El Niño torna nel 2026? Le nuove previsioni NOAA sul fenomeno che può portare caldo e piogge estreme

El Niño potrebbe tornare nel 2026. Secondo le più recenti analisi del Climate Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), il fenomeno climatico legato al riscaldamento anomalo delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale potrebbe svilupparsi tra giugno e agosto 2026, con una probabilità del 62% che si instauri e persista almeno fino alla fine dell’anno. Quando si verifica un evento di El Niño, si modifica la circolazione atmosferica su scala globale. Questo può portare temperature più elevate in alcune regioni e piogge più intense in altre, aumentando il rischio di ondate di calore, siccità e alluvioni in diverse aree del pianeta.
L’ultimo evento di El Niño si è sviluppato tra il 2023 e il 2024, quando le temperature delle acque superficiali del Pacifico equatoriale sono aumentate di circa 2 °C rispetto alla media, portando all’anno più caldo mai registrato (2024) con una temperatura media globale di circa 1,28 °C sopra la media del XX secolo. Il picco, in quell’anno, fu di 17,16 °C, toccato il 22 luglio, superando il primato stabilito appena il giorno prima di 17,09 °C, un valore superiore al record precedente di 17,08 °C registrato il 21 luglio 2023.
Secondo alcuni esperti, se un nuovo evento di El Niño dovesse svilupparsi nei prossimi mesi, questo fenomeno climatico potrebbe tuttavia risultare più marcato rispetto agli episodi recenti. Tra questi c’è il climatologo Daniel Swain, ricercatore dell’Università della California a Los Angeles, che in un commento pubblicato sui social ha spiegato che “tutti i segnali indicano sempre più un evento El Niño significativo, se non forte o molto forte. Avrò maggiori dettagli nelle prossime settimane e mesi, ma per ora mi limito a dire che è sempre più probabile che diventi un importante fattore climatico a livello regionale e globale nel 2026-2027”.
Ma cos’è esattamente questo fenomeno climatico e cosa indicano davvero le ultime previsioni degli scienziati?
Cos’è El Niño e perché influenza caldo e piogge
El Niño è una delle fasi del fenomeno climatico noto come El Niño–Southern Oscillation (ENSO), un sistema di variazioni periodiche della temperatura delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico equatoriale e della circolazione atmosferica sopra di esse.
Durante un evento di El Niño, le acque superficiali del Pacifico centrale e orientale diventano più calde della media. Questo cambiamento altera gli scambi di calore tra oceano e atmosfera e modifica la circolazione dei venti tropicali. Queste variazioni possono influenzare il clima in molte regioni del pianeta.

In alcune aree si osservano temperature più elevate, mentre in altre aumentano le precipitazioni. In determinate condizioni il fenomeno può favorire ondate di calore, siccità o piogge intense, anche se gli effetti variano da regione a regione.
El Niño non si verifica ogni anno. Gli eventi tendono a comparire ogni due-sette anni e possono durare da diversi mesi fino a più di un anno, alternandosi con la fase opposta del ciclo ENSO, nota come La Niña, caratterizzata da un raffreddamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale.
Cosa dicono le nuove previsioni NOAA
Secondo le ultime analisi del Climate Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), il sistema climatico del Pacifico sta attraversando una fase di transizione. Gli scienziati prevedono che la fase attuale di La Niña possa terminare nel prossimo mese, con condizioni ENSO-neutrali che potrebbero prevalere fino al trimestre maggio-luglio 2026, con una probabilità stimata intorno al 55%.
Successivamente aumenta la probabilità di sviluppo di El Niño. Le proiezioni indicano che tra giugno e agosto 2026 è probabile l’instaurarsi del fenomeno, con una probabilità del 62% che possa svilupparsi e persistere almeno fino alla fine del 2026
Gli esperti sottolineano tuttavia che le previsioni ENSO sono più incerte nei mesi primaverili dell’emisfero nord, un periodo noto come “spring predictability barrier”, in cui la capacità dei modelli climatici di prevedere con precisione l’evoluzione del sistema tende a diminuire. Per questo motivo le probabilità indicate dai modelli verranno aggiornate regolarmente man mano che nuove osservazioni dell’oceano e dell’atmosfera diventano disponibili.
La prossima discussione diagnostica ENSO del Climate Prediction Center della National Oceanic and Atmospheric Administration è prevista per il 9 aprile 2026.
Quali effetti potrebbe avere El Niño nel 2026 sul clima globale e sull’Italia
Se nel 2026 dovesse svilupparsi un nuovo evento di El Niño, il fenomeno potrebbe contribuire a modificare l’andamento di temperature e precipitazioni su scala globale. Il riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico equatoriale altera infatti gli scambi di calore tra oceano e atmosfera e la circolazione atmosferica planetaria.
Gli anni caratterizzati da El Niño tendono spesso a essere tra i più caldi a livello globale, perché il rilascio di calore dall’oceano all’atmosfera contribuisce ad aumentare la temperatura media del pianeta. Anche l’Europa e il bacino del Mediterraneo possono risentire di questi cambiamenti nella circolazione atmosferica.
Diversi studi climatici indicano che durante alcune fasi di El Niño l’Europa meridionale può sperimentare variazioni nelle precipitazioni e nelle temperature, anche se gli effetti non sono sempre gli stessi e dipendono da altri fattori climatici regionali.
Nel caso dell’Italia, gli impatti possono manifestarsi con periodi più piovosi durante la stagione fredda e, in alcune situazioni, con estati caratterizzate da condizioni più stabili e calde legate alla maggiore persistenza dell’Anticiclone africano sul Mediterraneo. Questo può favorire ondate di calore prolungate e periodi di siccità, anche se l’influenza di El Niño sul clima italiano non è sempre diretta e può variare da un evento all’altro.