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Dalle carni rosse agli ultraprocessati: le quattro regole dell’oncologo per ridurre il rischio di tumore

Alcune abitudini alimentari possono ridurre il rischio di diversi tumori. Mikkael A. Sekeres, ematologo e professore di Medicinal, spiega quali sono le modifiche che ha apportato nella sua dieta in base ai risultati finora emersi dagli studi scientifici sul rapporto tra alimentazione e tumori.
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Anche se non c'è sempre una causa riconoscibile dietro a un tumore, le abitudini alimentari sbagliate, soprattutto sul lungo periodo, sono tra i fattori di rischio di diverse condizioni di salute, compresi alcuni tumori. Il recente aumento dei casi di tumore al colon-retto anche tra gli under 50 ne è un esempio: in più studi messi in relazione alla dieta ricca di alimenti ultraprocessati tipica dei Paesi Occidentali, come ha confermato anche a Fanpage.it il professor Pierpaolo Sileri, primario di Chirurgia Colorettale dell'Ospedale San Raffaele di Milano.

Mangiare in modo sano è quindi sicuramente un'ottima abitudine e, sebbene non lo elimini in modo certo, può comunque ridurre il rischio di alcuni tumori e contrastare alcuni meccanismi o condizioni pericolose, come l'infiammazione cronica e l'obesità, che possono influenzare questo rischio. È quello che afferma in questo articolo sul Washington Post anche il dottor Mikkael A. Sekeres, primario di Ematologia e professore di Medicina del Sylvester Comprehensive Cancer Center, un prestigioso centro di ricerca oncologica collegato alla University of Miami Health System. Secondo la sua esperienza, sarebbero almeno quattro le regole da tenere a mente in fatto di alimentazione per aiutarci a ridurre il rischio di diversi tumori, almeno in base a quanto è emerso dai principali studi scientifici condotti finora.

Più frutta e verdura

Secondo le linee guida di diversi Paesi, Italia compresa, dovremmo consumare ogni giorno cinque porzioni di frutta e verdura. Sekeres ribadisce l'importanza di questa categoria degli alimenti, confermata anche da diversi studi. Ad esempio cita un'analisi che ha confrontato diversi studi condotti negli ultimi anni, per un totale di 27.000 partecipanti, che suggerisce come un elevato consumo di verdure crocifere, come cavolo, broccoli, cavoletti di Bruxelles, cavolfiore e cime di rape, può ridurre il rischio di almeno sei tipi di cancro rispetto a un basso consumo, tra cui il tumore al colon-retto e quello all'ovaio. Stessa cosa per il consumo di frutta: un elevato consumo è stato associato a un rischio di ridotto di almeno sei tumori, tra cui quello all'esofago, allo stomaco, alla bocca e al colon-retto.

Evitare le carni rosse e lavorate

Non è una novità. La carne rossa e soprattutto le carni rosse lavorate sono state associate da più studi a diverse condizioni di salute. Molti studi hanno anche evidenziato il legame con il rischio di cancro, soprattuto per quanto riguarda il legame tra il consumo di carni rosse lavorate e quello di tumore al colon-retto. Non a caso, le carni rosse sono state inserite dall'International Agency for Research on Cancer (IARC)  nel gruppo delle sostanze "probabilmente cancerogene", mentre le carni rosse lavorate in quella delle sostanze "sicuramente cancerogene."

Certo questo non significa che chi mangia questi alimenti svilupperà sicuramente il cancro al colon-retto, ma che c'è una correlazione tra i due: "Gli esperti hanno stabilito che il 18-21% dei tumori al colon (e il 3% di tutti i tumori) sono probabilmente legati al consumo di carni rosse e insaccati", spiega la Fondazione Airc.

Secondo gli studi citati da Sekeres, "il consumo di carne rossa è associato anche al cancro al pancreas e alla prostata, mentre il consumo di carne lavorata è stato collegato anche al cancro allo stomaco e un consumo elevato di entrambi è associato a un rischio maggiore di cancro al seno". Per questo motivo l'esperto dice di consumare carne rossa non più di una volta, al massimo due, alla settimana, e di aver eliminato quasi del tutto le carni lavorate e il cibo dei fast-food.

Meglio i cereali integrali

Fare prevenzione a tavola però non significa solo eliminare o inserire un alimento piuttosto che un altro, ma anche scegliere una determinata variante di uno stesso prodotto. Questo discorso vale ad esempio per i cereali. Secondo l'esperto infatti è fondamentale preferire quelli integrali.

Secondo un'importante revisione di studi che hanno osservato le condizioni di salute in oltre due milioni di persone – spiega l'ematologo – consumare tre porzioni di cereali integrali al giorno potrebbe ridurre del 6% il rischio di morire di cancro, mentre altre stime suggeriscono che consumarne almeno 30 grammi al giorni può ridurre il rischio di cancro al colon-retto anche del 30%. Forse questo effetto protettivo dei cereali integrali – aggiunge Sekeres – si deve alla capacità di questi alimenti di ridurre l'infiammazione.

Attenzione agli zuccheri liquidi

C'è infine un'ultima categoria di alimenti a cui bisogna prestare attenzione: le bevande zuccherate e in generale i cibi ultraprocessati ricchi di zuccheri. Sebbene infatti quello secondo cui lo zucchero alimenti la crescita dei tumori sia soltanto un falso mito, un'alimentazione ricca di zuccheri e di alimenti ultraprocessati può favorire condizioni metaboliche, come la resistenza all'insulina o l'infiammazione, che indirettamente aumentano il rischio di cancro.

Per quanto riguarda più nello specifico le bevande zuccherate, diversi studi – specifica l'esperto – suggeriscono che rispetto agli zuccheri solidi potrebbero aumentare il rischio di cancro. Sebbene si tratti di risultati limitati non sufficienti ad affermare un rapporto di causa-effetto certo, l'esperto consiglia di limitare fortemente il consumo di queste bevande e in generale di consumare con moderazione gli alimenti ricchi di zuccheri.

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