Infinito Zanardi, la nuova sfida è la Maratona di New York in carrozzina

Tra i 1.800 atleti italiani che prenderanno il via domani alla Maratona di New York ci sarà anche Alex Zanardi, l'atleta bolognese che si presenterà al via forte della vittoria (con record) nel 2011 e a sei anni dalla sua prima partecipazione, nel 2007.
Ma sarà anche una ‘prima volta' per Zanardi che non si presenterà nella categoria "handbike", bensì su una carrozzina olimpica su cui percorrerà i 42,2km più famosi del mondo, tagliando in due la Grande Mela.
Una nuova sfida, assoluta, che rinnova l'appuntamento con l'indomito desiderio di continuare a superare i propri limiti, di atleta e di uomo. "Dalla mia prima maratona a New York sono cambiate tante cose – ha ricordato l'atleta di Castelmaggiore – Sono riuscito addirittura a diventare un campione paralimpico, sia nella gara a cronometro sia in quella in linea e a ripetermi, questa stagione, con il campionato del mondo. È una cosa bellissima, ma francamente perdi un po' il sapore del debutto, la notte insonne prima delle gare, ma domani sarà diverso. Per me è una sfida nuova, certamente sarò molto nervoso alla vigilia. Sarà difficile chiudere occhio la notte perchè, quando affronti un percorso sportivo con grande passione, ci tieni tantissimo ed è lo stesso desiderio di far bene che ti mette un pò di ansia. Ma vediamo…"
Da 12 anni non ha può le gambe ma da 12 anni Alex Zanardi non ha mai rinunciato a nessun sogno. Di uomo e di atleta. Combattendo contro il destino, i pregiudizi e le diagnosi mediche. L'ex campione di Formula 1 reduce dall'incidente che gli costò l'amputazione degli arti inferiori non si è mai tirato indietro di fronte alle sfide che il mondo dello sport gli ha comunque offerto, raggiungendo l'apice più alto nelle ultime Paralimpiadi di Londra 2012. Così, nei 12 anni dal terribile incidente in Cart al Lausitzring, non è mancata mai l'occasione di vedere l'atleta bolognese sempre impegnato a sfidare la vita, guardandola negli occhi, senza timore, tanto da riuscire a rientrare nelle gare di Cart solamente ad un anno di distanza dall'operazione alle gambe.
Dopotutto per Zanardi l'appuntamento con la velocità e l'adrenalina èsempre stato irrinunciabile. Nel 2002 era tornato nel mondo delle corse, nel 2005 con la BMW vince la seconda gara del Gran Premio di Germania valida per il Mondiale Turismo, ripresentandosi a tutti gli effetti come un vero pilota e conquistando il titolo di Campione italiano in Superturismo. Ma quel mondo, ottenuta la sua personale rivincita, non gli bastava più: ritiratosi dal mondo delle auto si tuffa così nella sfida che gli offre il paraciclismo, dove raggiunge traguardi assoluti in pochi anni. Culminati con i successi nei mondiali in Danimarca nel 2011, le tre medaglie di Londra 2012, e le vittorie ai mondiali in Canada dei mesi successivi. Ritagliandosi la soddisfazione anche di lasciare il segno indelebile nelle più importanti Maratone internazionali, nella disciplina della ‘Handbike' (H4); come quella di New York (vinta nel 2011 con relativo record) e di Roma (vittoria e record anche in Capitale).
Adesso, l'ultima idea: quella di ripartire quasi da zero, rimettendosi in gioco a 47 anni (compiuti lo scorso 23 ottobre), in una nuova disciplina che lo stesso Zanardi conferma di "scoprire solamente in questa occasione malgrado goda di una lunghissima tradizione nell'atletica paralimpica". Per riscrivere l'ennesima pagina della sua personale storia fatta di vita e di sport. "Che Dio me la mandi buona!" ha detto alla vigilia della Maratona newyorkese. Non potrà che essere così.