Allarme! Vogliono introdurre i numeri arabi in Italia. E' questo il senso di una delle ultime provocazioni social, una provocazione che aveva lo scopo evidente di deridere le purtroppo molte persone convinte che nel nostro paese sia in corso una sostituzione etnica, con buona pace dei dati che confutano decisamente questa tesi, purtroppo sostenuta anche da non pochi leader politici, in primis il Ministro degli Interni Matteo Salvini.

Nei giorni scorsi è infatti stato pubblicato un simpatico meme che recita: "Questo è Tarim Bu Aziz. Per una maggiore integrazione chiede di introdurre i numeri arabi nelle scuole italiane. Tu cosa gli rispondi?". È la domanda postata dalla pagina PiùEuropaShitposting, attiva su Facebook, che accompagna la foto di un uomo musulmano in abiti tradizionali. Apriti cielo! Se molti hanno capito che si trattava di uno scherzo, altrettanti si sono allarmati e, anziché informarsi su cosa siano i numeri arabi, hanno mostrato tutta la loro indignazione prendendosela ancora una volta con gli immigrati, i "buonisti" che li sostengono e naturalmente le immancabili ONG.

Peccato che costoro non sapessero che i numeri arabi sono proprio quelli che usiamo ogni giorno da secoli. Sono stati introdotti in Europa nel XIII secolo d.C. dal pisano Leonardo Fibonacci, che li utilizzò per la prima volta nel suo liber abaci, in cui – ironia della sorte – li chiamava numeri indiani. I numeri vennero inventati in India tra il 400 a.C. ed il 400 d.C. prima di essere trasmessi nell'Asia occidentale e poi in Europa. Dal momento che la conoscenza di tali numeri raggiunse l'Europa attraverso il lavoro di astronomi e matematici arabi, i numeri vennero chiamati "numeri arabi".

Ben presto questo sistema di numerazione sostituì i numeri romani, di gran lunga più complicati per essere utilizzati nelle operazioni di geometria, matematica e algebra.