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Conflitto in Ucraina
28 Marzo 2022
15:19

Cosa sono i missili antiaerei Starstreak consegnati all’Ucraina dal Regno Unito

Tra le armi più efficaci e versatili ricevute dall’Ucraina per difendersi dalla Russia vi sono i velocissimi missili antiaerei STARStreak. Ecco come funzionano.
A cura di Andrea Centini
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Nei giorni scorsi il segretario alla Difesa britannico Ben Wallace ha dichiarato che all'Ucraina sono stati consegnati i primi missili antiaerei STARStreak per difendersi dall'attacco della Russia. Si tratta di armi a corto raggio (con una portata massima di 7 chilometri) che possono essere lanciate da dispositivi a spalla, tripodi, lanciatori multipli e piattaforme su veicoli terrestri e marini. Sono missili a triplice testata progettati principalmente per distruggere aerei, elicotteri e droni, ma possono essere efficaci anche contro i veicoli a terra come mezzi leggeri e perfino carri armati. La loro caratteristica principale è la velocità estrema, compresa tra Mach 3 e Mach 4. Il Regno Unito li ha consegnati all'esercito ucraino principalmente per proteggersi dai bombardamenti aerei, avendo una portata superiore a quella dei missili Stinger. Ecco cosa sono e come funzionano i missili STARStreak.

Cosa sono i missili STARStreak

I sistemi missilistici STARStreak sono tecnicamente definiti short-range man-portable air-defence system (MANPADS), cioè dispositivi antiaerei portatili a corto raggio. Sono prodotti da Thales Air Defense, un'azienda britannica con sede a Belfast (Irlanda del Nord) specializzata proprio nella difesa antiaerea. La società era precedentemente nota come Shorts Missile Systems (SMS). Il nome completo dell'arma è STARStreak HVM, acronimo di High Velocity Missile, ovvero missile ad alta velocità. L'accelerazione fulminante è infatti una delle caratteristiche principali e più micidiali di questa arma, considerata la più veloce a corto raggio, in grado di spingere il missile in una frazione di secondo fino a un'impressionante velocità compresa tra Mach 3 e Mach 4 (ovvero 5.000 chilometri orari, quattro volte la velocità del suono). Come indicato in un documento dell'azienda produttrice, il missile STARStreak riesce a percorrere una distanza di 3 chilometri in appena 3,5 secondi. I suoi bersagli principali sono mezzi aerei ad ala fissa ed elicotteri, compresi quelli che utilizzano sistemi stealth.

Come funzionano i missili STARStreak

Dopo il rilevamento di un bersaglio, che può essere agganciato attraverso un mirino ottico o da una camera termica, il soldato che manovra il sistema STARStreak preme un pulsante e il missile viene lanciato. Il primo stadio del motore a razzo accelera l'arma ad altissima velocità, ma si spegne appena prima dell'uscita dal tubo per proteggere l'operatore. Il missile persa circa 20 chilogrammi, ha un diametro di 13 centimetri e una lunghezza di poco inferiore al metro e mezzo. L'aspetto è peculiare: dopo il lancio la parte anteriore si apre liberando le testate, montante in tre missili più piccoli simili a dardi. Sono composti in resistentissima lega di tungsteno. I tre dardi si sganciano dal corpo principale dopo lo spegnimento del secondo stadio del motore e volano a una distanzia di un metro l'uno dall'altro, governati da un sistema di guida laser definito a fascio. Ciascun dardo, che mantiene il bersaglio nel mirino grazie a un sensore posizionato nella coda, è lungo 40 centimetri, ha un diametro di appena 3 centimetri e pesa 1,5 chilogrammi. La guida automatizzata rende i sistemi missilistici STARStreak “spara e dimentica”, dato che l'operatore può abbandonare la posizione dopo aver premuto il pulsante. Esistono vari sistemi di lancio, dallo Shoulder Launcher a spalla al Lightweight Multiple Launcher (LML), un lanciatore multiplo su tripode. Possono essere installati anche su blindati.

Credit: Thales
Credit: Thales

L'efficacia dei missili STARStreak

La letalità del sistema STARStreak risiede nella velocità estrema e nel caratteristico dispiegamento dei tre dardi, privi di motore; ciò li rende praticamente non intercettabili, dato che in volo non possono essere ingannati nemmeno dai flares di ultima generazione e dalle contromisure elettroniche (ECM), come spiegato da Thales Air Defense. Grazie all'elevatissima velocità i dardi penetrano nei bersagli provocando gravi danni da impatto cinetico; una volta dentro le testate a frammentazione sono programmate per esplodere dopo una certa frazione di tempo, massimizzando la distruttività dell'arma. Sono dunque sistemi "versatili, veloci e letali", come spiegato dall'azienda britannica che li produce.

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