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Cambiamenti climatici

Il caldo estremo dell’estate 2022 ha ucciso 61.000 persone in Europa, strage in Italia: 18.000 morti

L’estate del 2022, la più calda nella storia dell’Europa, ha provocato oltre 61.000 morti nel Vecchio Continente. Il Paese più colpito è stato l’Italia, con 18.000 decessi. Lo studio su Nature Medicine.
A cura di Andrea Centini
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Il caldo record dell'estate 2022 ha provocato oltre 60.000 morti in Europa (61.672, per la precisione). È quanto emerge da un nuovo studio epidemiologico che ha analizzato statisticamente i database sulla mortalità facendo emergere i morti in eccesso nei mesi più caldi dello scorso anno. Si tratta di un numero drammatico ma prevedibile, in linea con quello della catastrofica estate del 2003, caratterizzata da un'ondata di calore letale che ha colpito molti Paesi del Vecchio Continente. La ragione è semplice: l'estate del 2022 in Europa è stata la più calda di sempre, con una temperatura di 1,4° C al di là della media storica e tra 0,3 e 0,4° C più “rovente” della precedente estate record (quella del 2021). Il dato è stato ufficialmente confermato nel rapporto European State of the Climate (ESOTC) 2022 messo a punto da scienziati del Copernicus Climate Change Service (C3S), dedicato al monitoraggio del clima in Europa.

A determinare che la rovente estate del 2022 ha ucciso oltre 60.000 persone in Europa è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati spagnoli dell'istituto ISGlobal di Barcellona, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi della Facoltà di Medicina dell'Università di Ginevra (Svizzera), dell'Università Pompeu Fabra di Barcellona e della sezione Meccanismi molecolari nella demenza neurodegenerativa dell'Università di Montpellier (Francia). I ricercatori, coordinati dal professor Joan Ballester, sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato il database Eurostat sulla mortalità, che abbraccia oltre 45 milioni di decessi in più di 800 regioni appartenenti a 35 paesi europei (per un totale di 543 milioni di abitanti).

Incrociando i dati sulla mortalità con quelli delle temperature hanno messo a punto un modello epidemiologico ad hoc dal quale è emerso che in Europa, tra il 30 maggio e il 4 settembre 2022, si sono verificati oltre 61.000 morti per il caldo. Il Paese più colpito in assoluto è stato proprio l'Italia, con 18 mila decessi (95% CI = 13.793–22.225), seguito da Spagna (11.324) e Germania (8.173). I ricercatori hanno osservato che le fasce della popolazione più colpite sono state quelle con età superiore ai 65 anni e le donne; circa il 56 percento delle vittime a causa delle conseguenze dell'ondata di calore era composto da donne. Per quanto concerne le fasce d'età, i tassi più elevati di mortalità sono stati osservati negli uomini con età compresa tra 0 e 64 anni (+ 41 percento), negli uomini tra 65 e 79 anni (+14 percento) e nelle donne con più di 80 anni (+ 27 percento). In termini assoluti, come indicato, sono stati registrati più decessi fra le donne.

Sono dati che dovrebbero allarmarci soprattutto per una ragione: ci troviamo in una crisi climatica sempre più grave e le temperature continueranno a salire inesorabilmente nei prossimi anni, a causa della costante immissione di gas a effetto serra (come l'anidride carbonica CO2) in atmosfera a causa delle nostre attività. Probabilmente l'estate 2023 supererà quella del 2022 – tra il 3 e il 6 luglio sono stati bruciati tre volte di seguito i record dei giorni più caldi di sempre – e quella del 2024 sarà ancora peggiore, in conseguenza dell'impatto di El Nino. Non ci sarebbe dunque da stupirsi se il numero dei decessi da ondate di calore dovesse continuare a salire anno dopo anno, soprattutto in Italia dove la popolazione è sempre più anziana. I dettagli del nuovo studio "Heat-related mortality in Europe during the summer of 2022" sono stati pubblicati sull'autorevole rivista scientifica Nature Medicine.

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