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Farmaci per dimagrire: cosa succede dopo? Il peso torna 4 volte più in fretta della dieta

Una revisione di 37 studi pubblicata sul BMJ mostra cosa accade dopo l’interruzione dei farmaci per dimagrire: il peso tende a tornare ai livelli iniziali entro circa 2 anni, con un recupero fino a quattro volte più rapido rispetto a chi interrompe dieta ed esercizio.
A cura di Valeria Aiello
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Dopo aver interrotto l’assunzione dei farmaci per dimagrire, il peso tende a tornare fino a quattro volte più rapidamente rispetto a chi interrompe dieta ed esercizio. È quanto emerge da una revisione sistematica e meta-analisi di 37 studi, condotta dall’Università di Oxford e pubblicata sul British Medical Journal (BMJ), una delle riviste mediche più autorevoli al mondo.

L’analisi ha coinvolto 9.341 adulti che avevano assunto farmaci per il controllo del peso per una media di circa nove mesi. Dopo l’interruzione del trattamento, il peso è aumentato in media di 0,4 kg al mese, un ritmo che porta, secondo le stime dei ricercatori, a tornare al peso iniziale nell’arco di circa 2 anni. Per i farmaci più recenti, come semaglutide e tirzepatide, il recupero è risultato ancora più rapido.

Lo studio ha preso in esame sia i farmaci di vecchia generazione, come orlistat, sia i più recenti agonisti del recettore GLP-1, tra cui appunto semaglutide e tirzepatide. Questi medicinali agiscono riducendo l’appetito e aumentando il senso di sazietà, favorendo una perdita di peso significativa durante l’assunzione.

Secondo il dottor Sam West, Ricercatore post-dottorato presso l’Università di Oxford e autore principale della revisione, questi farmaci “stanno trasformando il trattamento dell’obesità e consentono una perdita di peso rilevante. Tuttavia, la nostra analisi mostra che, dopo l’interruzione del trattamento, la ripresa del peso è rapida, più di quanto osservato dopo la fine di programmi di dieta ed esercizio fisico”.

Lo studio arriva in un momento cruciale: dati osservazionali indicano che circa una persona su due interrompe il trattamento con agonisti GLP-1 entro 12 mesi, mentre il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) del Regno Unito ha recentemente raccomandato un supporto post-trattamento di almeno un anno per chi utilizza questi farmaci, proprio per ridurre il rischio di recupero ponderale.

Cosa succede dopo l’interruzione dei farmaci per dimagrire

L’analisi mostra che il recupero del peso inizia rapidamente dopo la fine del trattamento farmacologico. Nei dati aggregati, l’aumento medio è stato di circa 0,4 kg al mese, mentre nei soggetti trattati con farmaci più recenti, come semaglutide e tirzepatide, il recupero risulta ancora più marcato, con incrementi medi attorno a 0,8 kg mensili, anche se i dati oltre l’anno restano limitati.

Un aspetto chiave è il confronto con gli interventi comportamentali. Dopo la fine di programmi basati su dieta ed esercizio, il recupero del peso è stato molto più graduale — in media circa 0,1–0,15 kg al mese — rispetto a quanto osservato dopo l’interruzione dei farmaci. In termini relativi, si tratta di un recupero fino a quattro volte più rapido, indipendentemente dal peso inizialmente perso.

Secondo il professor Dimitrios Koutoukidis, questa ripresa più rapida potrebbe dipendere dal fatto che, durante l’uso dei farmaci, la perdita di peso non richiede necessariamente cambiamenti consapevoli e duraturi nello stile di vita. “Quando il trattamento viene interrotto – osserva Koutoukidis possono mancare le strategie pratiche per mantenere il risultato”.

Come interpretare i risultati dello studio

I ricercatori sottolineano che i risultati non mettono in discussione l’efficacia dei farmaci per dimagrire, ma il modo in cui vengono utilizzati. Durante l’assunzione, migliorano anche diversi indicatori cardiometabolici — glicemia, HbA1c, pressione arteriosa, colesterolo — che però tendono a tornare ai livelli iniziali entro poco più di un anno dall’interruzione.

L’obesità è una condizione cronica e recidivante, non un problema a breve termine con una soluzione rapida – spiega la professoressa Susan Jebb, coautrice senior dello studio – . Quando la perdita di peso avviene attraverso dieta e attività fisica, si sviluppano competenze utili a mantenerla. Questo può non accadere con i soli farmaci

Per i sistemi sanitari, lo studio ha implicazioni concrete. Le stime precedenti ipotizzavano un recupero del peso in due o tre anni; i nuovi dati suggeriscono tempi più brevi, rafforzando la necessità di affiancare ai farmaci un supporto comportamentale strutturato e continuativo, soprattutto nei casi di obesità più grave e complessa.

Come conclude West, “la domanda non è se questi farmaci funzionino, ma come usarli in modo efficace e sostenibile. Il trattamento dell’obesità richiede un impegno a lungo termine, non solo da parte dei pazienti, ma anche dei sistemi sanitari”.

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