Cifrario Borg, l’IA risolve un mistero lungo 400 anni: svelati i suoi rimedi per sintomi e malattie

Rimedi per sintomi e malattie, trattamenti per vari disturbi e conoscenze farmacologiche del Seicento. È questo il contenuto del Cifrario Borg, il manoscritto del XVII secolo conservato presso la Biblioteca Apostolica Vaticana che per oltre 400 anni ha resistito ai tentativi di decifrazione. Grazie all’intelligenza artificiale, un gruppo di ricercatori è riuscito a interpretarne il complesso sistema di simboli che aveva finora impedito di comprenderne il significato. Tra i diversi espedienti, ci sono preparazioni per il trattamento di dissenteria, febbre e altre malattie comuni all’epoca. Una delle ricette suggerisce, ad esempio, di bollire gamberi di fiume nel vino e nel pepe, ridurne i gusci in polvere e assumerla due volte al giorno contro la dissenteria. L’uso di un bicchiere di vino rosso è parte integrante di molti trattamenti, spesso bizzarri e piuttosto dolorosi.
“Lavorare con documenti di questo tipo è come condurre un’indagine investigativa” ha affermato la professoressa Beata Megyesi, docente di linguistica computazionale all'Università di Stoccolma alla guida del team che ha decodificato il manoscritto. “Ogni simbolo contribuisce a ricostruire la comprensione di un mondo perduto da tempo”
Il cifrario Borg è composto da 408 pagine e utilizza 34 caratteri diversi, tra segni grafici, lettere romane, e simboli modificati da segni diacritici. Quasi l’intero manoscritto è cifrato, ad eccezione delle prime e delle ultime due pagine e di alcune intestazioni in latino nella prima parte del documento.
Dalla decifrazione del codice Borg ai nuovi strumenti di intelligenza artificiale
La decifrazione del codice Borg rientra nelle attività del progetto DECODE, un’iniziativa di ricerca sviluppata dall'Università di Stoccolma per mettere a punto metodi di decifrazione automatica dei documenti storici cifrati. I primi risultati sul Cifrario Borg erano stati ottenuti intorno al 2017, ma negli anni successivi il lavoro è proseguito con la trascrizione del testo, la verifica linguistica e l’interpretazione del contenuto.
L’esperienza maturata con il progetto ha aperto la strada a DECRYPT, un programma interdisciplinare che coinvolge linguisti, informatici, storici e specialisti di intelligenza artificiale con l’obiettivo di automatizzare sempre più il processo di lettura dei manoscritti cifrati. Il gruppo guidato da Megyesi ha già sviluppato un prototipo che combina trascrizione e decifrazione in un unico passaggio, integrando algoritmi addestrati su esempi di testi cifrati e sulle rispettive trascrizioni, modelli linguistici costruiti su documenti storici di epoche diverse e strumenti di riconoscimento delle immagini addestrati su manoscritti annotati dagli esperti.
Messo alla prova con il Cifrario Borg, il sistema è riuscito a trascrivere e decifrare un estratto di circa 500 simboli in poco più di 29 minuti, fornendone anche una traduzione in inglese. Oltre al risultato finale, il chatbot ha documentato il percorso seguito per arrivare alla soluzione, illustrando gli elementi che la rendevano plausibile. Un aspetto che è stato considerato particolarmente importante dai ricercatori, perché consente di verificare il ragionamento del sistema, riducendo il rischio che l'intelligenza artificiale produca interpretazioni errate o prive di fondamento.