Innocent Oseghale non potrà più vedere la figlioletta senza un'autorizzazione del magistrato: è quanto ha stabilito di Ancona che ha revocato al 29enne la possibilità di avere ogni tipo di contatto con la figlia avuta dalla compagna italiana in assenza di una esplicita autorizzazione del magistrato di sorveglianza. Eppure proprio recentemente uno dei presunti autori del delitto di Macerata aveva espresso ai suoi legali il desiderio di vedere la figlia, nonché quello di andare in ospedale a trovare la compagna, oggi incinta al settimo mese e attualmente ricoverata. Madre e figlia sono ospiti  di una comunità dove, da giugno, il 29enne senegalese aveva avuto dal giudice il permesso di fare loro visita.

Sicura dell'innocenza del proprio compagno si è sempre detta la compagna di Oseghale: "Se la prendono solo con Innocent, ma non capisco perché non chiariscano anche il ruolo della persona che lo ha accompagnato in auto con due valigie". Secondo la giovane donna la chiave del giallo sarebbe proprio nella responsabilità degli altri indagati: Lucky Desmond e Awelima Lucky.

L'uomo, resta in carcere con l'accusa di occultamento di cadavere nel caso di Pamela Mastropietro, la diciottenne il cui corpo è stato trovato smembrato a Pollenza (Macerata) lo scorso 31 gennaio. Pamela era fuggita dalla comunità Pars di Corridonia, dove era ricoverata per problemi di tossicodipendenza, quando si è imbattuta nei suoi assassini. Ancora molti restano i punti oscuri del caso, tra cui la ricostruzione della notte prima del delitto quella che Pamela avrebbe trascorso da sola in strada, prima dell'incontro fatale con Oseghale la mattina del 30 gennaio. Secondo il giovane africano Pamela sarebbe deceduta a seguito di una dose eccessiva di eroina, ma tale versione non è stata confermata dagli esiti dell'autopsia sul corpo della giovane romana.