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Chi soffre di mal di schiena è più sensibile ai rumori: il nuovo studio dell’Università del Colorado

Una nuova ricerca dell’Università del Colorado Anschutz ha osservato come le persone con dolore cronico alla schiena abbiano in media un’ipersensibilità ai suoni. Secondo i ricercatori questo collegamento dimostra il possibile ruolo della percezione dei sensi nel dolore cronico.
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Le persone che soffrono di mal di schiena cronico potrebbero percepire i suoni in modo più intenso, ovvero come più sgradevoli e fastidiosi, rispetto a chi non con convive con questa condizione. È quanto emerge da una nuova ricerca dell'Università del Colorado Anschutz Medical Campus, uno dei primi studi ad analizzare il collegamento tra ipersensibilità ai suoni e cambiamenti specifici e misurabili nel cervello, nello specifico nelle aree cerebrali che elaborano l'intensità dei suoni e il loro impatto emotivo.

Lo studio ipotizza quindi che le aree cerebrali coinvolte nella percezione sensoriale potrebbero avere un ruolo nel dolore lombare cronico, una condizione estremamente comune, soprattutto nei Paesi occidentali e industrializzati, dove secondo recenti stime ne soffrirebbe infatti tra il 40 e il 60% della popolazione. Nel loro studio i ricercatori hanno anche dimostrato che questa scoperta potrebbe aprire le porte a nuovi trattamenti psicologici potenzialmente efficaci.

Lo studio

Nello studio i ricercatori hanno misurato la risposta ai rumori in due gruppi di partecipanti: il primo formato da 142 adulti affetti da lombalgia cronica, il secondo composto invece da 51 persone che non soffrivano di questa condizione. Lo hanno fatto sia sulla base delle risposte date dai partecipanti stessi sia attraverso risonanza magnetica funzionale (fMRI) in modo tale da controllare in modo oggettivo la risposta delle aree cerebrali all'ascolto di diversi suoni.

Dal confronto delle loro risposte e degli esami effettuati sui due gruppi i ricercatori hanno osservato come le persone con lombalgia cronica provassero un fastidio più intenso durante l'ascolto di alcuni rumori, confermato dalla maggiore attivazione di alcune aree cerebrali misurata dalla risonanza magnetica funzionale. Questa ipersensibilità inoltre non è stata registrata solo in pochi partecipanti: secondo gli autori infatti i partecipanti con dolore cronico hanno risposto in modo più intenso ai rumori rispetto all'84% delle persone che non soffrivano di questa condizione.

Inoltre, dagli esami è emerso che le regioni cerebrali che si attivavano di più nei partecipanti con dolore cronico all'ascolto dei rumori non erano le aree coinvolte nell'elaborazione uditiva più basica, ma le regioni più sviluppate del cervello, ovvero la corteccia uditiva – che interpreta i suoni – un'area nota come insula, responsabile invece della risposta emotiva ai suoni. Allo stesso tempo, sempre nei partecipanti con dolore cronico è stata registrata in media una risposta meno intensa in altre regioni cerebrali, come la corteccia prefrontale mediale, che invece svolge un ruolo chiave nella regolazione delle emozioni.

La percezione sensoriale nel dolore cronico

Questa è un'informazione potenzialmente molto utile anche per lo studio del mal di schiena cronico in quanto ci dice che questo "non riguarda solo la schiena – spiega Yoni Ashar, autore senior dello studio e co-direttore del Programma di Scienze del Dolore della Facoltà di Medicina Anschutz – Si verifica un'amplificazione sensoriale più ampia nel cervello, e questo apre la strada a trattamenti che possono aiutare a ridurre tale intensità", ha affermato Ashar.

Questa loro ipotesi è stata parzialmente confermata dalla fase successiva del loro studio, in cui tra le varie opzioni di trattamento testate per questa ipersensibilità ai suoni i ricercatori hanno visto che quella in grado di produrre i risultati più significativi era la Terapia di rielaborazione del dolore (PRT), il cui scopo è "aiutare le persone a reinterpretare il dolore come dovuto ad un'amplificazione cerebrale piuttosto che a semplici problemi alla schiena". La cosa interessante da notare è che precedenti studi avevano osservato come la stessa tecnica sembri migliorare molto il dolore nelle persone con mal di schiena cronico.

"Questo dimostra che la risposta sensoriale esagerata del cervello può migliorare con un trattamento psicologico", spiegano i ricercatori, in accordo con altre recenti ricerche scientifiche secondo cui nel dolore cronico giochi un ruolo chiave anche la percezione stessa dei segnali sensoriali. Anche se i ricercatori non hanno ancora chiarito di che natura sia questo collegamento, ovvero se la maggiore sensibilità causi la lombalgia cronica o una predisposizione preesistente allo sviluppo di dolore cronico, questo studio sembra suggerire che nelle persone con ipersensibilità sensoriale quello che succede con i suoni, potrebbe accadere anche con altre sensazioni, tra cui il dolore.

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