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I bambini nati durante il lockdown sembrano soffrire meno di allergie: i risultati dello studio

Uno studio irlandese sul microbioma dei bambini nati durante la pandemia ha evidenziato la presenza di una maggior quantità di microbi “buoni” che avrebbero esercitato un ruolo protettivo contro le allergie.
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Quando la pandemia ha stravolto le nostre vite, costringendoci a vivere mesi interi in lockdown, non lo avremmo mai detto, eppure sembra che quelle particolari condizioni di vita non abbiano avuto solo effetti negativi sul nostro benessere. Anzi, oggi sappiamo che avrebbero potuto avere perfino un effetto positivo sulla salute dei bambini nati in quel periodo.

Lo ha rivelato uno studio irlandese, pubblicato sulla rivista Allergy, che ha indagato per la prima volta gli effetti sulla salute intestinale dei bambini nati durante la pandemia, ha osservato differenze importanti nello sviluppo del loro microbioma rispetto a quelli nati prima della pandemia: i neonati che hanno vissuto i primi mesi di vita in lockdown presentano una maggiore quantità di microbi benefici. Non solo, sembra che i bambini nati in pandemia siano meno predisposti a sviluppare forme di allergie, soprattutto alimentari, di quanto previsto in base alle stime calcolate sui bambini nati prima della pandemia.

APC MICROBIOME IRLAND | Infografica dallo studio
APC MICROBIOME IRLAND | Infografica dallo studio

Cosa hanno scoperto i ricercatori

La ricerca è stata condotta da RCSI University of Medicine and Health Sciences, Children’s Health Ireland e dall'APC Microbiome Ireland (APC), un centro specializzato nello studio del microbioma dell'Università di Cork, e ha permesso di evidenziare un effetto imprevisto del lockdown sulla salute dei più piccoli.

Il rapporto tra isolamento sociale, microbioma intestinale e tassi minori di allergie nei bambini è il focus di questo studio: negli ultimi anni è emerso infatti con chiarezza da molte ricerche il ruolo centrale che il microbioma, ovvero l'ecosistema di microbi che vivono nel nostro tratto digestivo, ha per la salute complessiva dell'individuo, e non solo per quella dell'intestino.

Perché il microbioma nei bambini nati in pandemia è migliore

I ricercatori dell'RCSI, del CHI e dell'APC Microbiome Ireland hanno analizzato i campioni fecali di 351 bambini nati nei primi tre mesi della pandemia, confrontandoli con i dati di bambini nati prima della pandemia. I primi sono stati presi dal progetto CORAL (Impact of CoronaVirus Pandemic on Allergic and Autoimmune Dysregulation in Infants Born During Lockdown). Attraverso questionari online hanno raccolto informazioni su dieta, ambiente domestico e salute.

Sono stati raccolti campioni a 6, 12 e 24 mesi e sono stati eseguiti test allergologici a 12 e 24 mesi. I risultati hanno osservato che l'aver vissuto in lockdown avrebbe portato benefici alla salute del microbioma intestinale dei bambini: secondo gli autori questi avrebbero sviluppato una maggiore quantità di microbi benefici. Tra i motivi di questo effetto benefico ci sarebbero diversi fattori, tutti legati alla vita in pandemia, ovvero tassi inferiori di infezioni, quindi l'assunzione meno frequente di antibiotici e il fatto di essere stati allattati dalle madri per un periodo in media più lungo. Sarebbe proprio questo boost di microbi intestinali "buoni" ad aver svolto un ruolo protettivo contro lo sviluppo delle allergie.

Il possibile legame tra antibiotici e allergie

Tra i fattori esterni che potrebbero avere avuto il maggiore impatto nel migliorare la salute complessiva del microbioma dei bambini, riducendo le allergie alimentari, c'è l'uso meno frequente degli antibiotici: grazie alle ridotte esposizioni umane e alla protezione dalle infezioni, solo il 17% dei neonati ha avuto bisogno di un antibiotico entro un anno di età, dato che avrebbe permesso lo sviluppo di livelli più elevati di batteri benefici come i bifidobatteri.

"Questo studio offre una nuova prospettiva sull'impatto dell'isolamento sociale nei primi anni di vita sul microbioma intestinale. In particolare, i tassi di allergia più bassi tra i neonati durante l'isolamento potrebbero provare l'impatto dello stile di vita e dei fattori ambientali, come l'uso frequente di antibiotici, sull'aumento delle malattie allergiche", spiegano gli autori dello studio.

È bene specificare che si tratta di un primo studio in questo ambito, motivo per cui gli autori hanno anticipato l'intenzione di ripetere le analisi quando i bambini del campione avranno cinque anni così da capire se ci sono stati anche cambiamenti a lungo termine sul loro microbioma.

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