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Chi fa almeno 7.500 passi al giorno ha un rischio dimezzato di complicazioni dopo un intervento

Secondo un nuovo studio chi fa almeno 7.500 passi al giorno prima di un intervento chirurgico ha un rischio ridotto del 51% di avere complicazioni post-operatorie.
A cura di Andrea Centini
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Chi fa almeno 7.500 passi al giorno prima di un intervento chirurgico ha il 50 percento delle probabilità in meno di sviluppare complicazioni post-operatorie. Il dato è indipendente dal tipo e della complessità dell'operazione a cui ci si deve sottoporre, dal peso e più in generale dallo stato di salute del paziente. Lo ha dimostrato un nuovo studio che ha monitorato l'attività fisica di un gruppo di persone anche attraverso un “FitBit”, un dispositivo smart che si indossa come un orologio ed è in grado di monitorare frequenza cardiaca, dati sul sonno e il numero di passi che si fanno nell'arco della giornata.

A condurre il nuovo studio è stato un team di ricerca statunitense guidato da studenti e scienziati del Medical College del Wisconsin di Milwaukee. I ricercatori coordinati da Carson Gehl sono giunti alle loro conclusioni dopo aver analizzato statisticamente i dati di circa 500 persone che facevano parte del progetto di ricerca “All of Us” promosso dai National Institutes of Health. Tutti i partecipanti venivano monitorati dal punto di vista della salute, dello stile di vita e delle condizioni socio-demografiche, anche attraverso il sopracitato contapassi smart. L'età media era di 57 anni e circa il 75 percento della coorte era rappresentato da donne. Per l'85 percento si trattava di bianchi.

Durante il periodo di follow-up i partecipanti sono stati sottoposti a diverse tipologie di interventi, da quelli di medicina generale a complesse operazioni neurochirurgiche, passando per riduzione delle fratture e altre procedure ortopediche. Circa il 13 percento ha avuto delle complicazioni dopo essere uscito dalla sala operatoria. Incrociando questi dati con quelli dei passi quotidiani effettuati i ricercatori hanno determinato che le probabilità di riscontrare una complicazione entro un mese dall'operazione erano inferiori del 45 percento nei pazienti che facevano più di 7.500 passi al giorno prima dell'intervento, rispetto a chi ne faceva meno. Combinando i dati delle cartelle cliniche e tenendo presenti fattori come indice di massa corporea, sesso, razza, complessità dell'intervento e altri parametri, i ricercatori hanno determinato che chi faceva almeno 7.500 passi al giorno aveva il 51 percento delle probabilità in meno di avere complicazioni post operatorie. In altri termini, chi faceva più attività fisica rischiava di meno.

Secondo gli autori dello studio, monitorare i pazienti con dispositivi analoghi può essere d'aiuto per i medici nel prevedere i rischi post-operatori e a indirizzare meglio i propri assistiti prima di sottoporsi a un intervento chirurgico. Naturalmente va tenuto in conto che non tutte le condizioni di salute permettono di fare 7.500 passi. Considerando che in media il passo di un uomo è di circa 75 centimetri e quello di una donna di 67 centimetri, 7.500 passi equivalgono a 5,7 chilometri di “passeggiata” al giorno per i primi e circa 5 chilometri per le seconde. I dettagli della ricerca sono stati presentati durante una conferenza dell'American College of Surgeons (ACS) Clinical Congress 2023 attualmente in corso di svolgimento. Un precedente studio guidato da scienziati dell'Università Tulane ha dimostrato che fare 5 rampe di scale al giorno riduce del 20 percento i rischi di malattie cardiovascolari.

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