Artemis II, la NASA punta ad aprile per il lancio della prima missione con equipaggio verso la Luna

La NASA punta ad aprile per il lancio della missione Artemis II, il primo volo con equipaggio destinato a sorvolare la Luna dopo oltre 50 anni dalle missioni Apollo. Lo ha dichiarato Lori Glaze, alta dirigente della NASA per lo sviluppo dei sistemi di esplorazione, durante una conferenza stampa in cui l’Agenzia spaziale statunitense ha aggiornato sullo stato di preparazione della missione. “Siamo sulla buona strada per un lancio già il 1° aprile e stiamo lavorando per raggiungere quella data” ha spiegato Glaze. “Si tratta di un volo di prova e non è privo di rischi, ma il nostro team e la nostra strumentazione sono pronti. Tenete presente che abbiamo ancora del lavoro da fare”.
Un problema nel flusso di elio durante il secondo Wet Dress Rehearsal (WRD2) aveva costretto la NASA a rinviare il lancio, inizialmente previsto per febbraio e poi slittato anche a marzo. La prima finestra utile è ora fissata per mercoledì 1° aprile alle 18:24 ora locale in Florida (le 00:24 del 2 aprile in Italia), con diverse altre opportunità nei giorni successivi. “Prevediamo circa quattro opportunità nell’arco di quei sei giorni” ha aggiunto Glaze.
Secondo il comunicato ufficiale diffuso dall’Agenzia, il razzo Space Launch System (SLS) e la capsula Orion dovrebbero essere trasferiti alla rampa di lancio 39B del John F. Kennedy Space Center in Florida entro giovedì 19 marzo, dopo che la NASA ha completato il 12 marzo la Flight Readiness Review, la revisione tecnica che verifica se il veicolo e i sistemi di missione siano pronti al lancio, dando il via libera a procedere con il tentativo.
L’equipaggio della missione Artemis II e il sorvolo della Luna
L’equipaggio della missione Artemis II sarà composto da quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman, gli astronauti della NASA Victor Glover e Christina Koch e Jeremy Hansen dell’Agenzia spaziale canadese.
Artemis II sarà il primo volo con equipaggio del programma Artemis e rappresenterà una missione di prova fondamentale per verificare i sistemi che dovranno riportare gli esseri umani sulla superficie lunare nei prossimi anni. La missione prevede che la capsula Orion circumnavighi inizialmente la Terra prima di lasciare l’orbita e dirigersi verso la Luna. L’equipaggio non tenterà un allunaggio: la missione consisterà in un sorvolo del nostro satellite, seguito dal ritorno verso la Terra e dall’ammaraggio nell’oceano.
La distanza minima dalla superficie lunare varierà in base al momento del lancio, perché la posizione della Luna cambia per ciascuna delle possibili finestre di partenza. Secondo i dati diffusi dalla NASA, Orion passerà a una distanza compresa tra circa 4.000 e 6.000 miglia dalla superficie lunare, equivalenti a 6.450–9.650 chilometri.
La missione precedente, Artemis I, si era avvicinata molto di più alla Luna – fino a circa 80 miglia dalla superficie (circa 130 chilometri) – ma si trattava di un volo senza equipaggio. Nonostante la distanza maggiore, la NASA sottolinea che Artemis II “porterà comunque astronauti molto più vicini alla Luna di quanto qualsiasi essere umano sia stato negli ultimi 50 anni”.
A quella distanza, spiegano gli ingegneri dell’Agenzia spaziale, la Luna apparirà agli astronauti grande più o meno come un pallone da basket tenuto a braccio teso.
Il programma Artemis e i nuovi piani per il ritorno sulla Luna
Artemis II rappresenta il passo successivo dopo la missione Artemis I, che nel 2022 aveva testato con successo il razzo SLS e la capsula Orion in un volo senza equipaggio attorno alla Luna. Il volo con equipaggio costituirà quindi una tappa fondamentale per verificare le capacità operative dei sistemi prima delle missioni successive del programma.
Nelle ultime settimane la NASA ha rivisto la pianificazione delle missioni future, rinviando il ritorno degli astronauti sulla Luna. Il cambiamento principale riguarda Artemis III, prevista nel 2027: invece di tentare l’allunaggio, la missione sarà un volo di prova in orbita terrestre bassa. L’obiettivo è testare più a fondo sistemi e capacità operative prima di tentare l’allunaggio, ora previsto con la missione Artemis IV nel 2028.