nuovi avamposti scientifici, ma anche a missioni verso Marte e a un uso sempre più strategico dello spazio per energia, tecnologia e sostenibilità globale.

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