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Finalmente sappiamo come furono costruite le piramidi: svelato mistero dell’Antico Egitto

Grazie a indagini satellitari e studi sul campo, gli archeologi hanno finalmente scoperto come gli antichi egizi riuscirono a trasportare i pesantissimi materiali per costruire le piramidi, site in un’estesa striscia desertica tra Giza e Lisht.
A cura di Andrea Centini
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La Grande Piramide di Giza
La Grande Piramide di Giza

Nel 2017 fu reso pubblico un documento importantissimo che fece luce sulla costruzione delle maestose piramidi dell'antico Egitto. Un papiro, rinvenuto dagli archeologi nel porto di Wadi Al-Jarf, rivelò infatti che i giganteschi blocchi di pietra calcarea e granito utilizzati per realizzare l'enorme Piramide di Cheope – o Grande Piramide di Giza – furono spostati via fiume, attraverso zattere in legno fissate con delle corde. Gli antichi egizi, dunque, sfruttavano la rete fluviale per il trasporto dei pesantissimi materiali, evitando di trascinarli sulla sabbia del deserto sotto il sole cocente.

Credit: Communications Earth & Environment
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Nonostante questa significativa scoperta, fino ad oggi restava comunque in piedi un vero e proprio mistero, che ha appassionato a lungo gli esperti. La cosiddetta striscia delle piramidi con decine di costruzioni, una stretta fascia verticale che collega Giza e Lisht, è infatti ubicata al confine del deserto occidentale, che fa parte del grande Sahara. È una zona arida, dove non c'è alcun fiume da utilizzare per trasferire i blocchi di pietra. Il Nilo è lontano. Dunque, come hanno fatto gli antichi egizi a portare i blocchi via fiume, se qui non è presente alcun corso d'acqua? Questo enigma è particolarmente rilevante, tenendo presente che lungo questa striscia si trovano le piramidi di Giza, Chefren, Micerino e molti altri magnifici monumenti, preziosi per la storia dell'Egitto e tappa praticamente obbligata per i turisti che si recano nel Paese.

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Gli esperti sospettavano che migliaia di anni fa, quando le piramidi furono realizzate (tra 4.700 e 3.700 anni fa), in questa zona desertica ci fosse eccome un fiume, oggi purtroppo estinto e ricoperto dalla sabbia. Ed è proprio questa la scoperta eccezionale che è stata appena fatta. Gli studiosi, infatti, a ridosso della striscia delle piramidi, hanno trovato le vestigia di un lungo corso d'acqua di ben 64 chilometri, un ramo del Nilo che fiancheggiava tutte le principali piramidi. A scoprirlo è stato un team di ricerca internazionale guidato da scienziati dell'Università della Carolina del Nord – Wilmington, che hanno collaborato a stretto contatto con i colleghi di diversi istituti. Fra quelli coinvolti il Dipartimento di Geologia dell'Università di Tanta, l'Istituto Nazionale di Ricerca di Astronomia e Geofisica (NRIAG) del Cairo e l'Università Macquarie.

Credit: Communications Earth & Environment
Credit: Communications Earth & Environment

I ricercatori, coordinati dal professor Eman Ghoneim, docente presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Oceano dell'ateneo americano, hanno innanzitutto utilizzato immagini satellitari radar per “sbirciare” sotto la coltre di sabbia del deserto. Dopo aver identificato le possibili tracce aeree del fiume, hanno condotto indagini geofisiche e carotaggi sul campo, scoprendo le prove inequivocabili della presenza di un antico fiume sepolto. Un ramo del Nilo lunghissimo e largo fino a 500 metri – quanto il Nilo attuale -, che gli studiosi hanno deciso di chiamare ramo di Ahramat (“piramidi” in arabo). L'antico fiume correva ai piedi dell'altopiano del deserto occidentale, trovandosi proprio lungo il percorso delle oltre 30 piramidi realizzate migliaia di anni fa. Secondo gli esperti si estinse 4.200 anni fa a causa di una grave siccità.

Credit: Communications Earth & Environment
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“Molte delle piramidi, risalenti all'Antico e al Medio Regno, hanno strade rialzate che conducono al ramo e terminano con la Valle dei Templi che potrebbero aver agito come porti fluviali lungo di esso in passato. Suggeriamo che il ramo di Ahrmat abbia avuto un ruolo nella costruzione dei monumenti e che fosse contemporaneamente attivo e utilizzato come via d'acqua per il trasporto di operai e materiali da costruzione verso i siti delle piramidi”, hanno scritto Ghoneim e colleghi nell'abstract dello studio. È così che, molto probabilmente, è stato risolto uno degli enigmi più affascinanti dell'archeologia. I dettagli della ricerca “The Egyptian pyramid chain was built along the now abandoned Ahramat Nile Branch” sono stati pubblicati su Communications Earth & Environment.

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