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Bevande “zero zuccheri”, cosa dice Bassetti sui dolcificanti e il loro ruolo nella dieta

Secondo Matteo Bassetti, i dolcificanti usati nei prodotti “zero zuccheri”, come sucralosio e aspartame, possono avere effetti negativi sulla salute: diversi studi li collegano ad alterazioni della risposta glicemica, cambiamenti del microbioma intestinale e possibili rischi cardiovascolari.
A cura di Valeria Aiello
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Il professor Matteo Bassetti durante un intervento sui social sulle bevande “zero zuccheri” e sul ruolo dei dolcificanti.
Il professor Matteo Bassetti durante un intervento sui social sulle bevande “zero zuccheri” e sul ruolo dei dolcificanti.

Le bevande “zero zuccheri” sono davvero una scelta più sana per la nostra dieta? Secondo il professor Matteo Bassetti è importante guardare con attenzione a cosa c’è davvero in questi prodotti. “Spesso contengono edulcoranti come sucralosio e aspartame, tra i più diffusi nell’industria alimentare” spiega l’infettivologo in un intervento sui social, invitando a non considerare automaticamente più salutari le bevande e gli alimenti etichettati come “zero zuccheri” e “zero calorie”.

Il professor Bassetti fa riferimento a una ricerca condotta negli Stati Uniti dal dottor Jotham Suez della Johns Hopkins University e pubblicata sulla rivista scientifica Cell. Lo studio esamina gli effetti dei dolcificanti come saccarina e sucralosio sulla tolleranza al glucosio, suggerendo che il loro consumo può indurre alterazioni nella risposta glicemica, che dipendono da quanto i dolcificanti influiscono sul microbioma intestinale di ogni individuo.

Un’altra ricerca, condotta in Francia e pubblicata sul British Medical Journal (BMJ), ha invece osservato un’associazione tra un maggiore consumo di dolcificanti artificiali, incluso l’aspartame, e un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, fornendo ulteriori elementi nel contesto della rivalutazione dei dolcificanti artificiali da parte delle agenzie sanitarie di tutto il mondo.

Nel quadro di questa rivalutazione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) hanno analizzato con attenzione il ruolo dei dolcificanti nella dieta. L’OMS ha pubblicato nel 2023 le linee guida sull’uso dei dolcificanti non zuccherini, in cui sottolinea che non dovrebbero essere considerati una strategia efficace per il controllo del peso nel lungo periodo. Nel frattempo, l’EFSA continua a monitorare la sicurezza delle diverse sostanze utilizzate come edulcoranti e le relative dosi giornaliere considerate sicure.

Cosa dice davvero Bassetti sulle bevande “zero zuccheri”

Per il professor Matteo Bassetti, l’etichetta “zero zuccheri” può essere fuorviante se interpretata come sinonimo di prodotto più salutare. Nei prodotti industriali, spiega l’infettivologo, lo zucchero viene spesso sostituito con altre sostanze capaci di riprodurre il sapore dolce. “Ma cosa vuol dire zero zuccheri? Non vuol dire che non vengono usati i dolcificanti, vengono usati dolcificanti diversi per farvi avere la sensazione di essere davanti a un prodotto zuccherino”.

Secondo Bassetti, il punto centrale riguarda soprattutto la frequenza di consumo. “Gli edulcoranti fanno bene, se li beviamo tutti i giorni o li mangiamo tutti i giorni fanno male. È chiaro che una volta ogni tanto i problemi non ce ne sono”. L’infettivologo cita poi alcuni esempi discussi nella letteratura scientifica, sottolineando che “il sucralosio peggiora la risposta glucidica aumentando i livelli di insulina e poi ha un effetto negativo sul microbioma”, mentre “l’aspartame ha dimostrato di aumentare i rischi cardiovascolari”.

Per questo motivo, conclude Bassetti, è importante non interpretare i claim nutrizionali come una garanzia automatica di maggiore salubrità: “Attenzione allo zero zuccheri, attenzione allo zero calorie, perché è un messaggio molto, molto fuorviante”.

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