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Il Bangladesh segnala un virus dei pipistrelli trasmesso agli umani: 5 casi, sintomi influenzali e encefalite

Il Pteropine orthoreovirus (PRV), virus dei pipistrelli noto per il suo potenziale zoonotico, è stato rilevato in cinque persone in Bangladesh, ricoverate con sintomi simil-influenzali e encefalite.
A cura di Valeria Aiello
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Illustrazione di particelle virali: lo studio ha rilevato il Pteropine orthoreovirus (PRV) in casi umani in Bangladesh / Photo: iStock
Illustrazione di particelle virali: lo studio ha rilevato il Pteropine orthoreovirus (PRV) in casi umani in Bangladesh / Photo: iStock

Il Pteropine orthoreovirus (PRV), un virus trasmesso dai pipistrelli, è stato identificato in cinque persone ricoverate in Bangladesh con sintomi simil-influenzali e segni di encefalite, inizialmente attribuiti a un’infezione da virus Nipah. Tutti i pazienti erano tuttavia risultati negativi ai test per il virus Nipah, lasciando senza spiegazione l’origine della malattia.

L’identificazione del PRV trasmesso dai pipistrelli è arrivata in seguito all’analisi dei campioni biologici applicando tecniche avanzate di sequenziamento in grado di individuare un ampio spettro di virus. In questo modo sono state rilevate sequenze genetiche del virus nei tamponi faringei dei pazienti e, in alcuni casi, è stato possibile coltivare il virus, fornendo una prova diretta della sua presenza. I risultati delle analisi sono state pubblicate in uno studio sulla rivista Emerging Infectious Diseases.

Nel corso dell’indagine epidemiologica, i ricercatori hanno inoltre rilevato che tutti i pazienti avevano consumato linfa di palma da dattero cruda nelle settimane precedenti l’insorgenza dei sintomi, una pratica già nota in Bangladesh per il suo legame con il rischio di infezioni zoonotiche.

I pipistrelli sono il serbatoio naturale di numerosi virus zoonotici noti e nuovi, tra cui Nipah, Hendra, Marburg, oltre che del Pteropine orthoreovirus, e possono trasmettere questi virus direttamente o attraverso contaminazioni ambientali. L’infezione nell’uomo può avvenire tramite l’esposizione alla saliva o agli escrementi dei pipistrelli, oppure attraverso il consumo di alimenti contaminati, in particolare frutta e prodotti a base di frutta. In Bangladesh, la linfa di palma da dattero cruda rappresenta una possibile via di esposizione, perché viene spesso contaminata dai pipistrelli che si alimentano sugli alberi durante la raccolta.

I nostri risultati dimostrano che il rischio di malattie associato al consumo di linfa di palma da dattero cruda si estende oltre il virus Nipah” spiega il dottor Nischay Mishra, professore associato di epidemiologia presso la Columbia University e autore principale della ricerca. “Questo evidenzia la necessità di programmi di sorveglianza più ampi, capaci di intercettare virus emergenti trasmessi dai pipistrelli prima che vengano confusi con altre infezioni note”.

La segnalazione assume rilievo anche nel contesto della salute pubblica globale. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la maggior parte delle malattie infettive emergenti nell’uomo ha origine animale e può manifestarsi inizialmente con sintomi comuni, come febbre e disturbi respiratori, rendendo più complessa la diagnosi precoce. Rafforzare la capacità di distinguere tra patogeni diversi ma clinicamente simili è considerato un passaggio chiave per ridurre i rischi legati alle zoonosi.

Cos’è il Pteropine orthoreovirus trasmesso dai pipistrelli e cosa sappiamo dei casi in Bangladesh

Il Pteropine orthoreovirus (PRV) appartiene a una famiglia di virus (Reoviridae) già nota per il suo potenziale zoonotico ed è stato precedentemente associato a infezioni respiratorie acute in esseri umani, soprattutto nel Sud-est asiatico. Non si tratta quindi di un virus nuovo, ma di un patogeno già descritto, la cui identificazione clinica può risultare difficile da riconoscere perché i sintomi iniziali imitano quelli di altre infezioni virali note, come quelle causate da virus Nipah.

Nel caso del Bangladesh, la rilevanza della segnalazione riguarda l’identificazione diretta del PRV in cinque pazienti ricoverati tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023, inizialmente arruolati nei programmi di sorveglianza per Nipah ma risultati negativi ai test diagnostici standard. I pazienti erano stati ricoverati in ospedali diversi del Paese, tra cui il Faridpur Medical College Hospital, il Rajshahi Medical College Hospital e il Khulna Medical College Hospital, un elemento che riduce l’ipotesi di un singolo evento localizzato.

La presenza del virus è emersa grazie ad analisi molecolari avanzate applicate a campioni clinici archiviati. In tutti i casi sono state individuate sequenze genetiche del PRV nei tamponi faringei, e in tre pazienti il virus è stato anche isolato in coltura, fornendo una prova diretta dell’infezione attiva e distinguendo questi casi da semplici rilevazioni indirette.

Un ulteriore elemento di supporto arriva da uno studio successivo, condotto dal dottor Mishra e colleghi con il sostegno del Dipartimento dell'Agricoltura degli Stati Uniti, che ha identificato Pteropine orthoreovirus geneticamente simili nei pipistrelli catturati in prossimità dei casi umani, nell’area del bacino del fiume Padma. Sebbene questi dati non siano ancora pubblicati, rafforzano il collegamento tra serbatoio animale e infezione nell’uomo.

Quali sintomi sono stati osservati nei pazienti con infezione da PRV

Tutti e cinque i pazienti identificati con infezione da Pteropine orthoreovirus (PRV) presentavano segni e sintomi clinici rilevanti, tra cui febbre, disorientamento, alterazione dello stato mentale, andatura anomala e difficoltà respiratorie. In quattro casi erano presenti segni di encefalite, mentre un paziente pediatrico presentava un quadro più lieve, con convulsioni febbrili.

I pazienti sono stati ricoverati per periodi compresi tra due e tre settimane e successivamente dimessi. Tuttavia, il follow-up a distanza di oltre un anno ha mostrato esiti clinici eterogenei. Due pazienti hanno riferito la persistenza di sintomi come affaticamento, difficoltà respiratorie e problemi nella deambulazione, mentre altri due hanno riportato una completa risoluzione del quadro clinico. Un paziente è deceduto nell’agosto 2024, a seguito di un peggioramento delle condizioni generali e di disturbi neurologici successivi, non completamente spiegati.

Secondo gli autori, la gravità osservata in questi casi, unita alla variabilità degli esiti, suggerisce che infezioni più lievi da PRV potrebbero non essere state riconosciute in passato, soprattutto quando i sintomi iniziali risultano sovrapponibili a quelli di altre infezioni virali note. Questo rende il PRV un candidato rilevante nella diagnosi differenziale delle malattie simili al virus Nipah in Bangladesh.

La segnalazione non indica l’esistenza di un’emergenza sanitaria in corso, ma evidenzia l’importanza di rafforzare i sistemi di sorveglianza e diagnosi per individuare virus zoonotici che possono causare quadri clinici gravi nell’uomo. Comprendere meglio la gamma dei patogeni coinvolti e i loro effetti clinici è considerato un passaggio chiave per migliorare la risposta di sanità pubblica e ridurre il rischio associato alle infezioni emergenti di origine animale.

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