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Elon Musk ci riprova, possibile lancio di Starship il 17 novembre: è l’astronave per la Luna e Marte

SpaceX, la compagnia aerospaziale di Elon Musk, ha annunciato che il 17 novembre 2023 potrebbe esserci il secondo tentativo di lancio della Starship, l’astronave che riporterà l’essere umano sulla Luna e tenterà la conquista del Pianeta Rosso.
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A cura di Andrea Centini
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Il 17 novembre 2023 potrebbe essere il giorno giusto per il secondo, storico volo di Starship, l'astronave di SpaceX – la compagnia aerospaziale privata di Elon Musk – coinvolta sia nel programma Artemis della NASA, volto a riportare l'essere umano sulla Luna, che nella futura conquista di Marte. C'è moltissima attesa per il test proprio per le importanti missioni cui è destinata Starship, il più grande, potente e pesante veicolo spaziale costruito dall'uomo. L'astronave è la combinazione di un razzo lanciatore Super Heavy (alto 69 metri) con 33 motori Raptor e un modulo soprastante di 50 metri, che può ospitare equipaggio umano o avere funzioni cargo. Ad annunciare il possibile tentativo di lancio il 17 novembre la stessa SpaceX con un post su X (ex Twitter), anch'esso nella “scuderia” del magnate sudafricano naturalizzato statunitense e uomo più ricco della Terra. Al momento si attende il via libera da parte delle autorità competenti per sapere se venerdì possa esserci un'effettiva finestra di lancio.

Ad oggi i primi test non sono andati come desiderato dagli ingegneri; il primo tentativo fallì il 17 aprile di quest'anno a causa di una valvola congelata, il secondo, effettuato solo tre giorni dopo, è stato considerato un parziale successo. In questo caso, infatti, l'astronave è riuscita a sganciarsi dalla piattaforma di lancio nella base spaziale di Boca Chica (Texas) e a volare per 3 minuti, raggiungendo una quota di 34 chilometri. A quel punto, a causa di un problema con la traiettoria, gli ingegneri hanno deciso di far esplodere il razzo per ragioni di sicurezza. L'obiettivo era un volo di circa 90 minuti con “tuffo” finale nelle Hawaii. Nonostante il test non sia stato completato, Elon Musk ed esperti indipendenti lo hanno comunque considerato un successo, dato che la Starship è stata fatta decollare ed entrare in orbita, permettendo agli ingegneri di raccogliere i dati preziosissimi di cui avevano bisogno prima dell'esplosione controllata. Le grandi conquiste spaziali, del resto, passano anche da questi “incidenti di percorso”. Il prossimo lancio potrebbe rappresentare quello della svolta.

Il secondo test di volo si svolgerà a diversi mesi dal primo a causa della distruzione della piattaforma di lancio al sito di Boca Chica, priva di componenti fondamentali come un deviatore di fiamma. Ciò ha determinato danni significativi e lancio di detriti per ben 150 ettari. Il ripristino e il completamento della piattaforma ha richiesto più tempo del previsto, ma ora SpaceX è pronta per un nuovo tentativo. Qualora dovesse fallire potrebbero esserci pesanti ripercussioni per la missione Artemis 3 della NASA, quella che dovrebbe portare la prima donna e la prima persona nera sulla regolite lunare. Probabilmente nel 2025, l'anno successivo ad Artemis 2 (che porterà gli astronauti in orbita lunare). Secondo i piani della NASA, un booster Super Heavy di SpaceX dovrebbe lanciare nell'orbita terrestre una Starship HLS, una variante lander lunare della Starship. Dopo essersi rifornita nello spazio, l'astronave dovrebbe dirigersi verso la Luna in orbita NRHO, dove è previsto l'incontro con la navicella spaziale Orion con equipaggio lanciata dal colossale Space Launch System (SLS).

Dopo l'aggancio due astronauti dovrebbero passare dalla Orion alla Starship HLS (acronimo di Human Landing System) e scendere sulla regolite lunare, restando sulla superficie del satellite per sette giorni. Durante questa settimana i due astronauti dovrebbero compiere almeno cinque attività extraveicolari o EVA (le famose passeggiate spaziali) sulla Luna. Ma per arrivare a questo storico traguardo, oltre mezzo secolo dopo le pionieristiche missioni Apollo, sarà fondamentale superare i test che si parano innanzi alla Starship. La NASA ha comunque anche un piano B, avendo dato il via libera anche a un lander lunare di Blue Origin, la compagnia aerospaziale di Jeff Bezos.

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