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Intossicazione alimentare Campobasso

Cos’è la ricina, la tossina dei semi di ricino rilevata nelle analisi di madre e figlia morte a Campobasso

Secondo i recenti sviluppi sul caso delle due donne di Campobasso decedute a Natale scorso, mamma e figlia sarebbero state avvelenate con la ricina, una tossina naturale che si trova all’interno dei semi di ricino estremamente velenosa. Può causare in un primo momento sintomi come nausea e diarrea, ma è sufficiente anche una dose minima per rivelarsi fatale.
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WIKIPEDIA | Pianta di ricino (Foto di Martina Nolte)
WIKIPEDIA | Pianta di ricino (Foto di Martina Nolte)
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Avvelenamento da ricina. Secondo la recente svolta nel caso della morte di Sara Di Vita, 15 anni, e Antonella di Jelsi, 50 anni, mamma e figlia di Pietracatella (Campobasso), decedute lo scorso Natale, le due donne non sarebbero morte per intossicazione alimentare, come era stato ipotizzato all'inizio, ma sarebbero state avvelenate con la ricina. La nuova pista ha fatto aprire un nuovo fascicolo di indagine – al momento contro ignoti – per duplice omicidio premeditato. Le indagini sono ancora in corso, ma secondo quanto si apprende da fonti qualificate in queste ore, tracce della sostanza sarebbero state trovate nel sangue delle due donne.

La ricina è un potente veleno estratto dalla polpa dei semi di ricino, così potente da essere stato usato anche come arma chimica. In una prima fase questa sostanza può creare infatti sintomi simili a quelli di un problema gastrointestinale, come vomito grave e diarrea, ma anche dosi minime possono rivelarsi fatali.

Dove si trova la ricina

La ricina è un veleno naturale altamente tossico. Si tratta infatti di una proteina contenuta nei semi della pianta di ricino (Ricinus communis) dall'elevata citotossicità. Come spiega il Manuale MSD "è un veleno estremamente potente, utilizzato in tentativi di omicidio e come arma per stragi di massa". È bene specificare che la ricina si trova all'interno dei semi di questa pianta, quindi in linea di massima la sostanza velenosa viene rilasciata solo se i semi vengono masticati o comunque privati del loro involucro. I semi di ricino contengono, oltre la ricina, anche altre sostanze tossiche.

Parliamo degli stessi semi da cui si ricava l‘olio di ricino, ancora oggi presente in diversi prodotti industriali, come pitture, vernici, oli per motori, e un tempo utilizzato anche come purgante. Il Portale Nazionale delle avvelenamenti dolosi degli animali spiega che:

"La ricina è contenuta nella polpa del seme dopo l’estrazione dell’olio, ma viene inattivata se l’estrazione dell’olio viene fatta a caldo. I semi di ricino ingeriti sono tossici solo se vengono masticati, in quanto la ricina viene rilasciata a seguito della rottura del seme".

Quali sono i sintomi dell'avvelenamento

Il Manuale MSD inserisce la ricina tra le possibili forme di avvelenamento da piante e arbusti. Spiega che questa sostanza, può provocare sintomi come grave vomito e diarrea (spesso con presenza di sangue) e in un secondo momento anche convulsioni e delirio, fino al coma e alla morte.

Qual è il rischio di morte

La ricina è un veleno potentissimo e può provocare danni molto gravi al corpo, sia nell'essere umano che in altri animali, non solo se viene ingerita ma anche inalata o iniettata. Questa sostanza agisce infatti bloccando i ribosomi, i componenti cellulari che svolgono un ruolo chiave nella produzione delle proteine. La ricina bloccandoli porta progressivamente alla morte delle cellule.

Purtroppo non esiste oggi nessun antidoto approvato. Per questo motivo le strategie di intervento a cui ricorrono i medici consistono in genere nell'eliminare i semi dallo stomaco del paziente, laddove possibile, e somministrare altre terapie per trattare i sintomi. Anche se non abbiamo una soglia minima di avvelenamento universalmente riconosciuta, sappiamo che quello da recina resta una forma di avvelenamento estremamente grave e bastano anche dosi minime per causare coma e morte.

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